
Chissà cos'hanno da dire i solerti estimatori e difensori del galantuomo Caselli, magistrato integerrimo, probo e giusto, di fronte alla drammatica detenzione del compagno Giorgio Rossetto, dal 26 gennaio rinchiuso nel carcere di Saluzzo, sezione isolamento e massima sicurezza? Il pericolosissimo Giorgio Rossetto, pericolosissimo perchè ha osato contestare il progetto Tav e perchè, soprattutto, non china la testa nemmeno in carcere.
Dov'è il signor Caselli, così puntuale nel condannare le storture della politica e della società italiana, difensore della legalità e delle istituzioni, cacciatore di mafiosi? Lui che se ne intende di delinquenza organizzata dovrebbe sapere che Rossetto è rinchiuso nella stessa sezione dove dovrebbero essere custoditi i mafiosi sottoposti a regime di 41bis. I mafiosi stanno fuori, quelli veri, e Rossetto sta in galera.
La giustificazione addotta dalla direzione carceraria saluzzese è la mancanza di posto in altre celle. E così si tiene dietro le sbarre Giorgio ed altri 11 detenuti, tutti in attesa di giudizio, in un luogo nel quale, oggettivamente, non dovrebbero essere tenuti nemmeno i cani del canile di via Germagnano.
Rossetto, che potrebbe essere tranquillamente spedito agli arresti domiciliari, sta invece in carcere perchè si rifiuta di diventare malleabile ed ossequiente.
Chissà perchè la presunzione di innocenza, di cui tanto si sciacquano la bocca gli amici di ogni politico e potente inquisito, non vale anche per Giorgio? Chissà cos'ha da dire il solerte Caselli, uomo integerrimo da 40 anni sotto scorta ed in trincea contro la criminalità organizzata ed il terrorismo?
Non ha da dire nulla, naturalmente, perchè a Saluzzo ce l'ha mandato lui, ben sapendo dove lo mandava. Hai rotto le scatole alle Vallette? Ti spedisco io in un bel posticino....
Non chiediamo solo la liberazione di Rossetto, naturalmente, ma la fine di una simile situazione che vede il carcere di Saluzzo all'avanguardia tra i tanti carceri italiani.
A proposito di carceri: i 168 milioni di euro promessi dal governo Monti come compensazione per le opere di costruzione del tunnel in Val Susa sapete da dove arrivano? Come in ogni farsa che si rispetti hanno una provenienza paradigmatica: dal denaro stanziato per la ristrutturazione delle carceri italiane e per la messa in sicurezza delle scuole.
Come dire: se protesti per lo scempio del territorio, perchè a tuo figlio è caduta una scuola in testa, ti sbatto in galera. Ma in una galera fatiscente, perchè i soldi necessari per renderla "civile" li ho dati per cercare di comprare la benevolenza degli altri fuori che continuano a protestare....
Chi sono i mafiosi e dove siedono?
(Ilic)
Io voglio un tetto per ogni famiglia, del pane per ogni bocca, educazione per ogni cuore, luce per ogni intelligenza. ( Bartolomeo Vanzetti).
La giustificazione addotta dalla direzione carceraria saluzzese è la mancanza di posto in altre celle. E così si tiene dietro le sbarre Giorgio ed altri 11 detenuti, tutti in attesa di giudizio, in un luogo nel quale, oggettivamente, non dovrebbero essere tenuti nemmeno i cani del canile di via Germagnano.
Rossetto, che potrebbe essere tranquillamente spedito agli arresti domiciliari, sta invece in carcere perchè si rifiuta di diventare malleabile ed ossequiente.
Chissà perchè la presunzione di innocenza, di cui tanto si sciacquano la bocca gli amici di ogni politico e potente inquisito, non vale anche per Giorgio? Chissà cos'ha da dire il solerte Caselli, uomo integerrimo da 40 anni sotto scorta ed in trincea contro la criminalità organizzata ed il terrorismo?
Non ha da dire nulla, naturalmente, perchè a Saluzzo ce l'ha mandato lui, ben sapendo dove lo mandava. Hai rotto le scatole alle Vallette? Ti spedisco io in un bel posticino....
Non chiediamo solo la liberazione di Rossetto, naturalmente, ma la fine di una simile situazione che vede il carcere di Saluzzo all'avanguardia tra i tanti carceri italiani.
A proposito di carceri: i 168 milioni di euro promessi dal governo Monti come compensazione per le opere di costruzione del tunnel in Val Susa sapete da dove arrivano? Come in ogni farsa che si rispetti hanno una provenienza paradigmatica: dal denaro stanziato per la ristrutturazione delle carceri italiane e per la messa in sicurezza delle scuole.
Come dire: se protesti per lo scempio del territorio, perchè a tuo figlio è caduta una scuola in testa, ti sbatto in galera. Ma in una galera fatiscente, perchè i soldi necessari per renderla "civile" li ho dati per cercare di comprare la benevolenza degli altri fuori che continuano a protestare....
Chi sono i mafiosi e dove siedono?
(Ilic)
Io voglio un tetto per ogni famiglia, del pane per ogni bocca, educazione per ogni cuore, luce per ogni intelligenza. ( Bartolomeo Vanzetti).
4 commenti:
Condivido al 100% quanto espresso da Ilic.
Caselli è, per lavoro e dunque non lo dico io, un difensore dello Stato e dell'ordine capitalista, e, se anche fa bene il suo lavoro verso la mafia, sarà sempre in prima fila per combattere i movimenti sociali perchè quello è il suo compito e la solerzia con cui lo svolge certo non lo avvicina a noi.
Ma il vero problema, riprendendo quanto detto da Ilic nel commento sul post predente che parla del compagno senigalliese, è la sinistra, sinistra che ha eletto a suoi miti quelli che sono 'eroi borghesi' che nulla c'entrano con la lotta all'ingiustizia di classe.
E portare sugli scudi i magistrati porta poi a fare il gioco del nemico: dividere i movimenti tra i 'buoni' che protestano pacificamente e rispettosamente non muovendo nulla e i 'cattivi' che invece vogliono cambiare le cose.
E, si badi bene, noi di volanterossa siamo stati tra i blog di movimento una voce fuori dal coro sin dall'inizio, quando dicemmo che in Valsusa lo scontro frontale e violento è controproducente; ma un conto è la valutazione politica, un conto è mettersi a fare gli aiutanti -peraltro volontari e non retribuiti- della magistratura.
E Caselli sforna un nuovo reato: << Quanto alla definizione di se' di "nuovi partigiani" che si da' parte del movimento No Tav, Caselli la definisce "appropriazione indebita di valori sacri. Si tratta di offrire ai revisionisti e ai negazionisti della Resistenza argomenti formidabili per cercare di cancellare la Costituzione che ne e' derivata">>
zw
Tav: Caselli, il movimento del no rischia di passare dalla parte del tortoRoma, 29 mar. - (Adnkronos) - "Non compete a noi magistrati giudicare se i No Tav abbiano ragione. Pero' se quel movimento non si dissocia senza se e senza mada ogni violenza rischia di passare dalla parte del torto". E' quanto afferma, in un'intervista alla Stampa, il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, dopo le contestazioni di Milano. "E' gia' successo -sottolinea- che alcuni professionisti della violenza lo stiano strumentalizzando per conseguire fini che nulla hanno a che vedere con la Valle di Susa". Il messagio che "certi personaggi" vogliono trasmettere, attacca Caselli, e' "La violenza non si processa, chi cerchera' di farlo -sintetizza il procuratore- sappia che si trovera' sui muri scritte pesantemente offensive, vere e proprie infamita', oltre ad assortite minacce di morte". Secondo Caselli questo e' "un obiettivo chiaro e preciso. E chi parla di squadrismo in azione vede giusto". Quanto alla definizione di se' di "nuovi partigiani" che si da' parte del movimento No Tav, Caselli la definisce "appropriazione indebita di valori sacri. Si tratta di offrire ai revisionisti e ai negazionisti della Resistenza argomenti formidabili per cercare di cancellare la Costituzione che ne e' derivata".
Da queste dichiarazioni di Caselli e da tutte quelle di Monti e dei suoi uomini, noto che il potere sta esprimendo un'arroganza e una voglia di provocazione altissime e davvero, soprattutto sul no Tav vera ed unica protesta di massa che questo governo si trova ad affrontare (ma che gli preesiste; la conflittualità diretta rispetto al governo è bassa), credo che stia cercando a tutti i costi lo scontro fisico frontale con chi esprime dissenso attivo.
Così poi faranno un bel teorema giudiziario e inventeranno qualche associazione a delinquere e il gioco è fatto, anzi continuo a pensare che il provvedimento che stanno tentando di affibbiare al nostro compagno di Senigallia è una sorta di prova tecnica di nuovi modelli di repressione.
Da una parte provocano dall'altra tentano nuove vie repressive o esasperano le classiche: c'è di che stare attenti.
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