
DONNA DI FIUME
Credo di avere provato l'amore, almeno una volta,
è stato un brivido di buio
in una stanza d'affitto,
è stato trovare il fondo
di una morte felice
e la disperata allegria
di non servire a niente,
e lacrime e risate
e l'intenso di carezze più pure.
con una donna travolta
da correnti di fiume,
bianca e moribonda come
una prima comunione,
libera e buia come
i miei occhi tra le dita,
feroce e dolorosa
come la rabbia dell'inferno.
Credo un'amore così
non ci sia che una volta,
perchè è allora che il buio si scava
la sua ultima tana
e la confessione dipana
le paure di sempre,
in un interminabile abbraccio
di donna di fiume,
nella sua corrente
di vita e di stanchezza.
Credo che un amore così
sia negato ai beati,
perchè è la fiamma di un fuoco
che tramanda la morte,
perchè i beati non sanno
le stanze d'affitto,
hanno paura del buio
e delle parole,
perchè le donne di fiume
non son mai beate.
Credo che un amore così
non si perda per strada,
gli occhi degli altri per quanto ti frughino
non sanno capire,
che la dolcezza preziosa
che nascondi tra i denti
è la ridicola
e meravigliosa discesa,
di un uomo
che impara
a non morire
da solo.
(Claudio Lolli)
http://www.youtube.com/watch?v=tIopc5Ml0Gc
Gli occhi tuoi
Sprazzi di vita ciondolano
come questo tendone al vento.
Trecce le spire dei baci
nelle strade affollate di sorrisi.
Acqua dell’anima gli sguardi,
e a pelle le vie dei palpiti.
Da ieri a oggi i riverberi a
squassare il tappeto del tempo.
Lievità le mani, il soffio
di una nostalgia di fuoco
troppo fresca
la legna che brucia il passato.
A imbrigliare le passioni, la diga
del sangue,
a tradire le quattro stagioni,
i tumulti degli occhi sempiterni.
(Transit Medina. Sponde del Mediterraneo)
Gli occhi tuoi
Sprazzi di vita ciondolano
come questo tendone al vento.
Trecce le spire dei baci
nelle strade affollate di sorrisi.
Acqua dell’anima gli sguardi,
e a pelle le vie dei palpiti.
Da ieri a oggi i riverberi a
squassare il tappeto del tempo.
Lievità le mani, il soffio
di una nostalgia di fuoco
troppo fresca
la legna che brucia il passato.
A imbrigliare le passioni, la diga
del sangue,
a tradire le quattro stagioni,
i tumulti degli occhi sempiterni.
(Transit Medina. Sponde del Mediterraneo)
12 commenti:
Donna che balla
In sospiri,
le parole scuotono gli alberi.
come le donne dai visi antichi
baciano le mani dei bambini,
e rasoterra
volano ricordi tremanti,
alla stregua di crocifissi
schiodati,
donna che balla.
Maria disse:
Lasciami nuda
di vespe, tappeti e foulard.
Lasciami nuda
di chele, rattoppi e ditale.
Lasciami nuda
di scogli, anfratti e centesimi.
Sono pronta
a svestire la cosce di mare.
Gli occhi tuoi
Sprazzi di vita ciondolano
come questo tendone al vento.
Trecce le spire dei baci
nelle strade affollate di sorrisi.
Acqua dell’anima gli sguardi,
e a pelle le vie dei palpiti.
Da ieri a oggi i riverberi a
squassare il tappeto del tempo.
Lievità le mani, il soffio
di una nostalgia di fuoco
troppo fresca
la legna che brucia il passato.
A imbrigliare le passioni, la diga
del sangue,
a tradire le quattro stagioni,
i tumulti degli occhi sempiterni.
Siamo banda e ciurma di segreti,
e fatto strano, a noi nessuno crede.
Persino incarcerate e tenute ai ceppi,
seppure voliamo, nessuno crede.
E veniamo dal destino storico.
Lontananza di spine, rose e sangue.
Siamo leggere, acqua che scorre,
pronte al riso, agli orizzonti, e alla tragedia.
Abbiamo ali di fiati, sospiri e stupori.
Scorriamo sentimenti e rabbia nel vento.
Vagabondiamo tra le nuvole e in picchiata
nei bassi, nei vicoli, nelle piazze e i quartieri.
a noi, nel prendere confidenza, ci chiamano
a e i o u.
Se non fosse per i giochi dei bambini,
le costruzioni strambe dei poeti e le voci
degli uccelli sugli alberi,
a noi ci metterebbero soltanto contro
gli uni con gli altri,
come accade nelle guerre sulla terra.
a e i o u,
ciuccio e bestia che sei tu.
Ecco: impara l’odio, la sopraffazione,
l’accumulazione di denaro, immobili e gioielli;
a rapinare e distruggere
la natura, la bellezza, l’armonia,
e a distruggere il canto sospiroso delle foglie, sirene senza tempo.
Perduto.
Perduto tempo.
In te. Tu.
Tempo frullato di spine, chiodi e malinconie.
Eppure fili invisibili ti tengono ancora.
Una musica, forse se c’è una musica quella
sei tu. Tu.
Tu come tango.
In cui vive lo struggimento stupido. O vita.
Si vive il presente per scandagliare il mistero del passato:
tout court,an passant, con e senza nonchalance.
Comme si ll’età fosse ‘nu prato verde senza cchiù manco nu sciore.
Ma ‘o passato, chill’overo, è ‘na musica ca scorre dint’o sango e te cunzuma.
Nun te scurdà, nun te scurdà
pure senza cchiù nisciuna
fotografia del fiume
dei tuoi occhi.
Evvai, Transit, oggi sei in splendida forma e ancora mi domando come tu faccia ad avere una spontaneità poetica del genere, partendo da una traccia minima, la canzone di Lolli che secondo me rende molto bene la forza di quel tipo di incontri, per chiunque nella vita li abbia provati.
Delle tue, caro Transit, mi piace più di tutte la terza, anche se la scelta è dura.
Ho un'idea, se ci sarà abbastanza gente a leggere e commentare
Mi piacerebbe a questo punto, tra chi di voi vorrà dire la sua, sentire quale secondo voi è la migliore di Transit, e poi in serata o domani mettiamo nel post la più votata.
Col senno di poi
mi slaccio le scarpe,
senza versare lacrime smacchiate.
Col senno di poi
fermo il cuore col contagocce,
e ti guardo mentre spicco il volo.
Col senno di poi
riscaldo le temperature dell'anima
e col sole in faccia grido: Asso piglia tutto.
Col senno di poi
accalappiata di malinconia,
ti sei caricato il mondo addosso:
spasimo feroce,
ancora battente la necessità,
rincontrare di pianure, colline le labbra,
sospiri perduti per sempre,
sempre per sempre le pagine scritte
dal vento.
Ovvio che se in giornata usciranno nuove poesie di Transit che mi colpiranno, il mio voto per la terza è rivedibile!!!
Risposte e qualche spunto di riflessione.
Il rapporto con le parole non deve mai essere di tipo colonialista nè imperialista e tanto meno di tipo camorrista, nel senso che finchè acconsento a quel che fai e dici, tutto bene. Se poi dissento o mi oppongo a te, allora tu esercita la violenza a tutti i livelli.
Le parole sono i fiumi del tempo e personalmente quando scrivo poesie o anche racconti, mi lascio trasportare dal corso delle parole.
Grazie dei complimenti, ma soltanto stasera ho letto il tuo commento.
Sono un maschietto, e il doppio nome che mi sono scelto viene da lontano, infatti Transit risale a molti anni fa, mentre Medina da qualche mese.
Cos’è la poesia, se non viaggio? Le prime quattro lettere di Transit sono anche le prime del mio cognome, ma è al verbo transitare a cui ho sempre guardato. Le parole sono pesci nel mare della vita e la vita è viaggio; così come viaggio è la poesia. Le parole sono significato e zattere, mezzi di trasporto non solo di quello che diciamo e scriviamo, ma anche dell’indicibile.
Oltre a Transit Medina, ho aggiunto anche un sottotitolo, o titolo di un possibile blog, cioè: Sponde del Mediterraneo.
Pertanto: Transit, viaggia nel fiume delle parole, tra le stradine di Medina, approda e salpa tra le infinite rive del Mediterraneo. La poesia, approda e salpa, nell’umano girovagare degli affanni, le pene e la necessità di vivere e amare la terra di questo mondo.
Vabbuò, per il momento mi fermo qui. esco a comprare due bottiglie di vino rosso locale, una di aceto ed un pezzo di pane.
Sono certo che uscendo sarò investito dai venti delle sensazioni ed emozioni nel varcare le soglie delle uscite e delle entrare della materia in movimento.
" Grazie dei complimenti, ma soltanto stasera ho letto il tuo commento. Sono un maschietto, e. "
Ps: Caro Brunaccio, mi scuso con te e altri eventuali lettori, ma quanto sopra riportato nel mio ultimo commento, va eliminato, in quanto rispondevo nel contesto di una altro blog. Grazie. Buon pranzo.
Ciao
sono roberta e ovviamente faccio i complimenti a transit...
oggi a dire il vero non ho molta voglia di postare poesie: penso a tutti quelli che si sono tolti la vita per colpa di questa crisi, vorrei ricordare loro e le loro famiglie....
Transit.
Io lo lascio, perhè un'ottima dichiarazione di poetica e così magari ti resenti ai lettori che nn ti conoscevano prima del trasloco qua dai Precari.
Roberta.
E' una tragedia enorme e dovremo prima o poi scriverci e discuterci.
Volanterossa uscirà di nuovo mercoledì: sarebbe bene che qualcuno tra i compagni del collettivo che ha accesso al blog lo facesse quanto prima, già domani.
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