PEREGRINANDO IN RETE, MI E' ARRIVATA QUESTA LETTERA APERTA DI UNO 'SCHIAVO MODERNO', LAVORATORE IN COOPERATIVA, CHE TOCCA PUNTI MOLTO INTERESSANTI SULLA LEGALITA' E SULLA VIOLENZA. COMUNQUE LA SI PENSI IN MERITO, MI SEMBRA UN OTTIMO SPUNTO DI DISCUSSIONE.

E poi di che legalità si parla? O meglio, cosa intendono i suoi sostenitori?
Già un'analisi, diciamo così "sociale", ci porterebbe alla constatazione che costoro sono in genere coloro che non se la passano male, che hanno poco da temere per il proprio futuro, per lo meno se si parla della propria stabilità economica. Chiedono legalità in genere coloro "che ne hanno meno bisogno", che hanno la pancia moderatamente piena. Gli altri tacciono e si arrangiano. O meglio con l'illegalità ci campano. E non parlo delle classi dominanti, ma di quel bel pezzo di popolazione che non si può permettere il "lusso" di difendere la legalità. Prima mi riempio la pancia e poi penso alla legalità ed alla libertà. Legalità e libertà sono due parole vuote specie se pronunciate per difendere l'esistente ed i propri privilegi.
Qui presente avete uno che questi lussi non se li può permettere. Non posso e non voglio, soprattutto.
Sono venale: che vantaggio ne trarrei dall'essere legalitario?
Lasciamo perdere quale è il mio concetto di legalità, sennò dovremmo parlare di legalità borghese e di legalità rivoluzionaria e proletaria, ed andremmo troppo lontano.
Fassino, ad esempio, predica ogni giorno la legalità. Napolitano la coesione sociale. Monti il senso di responsabilità verso lo Stato. Ma loro?
Parliamo del primo, sugli altri due è meglio che non mi esprima altrimenti mi arrestano per vilipendio delle istituzioni, chè per i poveri le porte del carcere sono sempre aperte, e ti ci mandano gli stessi giudici che invece sproloquiano di legalità, purchè applicata al popolo ma non alle classi dirigenti.....
Leggo su Repubblica dell'altro giorno che il comune di Torino, per bocca del suo assessore ala cultura Braccialarghe, ma con l'evidente assenso del sindaco e la fattiva collaborazione del "se-dicente comunista (coi soldi)" Passoni, assessore al bilancio, intende tagliare le ore dei lavoratori di ben 7 musei cittadini. Ma non, si badi, dei dipendenti pubblici, ma bensì di quelli delle cooperative. Mancano (si dice) i soldi? Buttiamo fuori le cooperative, come se non si trattasse di esseri umani ma di merde.Quando non si può battere il cavallo si batte la sella e la sella sono i più sfigati, quelli che puoi prendere a calci nel culo senza paura: "quelli delle cooperative". Essere un dipendente di cooperativa oggi pare sia diventato l'equivalente di bandito, delinquente, sottoproletario puzzolente, scarto della società. Non parliamo poi se alla parola cooperativa si aggiunge l'aggettivo "sociale". Quelli li puoi far lavorare quasi gratis, che tanto non protestano, perchè come loro ce n'è a centinaia di migliaia in fila fuori dalla porta. Se sono finiti lì, dicono in molti, chissà che gente è, chissà cos'ha combinato....
Ed allora avanti con stipendi da fame, che quando sono alti sono 6 euro all'ora.Quanti di voi guadagnano 6 euro all'ora?
Avanti con le vessazioni, le prepotenze: "tanto son quelli delle cooperative". La moderna carne da cannone.
"Da giugno le cooperative dovranno contenere il numero degli addetti" dice il rapinatore Braccialarghe. Manco si trattasse di contenere l'inquinamento od il traffico automobilistico. Salvo poi, quando ce ne sarà di nuovo bisogno, ritornare dalle cooperative. Da 40 ore a 16 ore settimanali, dicono in Comune.
Ma siamo sinceri: chi le fa 40 ore settimanali? Magari!! Nessuno, ovviamente. Perchè, e questo in Comune lo sanno benissimo, la maggior parte dei dipendenti delle cooperative sono part-time. Che fanno non più di 25-30 ore, e quando serve (e nel caso dei musei) anche la Domenica, Natale, Pasqua, 1° maggio, ferragosto, etc etc..
Quindi un dipendente che se fosse a tempo pieno che guadagnerebbe oggi ben 960 euro al mese passerebbe a 450 euro.
Ma non tutti sono così esosamente retribuiti: io per esempio ne guadagno 5,7 all'ora. E c'è chi ne guadagna molti di meno. Si può arrivare anche a 4 euro orari, e c'è chi è disposto a vendersi anche per 3, in nero.
Fassino e compari, siete dei banditi.
Ci volete pacifici, legalitari, compresi del grave momento, pazienti, remissivi, comprensivi. Dei capponi insomma. Che magari si beccano tra di loro mentre voi riempite loro la testa con la legalità.
Ebbene io sono per l'illegalità diffusa, per la rapina ed il furto. Per la grassazione. Verso costoro però, perchè io, a differenza loro, sono altamente morale e non farei mai quello che loro stanno facendo verso i più umili ed indifesi. Io non rubo ai poveri ed agli ultimi. Io sto con i poveri e gli ultimi, da sempre. La mia intiera vita lo testimonia. Ma i poveri e gli ultimi, i dannati della terra (come diceva Fanon) almeno di una cosa hanno diritto: hanno il diritto all'odio ed alla ribellione. E non si lamentino, gli istigatori di legalità, se un giorno o l'altro il famoso cannone di Brecht lo gireremo contro di loro.
P.S. Attendo seriamente, dai legalisti a chiacchiere, che mi comunichino il loro stipendio. Così per qualche mese proporrò loro il cambio col mio, e poi vediamo di che se ne faranno di una legalità studiata appositamente per tener buoni i poveri ed i disgraziati.
Post P.S.: non vi stupite delle citazioni: anche "uno delle cooperative sociali" può aver studiato, e nel caso presente, in qualunque disciplina vi bagnerebbe abbondantemente il naso.
6 commenti:
SONO BRUNACCIO
E sì che sono dei banditi!
Infatti oltre che sottomessi e pacifici ci vogliono suicidi, chè in fin dei conti il suicidio è un'ottima risorsa malthusiana per il contenimento demografico dei poveri e dunque della spesa pubblica.
Condivido tutto dell'articolo, per cui ho poco da aggiungere: avevo già scritto su un altro post che la legalità di cui si ciancia è la stessa che sbatte in galera un poveraccio perchè non riesce a pagare un misero debito con Equitalia o denuncia il pensionato perchè ruba (o meglio si riappropria di un diritto) il da mangiare a quei ladri delle catene di supermercati visto che con poche centinaia di euro di pensioni non riesce a pagarselo e non si sente di giocarsi la dignità di una vita di lavoro ricorrendo all'elemosina.
E' la stessa che permette l'abominio che sta dietro nomi belli come quello di 'cooperativa sociale' e che è ben illustrata da questa lettera.
buongiorno, naturalmente sottoscrivo tutto ciò che dice l'articolo, con una piccola precisazione sul discorso legalità, nel senso che io sono per la legalità, ma intendo che la pretendo, cioè pretendo il rispetto delle regole legalitarie da parte di chi mi amministra, dagli organi preposti al governo insomma, in questo senso intendo la "legalità democratica" del nostro amico. ovviamente ciò non avviene ed allora il discorso legalità lascia il tempo che trova, o meglio viene investito di un aura che in certi contesti risuona con forza, nell'antimafia ad esempio, ma in altri stona parecchio, il pensionato in arresto perchè ruba per fame al supermercato. djordj
SONO BRUNACCIO.
Bella precisazione, Djordj.
In questo caso però preferirei parlare di stato di diritto, mentre la legalità, nel senso in cui la sento usare, mi pare più concentrata sull'applicazione delle leggi particolari, le quali spesso possono divergere ed essere finanche in contraddizione con la Dichiarazione dei diritti umani e la Costituzione (in realtà non potrebbero, ma è mirabile come si possano alterare le leggi nella sostanza lasciandole inalterate nella forma).
In questo caso il pensionato che ruba non ha agito secondo legalità, eppure ha agito secondo un suo diritto...la legge comunque punirà, anche se in modo si spera minimo, la sua illegalità perchè poteva rivolgersi alla Caritas o altro.
Ci tenevo a precisare il mio punto di vista con cui uso i termini perchè l'obiezione era senza dubbio cogente.
la legalità è una certezza ambigua, tutti ne parliamo perché giustamente abbiamo la nostra visione più giusta di quella dell'altro, certo come spesso in questi ultimi periodo convengo con BRUNACCIO che così come ci viene propinata è solo uno specchietto per le allodole in modo da farci cadere anche i più giovani magari quelli che fino al giorno prima non gli importava nulla ti tal concetto.
In questo caso mi viene in mente un pezzo di contessa (la pace che volete per far quel che vi pare)ci vorrebbero contenti e cojonati ma a questo gioco non ci stiamo...
EDOARDO
Condivido tutto di questa persona sono pochi quelli della politica che si interessano veramente di queste persone e di altre che fanno altri lavori ma che stanno come lui o ancora peggio ma quante sono le persone che veramente si espongono unitariamente ad altri per far capire il proprio dissenso o malessere se ci aspettiamo che siano loro a cambiare atteggiamento nei nostri confronti e mi ci metti anche io in mezzo che come tanti altri che lavorano in tantissimi altri settori perchè con questa mancanza di lavoro ormai se ne vedono di tutti i colori subbiamo queste ingiustizie loro parlano di legalità di sacrifici ma se ci si pensa ai veri motivi per cui noi dovremmo fare questi sacrifici la legalità potrebbe cambiare aspetto per loro qual e il significato di legalità? indurre le persone alla fame, alla perdita di diritti sul lavoro vivendo una vita lavorativa sempre sotto pressione per paura del licenziamento e sottopagati, togliendo la dignità a persone che lavorano da una vita e mai possibile che chi e un onesto lavoratore dopo lavorato una vita intera si cerchi di allungare l eta pensionabile anche in settori dove ad una certa eta non sarà facile lavorare e infatti già ci stanno pensando modificando l art 18 cosi chi non ci non sara più in grado di lavorare al massimo potrà anche essere gettato via, schiavi penso che sia la parola giusta di un sistema che investe in paesi dove si lavora di più con meno diritti e con meno retribuzione cercando di equipararci a loro togliendoci i diritti faticosamente conquistati fino ad ora cercando di farlo passare come un atto dovuto che si debba fare per forza senza soluzioni alternative, io penso invece che ci sia molto da fare per liberarci da questo stato in cui ci hanno ridotti ma ci vuole unità smettere di restare seduti sulla poltrona a compiangersi ma passare dalla poltrona alle piazze
ciao Fabio, il tuo sfogo è sacrosanto, soprattutto nel tuo dire che questa categoria di lavoratori è tra le meno tutelate ed anzi direi tra quelle dimenticate..tra l'altro mi pare che poco tempo fa si parlava di torino in merito a decisioni discutibili della giunta di tagliare sugli asili, se non ricordo male, ed ora sui musei...tagli che chiaramente poi vanno a colpire il personale e di conseguenza il servizio. dalla poltrona alla piazza? magari...djordj
Posta un commento