Il 10 maggio del 1933, a Berlino, nella piazza del Teatro dell'Opera, i nazisti organizzarono un gigantesco rogo nel quale bruciarono migliaia di libri. Nella stessa serata roghi simili si svolsero in altre città tedesche, raccontati da Radio Germania. Il rogo di Berlino fu organizzato con estrema attenzione poiché doveva essere un esempio per il Reich. L'evento assunse i caratteri di una cerimonia ufficiale, quasi religiosa. Furono curati gli aspetti scenici, le musiche, i canti, l'illuminazione. I libri erano accompagnati da una marcia alla quale presero parte i professori in toga, gli studenti, soldati delle SA e delle SS. I libri furono trasportati da camion e quindi cosparsi di benzina e arsi con l'aiuto di tecnici e pompieri.

(Gianni Rodari)
'Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini'
(Henrich Heine, 1817)
Inesausta
l’ombra s’attarda;
baci sdadati
ricama;
salini slanci
aggruma.
(Transit)
8 commenti:
SONO BRUNACCIO
'Molti di quelli che avevano creduto, venivano a confessare e dichiarare i loro atti; e non pochi di quelli ch'erano andati dietro a simili arti, portarono i libri e li bruciarono alla presenza di tutti; e, calcolatone il prezzo, si trovò che saliva a cinquantamila denari d'argento. Così la parola di Dio cresceva potentemente e si rafforzava.' (Atti degli apostoli 19,18-20)
Certamente citando gli Atti e il rogo spontaneo dei libri di arti magiche da parte dei convertiti parliamo di contesti diversi e anche con dubbi storici su fatti. proporzioni e numeri, ma credo che se esiste un'istituzione che ha prodotto una sistematica distruzione di libri è la Chiesa.
Il rogo di libri di Torquemada dimostra come le parole di Heine (riferite però non a questo contesto, ma ad un rogo della sua epoca) siano fondate anche in questo caso, visto che al rogo ce ne sono finiti diversi, così come le parole di Rodari ci mostrano perchè le dittature temono i libri.
Oltre i roghi c'è da dire che i copisti medievali, nel loro recupero della classicità, non copiarono mai i pensatori classici più materialisti e dunque tendenzialmente ostili all'impianto metafisico cristiano; ma, a quel che so, anche lo stesso Aristotele, che poi la Scolastica utilizzò moltissimo,venne priamariamente scoperto dagli arabi.
E se di alcuni pensatori classici 'scomodi' abbiamo qualche frammento, la conservazione del De Rerum Natura di Lucrezio è un autentico colpo di fortuna, visto che ne arrivò una sola copia...
Nel caveau dell’anima,
asciugavo sfoglie
di cipolla
sul ciglio a scavare
tuorli
di nuvole,
scandagliavo le code
di pavoni
smacchiati di fresco.
la commessa prometteva
pagode, mentre Dino Campana
modellava paesaggi lunari.
il mare calloso mischia
risacca,bugie e giuramenti
di stelle.
A catinelle, batte dentro,
l’aria cremisi
accalora.
Il cielo è composto sempre
da due cieli:
il cielo cielo oggettivo
e il cielo soggettivo
a nostra immagine e somiglianza
tra esaltazione e depressione;
la luce della notte
e il buio del sole.
Per cui sei.
E, inevitabilmente,
siamo.
Il cielo, la terra sopra,
non è soltanto un momento,
un giorno, un periodo,
qualche anno tessuto
di pezze a colori.
Il cielo è il tempo
che scorre statico
acqua interiore
le metamorfosi,
rocce di scarabeo
il cielo a muro;
in solitudine, l'inganno,
la disperazione.
Inesausta
l’ombra s’attarda;
baci sdadati
ricama;
salini slanci
aggruma.
SONO BRUNACCIO
Transit, oggi sei proprio in forma super smagliante!!!
L'ultima, quella sopra il mio commento, è meravigliosa: una perla di equilibrio e musicalità poetica, con quell' 'aggruma' alla fine che ci sta da dio.
A proposito di Campana, che tu citi...ormai parecchi anni fa ho un bellissimo libro di Sebastiano Vassalli, 'La notte della cometa', che sostanzialmente è una biografia letteraria di Dino Campana. Lo consiglio vivamente a chiunque!
'ho' è 'ho letto', ovviamente.(Brunaccio)
Caro Brunaccio era quello il mio intento e tu l'hai centrato.
Grazie.
Ps: A proposito del post. Se da un lato c'era chi bruciava i libri i li nascondeva e malediva, pensavo a quelli che in vita loro, per un altro terribile marchio, non leggeranno mai un libro e non sapranno mai scrivere ... frasi semplici quali: Cara mamma, Caro papà, Cara sorella, Caro fratello,
Caro amico, Cari compagni, Caro amica, Caro amore, Caro bambino mio, Cara disperata terribile vita mai stata mia ...
Addio
SONO BRUNACCIO
Certo che tutto ciò è terrificante, amico mio, ma, appunto ciò che volevo dire con il post e col commento è che, per quanto ammazzare la gente (tantopiù quando innocente e per motivi razziali)sia senza ombra di dubbio infinitamente più grave che bruciare libri -per il semplice fatto che questi ultimi non sono senzienti-, se si guarda alla Storia, non c'è una cesura netta tra le due azioni, anzi c'è una precisa continuità.
Ora metto la tua poesia domenicale più bella nel post!
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