Risoluzione del Consiglio Politico dell’ALBA
I Cancellieri dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America, riuniti nella città di Rio de Janeiro, Repubblica Federale del Brasile, il giorno 21 giungo 2012.
Di fronte all’aperta ingerenza nella politica interna dei paesi ALBA dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), che con la scusa di “pianificare ed amministrare l’assistenza economica ed umanitaria estera degli Stati Uniti in tutto il mondo” finanzia Organizzazioni Non Governative, azioni e progetti diretti a destabilizzare i governi legittimi che non sono affini ai suoi interessi.
Conoscendo le prove apportate dagli archivi resi pubblici del Dipartimento di Stato Nordamericano nei quali si dimostra il finanziamento a organizzazioni e partiti politici oppositori ai Governi dei paesi ALBA, in una chiara e sfrontata intromissione nei processi politici interni di ogni nazione.
Essendo contrario alle legislazioni interne di ogni nazione l’intervento di un paese straniero nella politica interna nazionale.
Comprendendo inoltre che nella maggioranza dei paesi ALBA la USAID, attraverso le sue diverse organizzazioni e facciate, agisce in maniera illegale ed impune, senza contare con un quadro giuridico specifico, e finanzia illegalmente mezzi d’informazione, leader politici e organizzazioni non governative, tra gli altri.
Conoscendo che attraverso questi programmi di finanziamento si tutelano un insieme di ONG che promuovono ogni tipo di fondamentalismo per cospirare e limitare le potestà dei nostri Stati ed in molti casi saccheggiare le nostre risorse naturali in ampi territori che pretendono di dominare a loro piacimento.
Essendo coscienti che i nostri paesi non richiedono nessun tipo di finanziamento esterno per il sostentamento delle nostre democrazie che si consolidano per la volontà dei popoli latinoamericani e caraibici, così come non abbiamo bisogno di organizzazioni tutelate da potenze straniere che nella pratica usurpano e debilitano la presenza degli organismi di Stato, impedendogli di svolgere il ruolo che gli corrisponde nello sviluppo economico e sociale delle nostre popolazioni.
Risolvono
Sollecitare ai Capi di Stato e di Governo degli Stati membri dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America l’immediata espulsione nei loro paesi della USAID, i suoi delegati o rappresentanti, considerando che la loro presenza ed il loro comportamento costituiscono un fattore di perturbazione che minaccia la sovranità e la stabilità politica delle nostre nazioni.
Rio de Janeiro, Repubblica Federale del Brasile, 21 giugno 2012.
Governo dello Stato Plurinazionale della Bolivia.
Governo della Repubblica di Cuba.
Governo della Repubblica dell’Ecuador.
Governo del Commonwealth di Dominica.
Governo della Repubblica del Nicaragua.
Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
(Trad. Granma Int.).
I Cancellieri dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America, riuniti nella città di Rio de Janeiro, Repubblica Federale del Brasile, il giorno 21 giungo 2012.
Di fronte all’aperta ingerenza nella politica interna dei paesi ALBA dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), che con la scusa di “pianificare ed amministrare l’assistenza economica ed umanitaria estera degli Stati Uniti in tutto il mondo” finanzia Organizzazioni Non Governative, azioni e progetti diretti a destabilizzare i governi legittimi che non sono affini ai suoi interessi.
Conoscendo le prove apportate dagli archivi resi pubblici del Dipartimento di Stato Nordamericano nei quali si dimostra il finanziamento a organizzazioni e partiti politici oppositori ai Governi dei paesi ALBA, in una chiara e sfrontata intromissione nei processi politici interni di ogni nazione.
Essendo contrario alle legislazioni interne di ogni nazione l’intervento di un paese straniero nella politica interna nazionale.
Comprendendo inoltre che nella maggioranza dei paesi ALBA la USAID, attraverso le sue diverse organizzazioni e facciate, agisce in maniera illegale ed impune, senza contare con un quadro giuridico specifico, e finanzia illegalmente mezzi d’informazione, leader politici e organizzazioni non governative, tra gli altri.
Conoscendo che attraverso questi programmi di finanziamento si tutelano un insieme di ONG che promuovono ogni tipo di fondamentalismo per cospirare e limitare le potestà dei nostri Stati ed in molti casi saccheggiare le nostre risorse naturali in ampi territori che pretendono di dominare a loro piacimento.
Essendo coscienti che i nostri paesi non richiedono nessun tipo di finanziamento esterno per il sostentamento delle nostre democrazie che si consolidano per la volontà dei popoli latinoamericani e caraibici, così come non abbiamo bisogno di organizzazioni tutelate da potenze straniere che nella pratica usurpano e debilitano la presenza degli organismi di Stato, impedendogli di svolgere il ruolo che gli corrisponde nello sviluppo economico e sociale delle nostre popolazioni.
Risolvono
Sollecitare ai Capi di Stato e di Governo degli Stati membri dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America l’immediata espulsione nei loro paesi della USAID, i suoi delegati o rappresentanti, considerando che la loro presenza ed il loro comportamento costituiscono un fattore di perturbazione che minaccia la sovranità e la stabilità politica delle nostre nazioni.
Rio de Janeiro, Repubblica Federale del Brasile, 21 giugno 2012.
Governo dello Stato Plurinazionale della Bolivia.
Governo della Repubblica di Cuba.
Governo della Repubblica dell’Ecuador.
Governo del Commonwealth di Dominica.
Governo della Repubblica del Nicaragua.
Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
(Trad. Granma Int.).

6 commenti:
SONO BRUNACCIO.
Credo che questa lotta dei popoli latinoamericani debba insegnarci qualcosa...la loro opposizione contro lo strozzinaggio economico e politico è alta da tempo.
E se anche noi PIIGS smettessimo di piangere in ginocchio all'altare dei mercati (oggi visti come supremo regolatore ineluttabile e quasi legge naturale), ci federassimo e cominciassimo a fare la voce grossa per costruire un'Europa diversa, umana e fondata sui beni comuni?
Date: Sat, 23 Jun 2012 08:17:03 +0200
Subject: [gc] Paraguay, rovesciato Fernando Lugo, il vescovo dei poveri che non ha saputo difenderli
From: garibaldiuy@gmail.com
To: articoligennarocarotenuto@googlegroups.com
Paraguay, rovesciato Fernando Lugo, il vescovo dei poveri che non ha saputo difenderli
Un massacro di contadini orchestrato dalla multinazionale Monsanto è stata infine l’occasione per le oligarchie paraguayane per far fuori il presidente Fernando Lugo, usando i poteri peculiari dei quali dispone il Senato di quel paese, che può rimuovere il capo dello Stato semplicemente con un giudizio politico.
di Gennaro Carotenuto
Tecnicamente, solo tecnicamente, non è un colpo di Stato ma nella sostanza ci troviamo di fronte all’ennesimo passo della storia dell’ignominia delle classi dirigenti paraguayane e latinoamericane in sinergia con i grandi interessi economici internazionali. Nella sostanza, come si legge nel comunicato di Unasur, la legittimità continua a risiedere in Lugo (che pure ha accettato la destituzione con poche e deboli parole) e nel popolo e il nuovo governo non sarà riconosciuto.
Quello paraguayano, per ora senza sangue, ricorda non solo il 2009 hondureño, quando cavilli legali differenti eppure simili giustificarono il golpe. Allora però l’assalto al cielo del presidente Manuel Zelaya era tale: un referendum per una nuova Costituzione partecipativa che portasse il paese centroamericano. Adesso perché cade Lugo? Lui, che senz’altro conosce San Paolo, cade come conseguenza di una sorta di cupio dissolvi, un lungo stallo nel quale sono infine state le destre a giocare la carta decisiva. Allora Zelaya era disponibile a dar battaglia in una resistenza democratica che sta cambiando l’Honduras. Adesso Lugo appare ritrarsi in un atteggiamento non certo combattivo per una resistenza necessaria.
Ricorda anche il rovesciamento di Jacobo Arbenz in Guatemala. In quel golpe di oramai quasi sessant’anni fa gli interessi dell’oligarchia locale e delle multinazionali si coniugarono con quelli dell’Ambasciata contro un governo non certo rivoluzionario ma che aveva la colpa di essere degno del popolo che l’aveva eletto.
È, è stato, un governo appena dignitoso, quello dell’ex-vescovo Lugo. Non aveva mai attaccato direttamente gli interessi delle oligarchie ma non per questo avevano smesso di complottare contro di lui. La sua colpa era quella di stare aprendo spazi di democrazia intollerabili nel paese più isolato del Sud America. S’è fatto spolpare giorno per giorno in questi quattro anni Fernando Lugo, incapace di affidarsi ai movimenti sociali che lo avevano portato al governo ma non al potere, alla piazza che invocava per poi dissolverla, placarla, rinviando a domani necessità di oggi. Non aveva saputo affrontare, come invece da altre parti s’è fatto, quel nodo di complicità tra media e classi dirigenti. Dalle tivù, dalle radio, dai giornali, avevano continuato a bombardarlo giorno per giorno, senza che potesse difendersi. Aveva anche evitato di affidarsi pienamente all’America latina integrazionista Fernando Lugo, come testimonia la vicenda indecorosa dell’ancorare per quattro anni al voto di quello stesso infame, corrottissimo Senato che lo ha destituito, il voto per il pieno ingresso del Venezuela nel Mercosur. Una vicenda che testimonia la diretta dipendenza di quel Senato dall’Ambasciata statunitense.
prima parte della e mail
Seconda parte
Non si era reso conto Lugo, e forse non si renderà mai conto, della sostanza delle cose, di quel crinale tra democrazia formale e democrazia sostanziale che l’ha irretito in mille minuetti parlamentari senza capire che solo dai movimenti sociali derivava la sua stessa legittimità e che solo appoggiandosi pienamente a questi –e giammai nella pattuizione defatigante col nemico- avrebbe potuto salvare il processo popolare. Non si era reso conto, o forse n’è semplicemente stato sconfitto, che le oligarchie sono irredimibili, irriconducibili a processi democratici. Li usano, usano le elezioni, usano i voti parlamentari, usano i media come hanno usato la sua pazienza che non ha portato a nulla e adesso lo destituiscono per “inettitudine e mancanza di decoro” in quella che è di fatto l’unica (pseudo)democrazia parlamentare del Continente. “Legale ma non legittima” hanno detto della destituzione. Vero: e per il cambiamento necessario Lugo in questi anni ha scelto la legalità leguleia piuttosto che la legittimità e ora viene spazzato via da questa stessa legalità illegittima. Come nel 2009 con Manuel Zelaya in Honduras, gli azzeccagarbugli delle destre hanno di nuovo trovato dei cavilli che fanno apparire legale quello che è illegittimo.
La Monsanto, l’Ambasciata, i narcos, le oligarchie locali festeggiano per essere riusciti a irretire prima e liberarsi ora di quella speranza chiamata Latinoamerica che aveva osato spingersi fino ad Asunción. Adesso Unasur, una sorta di consiglio di sicurezza delle democrazie integrazioniste latinoamericane, dovrà decidere quali sanzioni prendere verso il governo presieduto da Federico Franco, che ha giurato stanotte, e che non riconoscerà. La schiena dritta dei governi integrazionisti latinoamericani in queste ore continua ad essere la certezza ma in queste periferie d’America, Asunción come Tegucigalpa, il tempo scorre più lentamente e neanche l’escatologia cristiana del vescovo Lugo ha potuto accelerarlo.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
PS: Ho ricevuto da un compagno che ormai vive a Caracas in Venezuela la e mail su riportata. Credo sia in tema.
I media italiani hanno riportato una notizia del genere? Anche se non leggo tutti i giornali, credo proprio di no.
Transit
Seconda parte
Non si era reso conto Lugo, e forse non si renderà mai conto, della sostanza delle cose, di quel crinale tra democrazia formale e democrazia sostanziale che l’ha irretito in mille minuetti parlamentari senza capire che solo dai movimenti sociali derivava la sua stessa legittimità e che solo appoggiandosi pienamente a questi –e giammai nella pattuizione defatigante col nemico- avrebbe potuto salvare il processo popolare. Non si era reso conto, o forse n’è semplicemente stato sconfitto, che le oligarchie sono irredimibili, irriconducibili a processi democratici. Li usano, usano le elezioni, usano i voti parlamentari, usano i media come hanno usato la sua pazienza che non ha portato a nulla e adesso lo destituiscono per “inettitudine e mancanza di decoro” in quella che è di fatto l’unica (pseudo)democrazia parlamentare del Continente. “Legale ma non legittima” hanno detto della destituzione. Vero: e per il cambiamento necessario Lugo in questi anni ha scelto la legalità leguleia piuttosto che la legittimità e ora viene spazzato via da questa stessa legalità illegittima. Come nel 2009 con Manuel Zelaya in Honduras, gli azzeccagarbugli delle destre hanno di nuovo trovato dei cavilli che fanno apparire legale quello che è illegittimo.
La Monsanto, l’Ambasciata, i narcos, le oligarchie locali festeggiano per essere riusciti a irretire prima e liberarsi ora di quella speranza chiamata Latinoamerica che aveva osato spingersi fino ad Asunción. Adesso Unasur, una sorta di consiglio di sicurezza delle democrazie integrazioniste latinoamericane, dovrà decidere quali sanzioni prendere verso il governo presieduto da Federico Franco, che ha giurato stanotte, e che non riconoscerà. La schiena dritta dei governi integrazionisti latinoamericani in queste ore continua ad essere la certezza ma in queste periferie d’America, Asunción come Tegucigalpa, il tempo scorre più lentamente e neanche l’escatologia cristiana del vescovo Lugo ha potuto accelerarlo.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
PS: Ho ricevuto da un compagno che ormai vive a Caracas in Venezuela la e mail su riportata. Credo sia in tema.
I media italiani hanno riportato una notizia del genere? Anche se non leggo tutti i giornali, credo proprio di no.
Transit
SONO BRUNACCIO
Grande Transit: avevo letto lo stesso identico articolo su senzasoste, e mi ero dimenticato di citarlo...per fortuna ci hai pensato tu!
(Non so se altri ne hanno parlato, i giornali cartacei mainstream ormai li leggo poco).
In fin dei conti, se ci si pensa, il commissariamento di Papandreu quando voleva proporre il referendum e il governo 'tecnico' (ovvero espressione degli interessi politici dei potentati europei) Monti non sono stati piccoli golpe?
La forma è rimasta invariata, ma è chiaro chi esercita la governance reale.
A proposito, Obama ha detto a Monti che è con lui nel suo 'piano di risanamento'...comincio a leggere una certa tensione tra gli interessi USA e quelli tedeschi rispetto all'Europa, ma potrei dire una stupidaggine.
Magari, se troverò qualche articolo in merito di qualcuno che ha maggior cognizione di causa del sottoscritto, ne riparleremo nei giorni a venire.
sempre per capire di più su cosa sia successo in paraguay : http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/5059-monsanto-colpisce-in-paraguay
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