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giovedì 26 luglio 2012

Rimini - Campagna sociale per l'emersione del lavoro gravemente sfruttato nel turismo



Al via la Campagna Sociale dell'Associazione Rumori sinistri contro il lavoro gravemente sfruttato nel settore turistico/stagionale. Da mercoledì 25 luglio a Rimini e da giovedì 26 luglio a Cesenatico compariranno negli spazi per le affissioni e per diverse settimane i manifesti della campagna sociale.

Dall'estate 2008 ad oggi è passato molto tempo. Negli anni è maturata in noi la consapevolezza che se il sistema turistico nella sua interezza è compromesso - poiché il fenomeno del lavoro para-schiavistico è endemico e strutturale - allora esso va cambiato fino in fondo. Va cambiato fino in fondo aiutando i lavoratori e le lavoratrici ad emergere da una condizione di totale invisibilità agli occhi delle istituzioni, delle associazioni datoriali e degli stessi turisti. Va cambiato fino in fondo attraverso forme di cooperazione e di intervento multi agenzia che mirino a trasformare il “sensazionalismo” e “l'emergenzialità” dei casi che fino ad ora abbiamo portato alla luce (non pochi e non isolati) perché vi sia una presa di coscienza generalizzata e non solo fra gli addetti ai lavori, di cosa produca, nella materialità quotidiana di centinaia di lavoratori e lavoratrici stagionali, il nostro modello turistico, oltre alla produzione e vendita di “merci/prodotti turistici” così come di immaginario.
La crisi e quello che essa sta comportando in termini di tagli, politiche di austerità e politiche del lavoro (come la Riforma Fornero), non aiutano di certo questo processo, poiché mentre abbiamo l'ambizione nonché il desiderio di cambiare un sistema turistico/stagionale che si è fondato ed è cresciuto grazie all'illegalità diffusa in anni in cui garanzie e diritti (dagli ammortizzatori sociali come la disoccupazione a requisiti ridotti al CCNL) rappresentavano un'ancora – se pur minima - a cui applicarsi, oggi queste garanzie stanno venendo meno e sono sempre più oggetto di nuove normazioni e dispositivi legislativi che favoriscono tutti fuorché i lavoratori e le lavoratrici stagionali.
Ed è proprio a questa soggettività alla quale noi ci siamo rivolti e ci rivolgiamo, perché abbiamo sempre pensato che solo nel saper leggere la materialità quotidiana dei comportamenti e delle pratiche degli e delle sfruttati/e sia possibile intravedere non solo l'adeguamento o la negoziazione con la realtà in cui sono immersi, ma anche la tensione a sottrarsi da quel comando e da quelle logiche ordinative. Se siamo arrivati fin qui, dopo anni e tante fatiche, lo dobbiamo a loro.
Allo stesso tempo le esperienze che abbiamo vissuto ci hanno cambiato e ci hanno portato a delle riflessioni più generali su come organizzare le vertenze e gli interventi: dai presidi autorganizzati, agli strumenti che fino ad ora abbiamo creato, in primis, lo Sportello Stagionali.
Abbiamo pertanto ritenuto necessario ripensare quest'ultimo e la modalità di contatto e supporto a questi lavoratori/trici, cercando una nuova forma che fosse ancor più flessibile e nel contempo più complementare a quella dello Sportello ma anche capace di sfruttare gli interstizi del lavoro para-schiavistico e i varchi più o meno reali che sapremo aprire.
Da qui nasce l'idea di trasformare le attività dello Sportello Stagionali in una Campagna Sociale per l'emersione del lavoro gravemente sfruttato nel turismo che, attraverso dei manifesti, promuove un numero telefonico da contattare per avere informazioni e segnalare situazioni e casi. Da mercoledì 25 luglio a Rimini e da giovedì 26 luglio a Cesenatico compariranno negli spazi per le affissioni e per diverse settimane i manifesti della campagna sociale.
Dalla prima segnalazione telefonica fisseremo poi - per chi vorrà - un primo appuntamento e dentro e insieme alla rete locale svilupperemo un percorso di emersione e denuncia nonché azioni di supporto ai lavoratori/trici stagionali.
Siamo consapevoli che da soli abbiamo fatto tanto perché si arrivasse oggi ad affermare che il tema è oramai “patrimonio comune”, nel bene e nel male, di questo territorio e del dibattito politico istituzionale soprattutto a Rimini, ma da soli non saremo capaci di trasformare questa economia e questo modello turistico e di supportare in toto i lavoratori e le lavoratrici stagionali. Non rimane altro che costruire dentro e contro la crisi le condizioni per una cooperazione sociale e per una vita comune più ricca, là dove la ricchezza non rappresenta solo un dato giusto e materiale da rivendicare ma anche una condizione di libertà ed uguaglianza per tutti e tutte.
Ringraziamo pertanto il Comitato schiavi in riviera che ci supporta in questo percorso e il consigliere comunale di Rimini Fabio Pazzaglia che attraverso il gruppo consigliare SEL/Fare comune ha finanziato la campagna stessa.




I volontari e le volontarie dell'ass. Rumori sinistri

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono Brunaccio.
Oggi ho visto che sono usciti ben due post; per cui, per leggerli e commentarli meglio, domani sospenderei il post di volanterossa.

Massimo Campus ha detto...

Naturalmente una simile situazione è possibile solamente se c'è la piena collusione delle amministrazioni locali. E sulla riviera romagnola a governare sono i soliti da 60 anni. Un solido apparato di governo e sottogoverno che ha garantito la totale impunità e copertura dello sfruttamento più bieco e feroce. E dire che ci vorrebbe davvero poco per far emergere tutto ciò....
Ma i "compagni" del PD (vedi reduci del Ds, Pds Pci) conoscono ormai solo più l'odore dei soldi.

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO.

Esatto Ilic, qua il conflitto è tra tre attori, di cui uno, le amministrazioni locali, esageratamente sbilanciate in difesa dei padroni.

E domani, parlando di acqua, tornerà il nodo dolente delle amministrazioni.

Anonimo ha detto...

a Senigallia sappiamo quanto la politica sia ostaggio delle lobby legate al mondo del turismo, è anche vero che l'industria turistica, assieme a quella edile, sono da sempre primi motori della nostra economia. ora con la crisi che ha inesorabilmente investito l'ediliza, il comparto turistico rimane il solo a trainare, fornendo ricchezza agli imprenditori del ramo, e lavoro ai cittadini. normale che l'amm. comunale non si sbracci per evidenziare eventuali storture e, da prassi consolidata, se non parli del problema il problema non esiste. il problema esiste eccome invece, magari non sarà così endemico come a rimini, dove stiamo parlando di un macrosistema, di un'enorme industria turistica, ma, se tanto mi da tanto, è proprio lì che arriveremo anche noi. sarebbe opportuno come "precari utd" cogliere degli spunti del lavoro fatto a rimini e vedere se c'è la possibilità di replicarlo sul ns territorio a partire da quest'autunno. potrebbe essere una sfida interessante. djordji