PER PROTESTARE CONTRO L'ABOMINIO DEL MONUMENTO E SENSIBILIZZARE L'OPINIONE PUBBLICA SUI CRIMINI FASCISTI, DOMENICA AD AFFILE CI SARA' UN'INIZIATIVA PROMOSSA CONGIUNTAMENTE DAGLI ANTIFASCISTI. DALLA COMUNITA' ETIOPE IN ITALIA, DALLE FARI (L'ORGANIZZAZIONE DI QUELLA PARTE DEI FEDELI DI RELIGIONE RASTA CULTURALMENTE PIU' VICINI ALL'ETIOPIA), E DALL'ANPI; UNA COLLABORAZIONE, QUELLA TRA GLI ETIOPI E I PARTIGIANI ROMANI, IN VERITA' CONSOLIDATA, CHE COMMEMORA OGNI ANNO IN DATA 19 FEBBRAIO IL GIORNO DEI MARTIRI, OVVERO DELLE VITTIME ETIOPI DEL FASCISMO, ANCHE SE, A QUEL CHE SO, COMPRENSIBILMENTE CON BASSA PARTECIPAZIONE DI MASSA PER OVVI MOTIVI DI GEOGRAFIA E CONOSCENZA DELLA STORIA EXTRAUROPEA.
QUESTO IL FLYER DELL'INIZIATIVA, PERALTRO DAL PUNTO DI VISTA COMUNICATIVO E CULTURALE INTERESSANTE.
NON SONO A CONOSCENZA DI ALTRE MOBILITAZIONI CONCRETE (NON PETIZIONI ONLINE DI CUI PARLA L'ARTICOLO SOTTO). ANZI, SE QUALCUNO CHE PASSASSE QUA LE CONOSCESSE E VOLESSE COMUNICARLE, SARO' LIETO DI METTERLE SUL BLOG.
Gli antifascisti in piazza contro il sacrario a Graziani :
Affile: gli antifascisti riuniti in un comitato domenica andranno a contestare il monumento al generale fascista, voluto dalla giunta di destra.
*Globalist 18 settembre 2012
Il contestato sacrario di Affile al maresciallo (diventato poi generale) Graziani ha ottenuto un primo risultato: la creazione di un Comitato antifascista affiliàno che domenica 23 settembre chiamerà a raccolta tutti coloro che non vedono di buon occhio quel riconoscimento al repubblichino accusato di crimini contro l'umanità durante la guerra in Etiopia e fortemente voluto dalla attuale giunta di destra del sindaco Ercole Viri.
Non solo. Anpi, Rete per la Resistenza della Valle dell'Aniene e della Valle del Sacco, oltre al Comitato stesso, daranno vita domenica prossima ad una manifestazione di protesta, a partire dalle 9, con la distribuzione di materiale informativo sulle attività belliche di Rodolfo Graziani sugli stand sparsi nelle piazze della cittadina di Affile. Alle 17 inizieranno gli interventi in piazza, tra gli altri, di un rappresentante della comunità etiope, dell'Anpi e subito dopo ci sarà la proiezione di un documentario sulle "stragi compiute da Graziani nel Corno d'Africa" (con il gas iprite, già allora bandito dalle convenzioni internazionali, ndr). Chiuderà la serata un concerto musicale.
"Chiederemo al sindaco la riqualificazione di quel manufatto intitolandolo alle vittime degli eccidi nazisti compiuti nella Valle dell'Aniene durante la seconda guerra mondiale", ha fatto sapere Elena Duvalli, dell'associazione Martiri delle Pratarelle di Vicovaro. Nessun corteo, nessuna "visita" al sacrario ("non ce la farei ad andare a vedere quella bruttura", sottolinea Duvalli). Da parte del sindaco Viri, finora, nessuna dichiarazione, limitandosi ad autorizzare la manifestazione.
Un'iniziativa, quella di domenica prossima, promossa dagli stessi giovani antifascisti di Affile. Proprio alcuni di loro, lo scorso 12 settembre, coprirono di scritte i muri del memoriale con le parole "assassino". Tre di loro, tra cui uno di Subiaco, vennero denunciati. Il sacrario, costato 127mila euro e mille polemiche, sorge nel parco Radimonte ed è stato fortemente voluto dal sindaco "per i meriti militari di un nostro concittadino". Un gesto che non è sfuggito alla stampa estera che ha raccontato, con una certa riprovazione, l'idea di realizzare un monumento ad un rappresentante, certamente non di secondo piano, della Repubblica di Salò, accusato di essere un "criminale di guerra".
Anche i comuni vicini al sacrario della discordia hanno fatto sentire la loro voce. Come quella di Vicovaro, Medaglia d'Argento al Merito Civile. "Considerato che la discutibile fama di Rodolfo Graziani si è formata praticando 'il mestiere delle armi' e l'utilizzo di gas - si legge in una mozione del capogruppo della Lista Civica Rinnovamento del comune di Vicovaro, Paolo Antonio Dominici - si chiede che venga ripristinato lo stato 'ante operam' in quanto contrastante non solo con i principi fondativi e costitutivi della Repubblica italiana ma anche e soprattutto con i sentimenti della popolazione di Vicovaro e dell'intera Valle dell'Aniene, teatro anch'essa di immani stragi compiute in nome di quelle ideologie tiranniche e liberticide che il generale Graziani incarnava"."
da http://affrica.org/la-brutta-storia-del-monumento-a-graziani/
QUESTO IL FLYER DELL'INIZIATIVA, PERALTRO DAL PUNTO DI VISTA COMUNICATIVO E CULTURALE INTERESSANTE.
NON SONO A CONOSCENZA DI ALTRE MOBILITAZIONI CONCRETE (NON PETIZIONI ONLINE DI CUI PARLA L'ARTICOLO SOTTO). ANZI, SE QUALCUNO CHE PASSASSE QUA LE CONOSCESSE E VOLESSE COMUNICARLE, SARO' LIETO DI METTERLE SUL BLOG.
Affile: gli antifascisti riuniti in un comitato domenica andranno a contestare il monumento al generale fascista, voluto dalla giunta di destra.
*Globalist 18 settembre 2012
Il contestato sacrario di Affile al maresciallo (diventato poi generale) Graziani ha ottenuto un primo risultato: la creazione di un Comitato antifascista affiliàno che domenica 23 settembre chiamerà a raccolta tutti coloro che non vedono di buon occhio quel riconoscimento al repubblichino accusato di crimini contro l'umanità durante la guerra in Etiopia e fortemente voluto dalla attuale giunta di destra del sindaco Ercole Viri.
Non solo. Anpi, Rete per la Resistenza della Valle dell'Aniene e della Valle del Sacco, oltre al Comitato stesso, daranno vita domenica prossima ad una manifestazione di protesta, a partire dalle 9, con la distribuzione di materiale informativo sulle attività belliche di Rodolfo Graziani sugli stand sparsi nelle piazze della cittadina di Affile. Alle 17 inizieranno gli interventi in piazza, tra gli altri, di un rappresentante della comunità etiope, dell'Anpi e subito dopo ci sarà la proiezione di un documentario sulle "stragi compiute da Graziani nel Corno d'Africa" (con il gas iprite, già allora bandito dalle convenzioni internazionali, ndr). Chiuderà la serata un concerto musicale.
"Chiederemo al sindaco la riqualificazione di quel manufatto intitolandolo alle vittime degli eccidi nazisti compiuti nella Valle dell'Aniene durante la seconda guerra mondiale", ha fatto sapere Elena Duvalli, dell'associazione Martiri delle Pratarelle di Vicovaro. Nessun corteo, nessuna "visita" al sacrario ("non ce la farei ad andare a vedere quella bruttura", sottolinea Duvalli). Da parte del sindaco Viri, finora, nessuna dichiarazione, limitandosi ad autorizzare la manifestazione.
Un'iniziativa, quella di domenica prossima, promossa dagli stessi giovani antifascisti di Affile. Proprio alcuni di loro, lo scorso 12 settembre, coprirono di scritte i muri del memoriale con le parole "assassino". Tre di loro, tra cui uno di Subiaco, vennero denunciati. Il sacrario, costato 127mila euro e mille polemiche, sorge nel parco Radimonte ed è stato fortemente voluto dal sindaco "per i meriti militari di un nostro concittadino". Un gesto che non è sfuggito alla stampa estera che ha raccontato, con una certa riprovazione, l'idea di realizzare un monumento ad un rappresentante, certamente non di secondo piano, della Repubblica di Salò, accusato di essere un "criminale di guerra".
Anche i comuni vicini al sacrario della discordia hanno fatto sentire la loro voce. Come quella di Vicovaro, Medaglia d'Argento al Merito Civile. "Considerato che la discutibile fama di Rodolfo Graziani si è formata praticando 'il mestiere delle armi' e l'utilizzo di gas - si legge in una mozione del capogruppo della Lista Civica Rinnovamento del comune di Vicovaro, Paolo Antonio Dominici - si chiede che venga ripristinato lo stato 'ante operam' in quanto contrastante non solo con i principi fondativi e costitutivi della Repubblica italiana ma anche e soprattutto con i sentimenti della popolazione di Vicovaro e dell'intera Valle dell'Aniene, teatro anch'essa di immani stragi compiute in nome di quelle ideologie tiranniche e liberticide che il generale Graziani incarnava"."
da http://affrica.org/la-brutta-storia-del-monumento-a-graziani/
E’ una brutta storia estiva, che ha ricevuto relativamente poca eco nei media italiani, apparentemente più preoccupati di affibbiare un nome a ogni ondata di caldo. L’undici agosto scorso, il Comune di Affile, dalle parti di Roma, ha inaugurato un monumento al maresciallo fascista Rodolfo Graziani.
A dire il vero, qualcuno ne ha parlato, ma soprattutto per sottolineare il fatto che il monumento è stato costruito con soldi pubblici, circa 130 o forse addirittura 180 mila euro provenienti dalla Regione Lazio. Sicuramente, soprattutto in un periodo di crisi economica come l’attuale, si tratta di un uso vergognoso di risorse che avrebbero potuto trovare centinaia di impieghi migliori. Ma il vero scandalo non è quello.
Ciò che è veramente inaccettabile è che l’Italia non riesca ancora a fare i conti con il proprio passato. Graziani non era solo un esponente di punta del fascismo – il che già di per sé dovrebbe escludere la sua figura da qualsiasi celebrazione – ma il perpetratore di criminicontro i partigiani italiani e contro le popolazioni libiche ed etiopiche. Sì, quella degli italiani-brava-gente è una leggenda ormai smentita, e farebbe bene prenderne atto.
In Libia, Graziani si guadagnò il soprannome di macellaio del Fezzan per aver “pacificato” la colonia, una pace imposta attraverso massacri, torture, armi chimiche e deportazione in campi di concentramento. Il soprannome di macellaio gli rimase attaccato anche nel suo incarico successivo, in Etiopia, e a ragion veduta. Fu lui, infatti, insieme ad alcuni gerarchi del regime a pianificare l’uso di bombe all’iprite – già vietate dal diritto internazionale – che sterminarono militari e civili etiopici e permisero all’Italia di vincere la resistenza etiope e costituire l’Africa Orientale Italiana. Sempre in Etiopia, ormai assurto al rango di viceré, dopo un fallito attentato ai danni della sua persona, Graziani lasciò che si compisse la brutale rappresaglia dei fascisti, un delirio di violenza che durò per tre giorni, con uccisioni, stupri e saccheggi diretti in particolare all’élite istruita, ma non solo. Da notare che l’attentato non aveva causato nessun morto, solo alcuni feriti (tra cui lo stesso Graziani). Richiamato in Italia, Graziani fu poi Ministro della Guerra della Repubblica di Salò. Nel dopoguerra, solo il fatto di essere processato in Italia per crimini commessi contro i partigiani gli evitò di essere consegnato alle autorità etiopiche per i crimini di guerra commessi laggiù.
Questa, quindi, è la figura a cui un Comune italiano decide di dedicare un monumento, e questo indipendentemente dal fatto che siano
A dire il vero, qualcuno ne ha parlato, ma soprattutto per sottolineare il fatto che il monumento è stato costruito con soldi pubblici, circa 130 o forse addirittura 180 mila euro provenienti dalla Regione Lazio. Sicuramente, soprattutto in un periodo di crisi economica come l’attuale, si tratta di un uso vergognoso di risorse che avrebbero potuto trovare centinaia di impieghi migliori. Ma il vero scandalo non è quello.
Ciò che è veramente inaccettabile è che l’Italia non riesca ancora a fare i conti con il proprio passato. Graziani non era solo un esponente di punta del fascismo – il che già di per sé dovrebbe escludere la sua figura da qualsiasi celebrazione – ma il perpetratore di criminicontro i partigiani italiani e contro le popolazioni libiche ed etiopiche. Sì, quella degli italiani-brava-gente è una leggenda ormai smentita, e farebbe bene prenderne atto.
In Libia, Graziani si guadagnò il soprannome di macellaio del Fezzan per aver “pacificato” la colonia, una pace imposta attraverso massacri, torture, armi chimiche e deportazione in campi di concentramento. Il soprannome di macellaio gli rimase attaccato anche nel suo incarico successivo, in Etiopia, e a ragion veduta. Fu lui, infatti, insieme ad alcuni gerarchi del regime a pianificare l’uso di bombe all’iprite – già vietate dal diritto internazionale – che sterminarono militari e civili etiopici e permisero all’Italia di vincere la resistenza etiope e costituire l’Africa Orientale Italiana. Sempre in Etiopia, ormai assurto al rango di viceré, dopo un fallito attentato ai danni della sua persona, Graziani lasciò che si compisse la brutale rappresaglia dei fascisti, un delirio di violenza che durò per tre giorni, con uccisioni, stupri e saccheggi diretti in particolare all’élite istruita, ma non solo. Da notare che l’attentato non aveva causato nessun morto, solo alcuni feriti (tra cui lo stesso Graziani). Richiamato in Italia, Graziani fu poi Ministro della Guerra della Repubblica di Salò. Nel dopoguerra, solo il fatto di essere processato in Italia per crimini commessi contro i partigiani gli evitò di essere consegnato alle autorità etiopiche per i crimini di guerra commessi laggiù.

stati utilizzati soldi pubblici – il che aggiunge solo il danno (erariale) alla (macabra) beffa. Un paese che sapesse fare i conti con il proprio passato non dedicherebbe un monumento a un criminale di guerra, ma farebbe in modo che nelle scuole questi fatti fossero accuratamente presentati alle nuove generazioni. Generazioni che, aiutate dallo scarso rilievo legale che in Italia si fa del reato di apologia del fascismo, sono invece sono libere di crescere pensando che Rodolfo Graziani fosse solo un personaggio famoso cui la cittadina di Affile ha dato i natali.
E’ possibile firmare una petizione online, che chiede da una parte la revoca dei finanziamenti pubblici – che, come detto sopra, è solo una piccolissima parte del problema – e dall’altra di dedicare il monumento a qualcuno o qualcos’altro. Anche se c’è da notare che dato l’evidentestile fascista (vedere le foto dell’inaugurazione per credere) viene difficile immaginarne una riconversione del mausoleo.
ANNALISA ADDIS, CSAS – Centro Studi Africani in Sardegna
E’ possibile firmare una petizione online, che chiede da una parte la revoca dei finanziamenti pubblici – che, come detto sopra, è solo una piccolissima parte del problema – e dall’altra di dedicare il monumento a qualcuno o qualcos’altro. Anche se c’è da notare che dato l’evidentestile fascista (vedere le foto dell’inaugurazione per credere) viene difficile immaginarne una riconversione del mausoleo.
ANNALISA ADDIS, CSAS – Centro Studi Africani in Sardegna
2 commenti:
Non sono d'accordo solo sul fatto che l'articolo pubblicato fa passare in secondo piano la cifra stanziata: affile, comune alle porte di roma, neanche 1500 abitanti..tipo castelcolonna...destina fondi pubblici cospicui alla costruzione di un monumento, e già questa è una bestemmia.Un’indecenza resa possibile da un escamotage. Lo stanziamento complessivo finanziato ammontava a circa 30 milioni di euro, riferito al Programma Straordinario Regionale di investimenti per lo sviluppo, e riguardava ampie porzioni di territorio. Tant’è che oltre 200 Comuni in tutto il Lazio avevano presentato domanda per interventi e lavori di pubblica illuminazione, manutenzione straordinaria di strade ed edifici scolastici, adeguamento della viabilità, realizzazioni di marciapiedi e parcheggi. Il progetto presentato dal Comune di Affile prevedeva semplicemente il completamento del Parco Radimonte. Da Febbraio 2010 a oggi il completamento del Parco è divenuto, via via, un luogo per tenere viva la memoria di un gerarca fascista, repubblichino e colpevole di crimini contro l’umanità. Il centrodestra, con in testa l’assessore Lollobrigida , chiama tutto ciò investimento per lo sviluppo locale, praticamente si vuole trasformare il sacrario a Graziano nella versione laziale del cimitero di Predappio. Una vergogna indicibile...per quanto mi riguarda la giornata di protesta la trasformerei nella convocazione degli stati generali dell'antifa nazionale, tutti con piccone e mazzetta, e giù il mausoleo, e basta co ste cazzate nostalgiche, bisogna intervenire duramente. ma meglio di tutti sarebbe stato farlo all'inaugurazione, ci sarebbe stato da divertirsi guardando la fotogallery allegata all'articolo.djordj
SONO BRUNACCIO
Nessun criminale di guerra fascista fu mai estradato e messo sotto processo internazionale perchè l'Italia passò dalla parte dei vincitori e riuscì a organizzare processi interni, spesso molto clementi verso i torturatori.
Da qui la convinzione 'italiani brava gente', ovvero l'idea diffusa che il fascismo fu meno sanguinario del nazismo, idea che ci impedisca di fare davvero i conti con la nostra Storia.
In verità, tutte le forme di terrorismo sui civili furono sperimentate proprio dal fascismo italiano in Africa e nei Balcani.
Molto interessante è il documentario Fascist Legacy, con storici del calibro di Del Boca, reperibile anche su youtube e che sarà proiettato domenica.
Sul resto, inutile dire che concordo con Djordj al 100%.
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