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lunedì 10 settembre 2012

succede in italia

posto ora sui fatti di oggi, situazione fluida, direi di aggiornarla tra stasera e domani. djordji

Gli operai dell’Alcoa sono arrivati a centinaia questa mattina all’alba per raggiungere il concentramento in piazza della Repubblica, da dove è partito il corteo annunciato da giorni per chiedere soluzioni concrete per lo stabilimento sardo, a rischio chiusura entro la fine dell’anno.La manifestazione durerà per l’intera giornata, con l’obiettivo di dare un segnale forte in concomitanza con l’incontro sulla vertenza Alcoa che si aprirà alle 15 al Ministero dello Sviluppo economico.
Al loro arrivo nella capitale gli operai hanno trovato la città completamente blindata: si parla di un migliaio di agenti schierati a difesa della zona rossa istituita attorno al centro cittadino che ospita i centri del potere.
Gli operai si sono mossi intorno alle 10, ricevendo diversi applausi di solidarietà lungo il percorso, e hanno tentato più volte di deviare dal percorso imposto dalla Questura, con l’intento di portare la loro rabbia direttamente alle sedi ministeriali.
Verso le 11 la testa del corteo è arrivata all’altezza di via Molise, dove ha sede il Ministero dello Sviluppo economico: gli operai hanno tentato di sfondare il cordone di polizia che bloccava l’accesso al Ministero; respinti con una carica, hanno lanciato alcuni petardi in direzione degli agenti schierati.
Dopo ulteriori tentativi di sfondamento, gli operai sono riusciti infine a raggiungere la sede ministeriale, dove sono stati appesi alcuni striscioni con scritto “Facciamo cadere il governo Monti, sciopero generale. In lotta con Alcoa per il lavoro, per il Sulcis e per la Sardegna”.
La protesta continua rumorosa e carica di tensione in via Molise e gli operai tengono gli occhi puntati sul Ministero in attesa del vertice di oggi pomeriggio.
ore 15.00:I lavoratori e le lavoratrici non sono intenzionati ad andare via, in questo momento si sono riuniti davanti all'ingresso del Ministero dello Sviluppo Economico, al cui interno si sta ancora svolgendo il vertice che deciderà le sorti dell'Alcoa. I caschetti continuano ad essere battuti per terra e si susseguono i cori. Intanto arrivano conferme su alcune voci che circolavano: parti del servizio d'ordine CGIL e CISL ha segnalato alle forze dell'ordine alcune persone che volantinavano al corteo.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO.

Non voglio stare qui a fare lamentazioni sull'operato della polizia, giacchè quello è il compito per cui sono pagato e solo un ingenuo inorridirebbe per i metodi di chi per sua natura istituzionale è preposto alla violenza di classe (a meno che non si creda, in maniera fideista, alla neutralità della ps).
Io dico solo che finchè, e l'unico che ho sentito dirlo è stato Ferrero, non si capirà che le industrie private che vanno al contrario dell'utile sociale, possono essere espropriate e nazionalizzate (come da Costituzione), tutto il resto è solo aria fritta.

Anonimo ha detto...

Era 'pagati', ovviamente non 'pagato'.
Ne faccio di refusi, ma questo era troppo importante per non sottolinearlo (sennò pareva riguardasse il sottoscritto).

Anonimo ha detto...

insomma alla fine passera s'è cacato in mano, non doveva esserci ed è arrivato di gran carriera, ha chiesto ed ottenuto un diplomatico slittamento dello spegnimento del "forno" al 30 novembre, di fatto continuando a posticipare una situazione drammatica non solo di un'azienda ma di un intero territorio, il sulcis. ieri infatti non c'erano solo operai di alcoa ma cittadini, pastori, agricoltori, tutti quanti insieme s'erano imbarcati per farsi sentire a roma. il problema del sulcis, e di una regione che annaspa, ha dunque solo bisogno di altri 30 giorni di decantazione...bravi i nostri tecnici e rimandare tecnicamente le questioni, adesso Passera farà il giro del mondo per trovare un compratore di alcoa che verrà svenduta, agli americani naturalmente sarà fatto qualche favore "a compensare", i nuovi padroni sottoporranno il classico ricatto esuberi o lavoro scatenando l'ennesima lotta fratricida all'interno della fabbrica. solo la compattezza dei sardi potrebbe evitare ciò nel caso in cui il prossimo viaggio in continente sia mooolto più caldo di quello di ieri...è tutta l'estate che sento parlare di autunno caldo e questo mi sembrava giusto un assaggio da non trascurare. poi brunaccio ha ragione, solo ferrero ha detto una cosa sensata, ma un Monti non porta un Chavez..bona. djordji