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lunedì 29 ottobre 2012

UN SABATO ITALIANO


In Italia lamentiamo sempre l'assenza di conflitto sociale e l'acquiescenza e passività delle persone.
La giornata di sabato ci fornisce alcuni segnali incoraggianti: oltre centomila persone a Roma per il No Monti Day -organizzato senza l'apporto di partiti politici maggioritari- e un gruppo deciso e determinato di compagni che ha violato la zona rossa a Riva del Garda resistendo alle cariche e mostrando apertamente l'insofferenza verso questi macellai sociali.La situazione diventa molto più triste guadando la classe politica, che in nessuna sua forma -Rifondazione compresa, ormai in difficoltà ad uscire dalla subalternità che la sua distruzione operata dal bertinottismo le ha provocato e che la spinge a non saper esistere senza guardare alla sua destra- riesce ad esprimere una progetto alternativo.
Abbiamo Renzi che dell'articolo 18 'non gliene po' fregà de meno', abbiamo Grillo che nel suo progetto populista non concepisce la lotta di classe, abbiamo il Cavaliere Nero che come uno spettro potrebbe ritornare...ma non abbiamo nessuno che assuma una prospettiva di classe e che dica chiaramente che bisogna ribellarsi ai diktat della Trojka e che la crisi la devono pagare i ricchi che l'hanno implementata, che il welfare va costruito e che gente come Marchionne o Riva anzichè rappresentare il capitalismo nostrano andrebbero espropriati (lo dice Ferrero, ma abbiamo visto che la situazione di Rifondazione gli impedisce ogni forza politica, mentre Diliberto vietava ai suoi di partecipare al No Monti Day, richiamandosi al 'senso di responsabilità' e risultando così una sorta di 'farsa' dei Togliatti e dei Di Vittorio).
Infine Vendola che, se non verrà condannato, si mostrerà come la vera sinistra (dimenticando le sue malefatte sull'Ilva, i suoi appoggi a Don Verzè e le altre cosette) mentre sarà semplicemente un centrosinistra un tantino ritinteggiato, senza alcuna volontà di opporsi ai meccanismi neoimperialisti che causano questa situazione.
Io penso, davanti ad una quadro così desolante, che se non si arriva ad un progetto organico e politico e alla volontà di prendere il potere per avere un referente istituzionale, le lotte auto organizzate avranno vita difficile, ma senza una pressione enorme e continua, basata sul contropotere territoriale, sulla ricerca di cooperazione orientata in senso antagonista e conflittuale, senza il recupero del territorio agricolo costantemente attaccato dalle multinazionali e dalla loro governance, senza una partecipazione al bilancio sin dai Comuni, senza una decisione di ribellarsi alla ferocia del Capitale e le sue leggi (dal Mes al divieto di commerciare le sementi tradizionali), ribellione che non può essere condotta se non attraverso la disobbedienza e dunque l'illegalità (in nome della giustizia) nessuna classe politica antagonista verrà prodotta.
Dunque credo che sia il momento di affiancare alle grandi mobilitazioni europee la costruzione politica dal basso: se queste due ali non andranno insieme, sarà molto più difficile spiccare il volo.
Il movimento sta facendo molto, il progetto di produzione politica è quello che ancora manca...

1 commento:

Anonimo ha detto...

bell'articolo, sono cose che ci diciamo da un po', tra l'altro per rimanere sull'attualità pare che, guardando il voto siculo, metà degli italiani ad oggi non vota..l'altra metà si divide equamente tra centro sx, centro dx e grillini. è vero che in sicilia forze sociali radicali non hanno mai granchè inciso, ma lo stesso movimento dei forconi che nemmeno 6 mesi fa pareva che ribaltasse l'etna oggi è spento. in questo panorama urge davvero il tentativo di promuovere un soggetto politico di riferimento; sarà un processo lungo ma non possiamo e non dobbiamo privarci della possibilità di trovare rappresentanza politica per fronteggiare chi dominerà la scena nei prossimi anni, tanto più se sarà il PD..djordj