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sabato 10 novembre 2012

Piacenza, 107 operai Ikea lasciati a casa La decisione dopo le proteste dei facchini.

Scelta drastica per l'Ikea sul sito di Piacenza. L'azienda ha deciso di dirottare il lavoro verso altri punti di smistamento. Come ha comunicato il consorzio Cgs, fornitore di servizi a cui fanno capo le cooperative Cristall, Euroservizi e San Martino, «la direzione Ikea ha optato per il riposizionamento dei volumi nello stabilimento di Piacenza a partire da, giovedì 8 novembre, con la perdita di 107 posti di lavoro, dopo le proteste e i blocchi degli ultimi giorni che hanno tra l'altro portato, venerdì 2 novembre, a disordini con oltre una decina di feriti tra manifestanti e poliziotti e a un indagato per resistenza a pubblico ufficiale». Una notizia arrivata in concomitanza con l'annuncio di Gardaland, che ha avviato le pratiche per la mobilità di 63 dipendenti.CONSORZIO CON L'AZIENDA. «È una comunicazione che noi e tutte le persone responsabili temevamo e che inevitabilmente si è concretizzata. Ikea», ha affermato Francesco Milza a nome del Consorzio, «come si sarebbe comportata qualunque altra azienda in queste condizioni, ha preso atto di una situazione che evidentemente non è più né sopportabile né accettabile».
«La conseguenza diretta e immediata», ha aggiunto, «è che 107 lavoratori, soci e dipendenti, saranno costretti a rinunciare al proprio posto di lavoro perché questo posto di lavoro non c'è più. Le cooperative e il Consorzio Cgs si adopereranno, per quanto possibile, al fine di attivare tutti gli strumenti atti ad alleviare questa situazione difficile. Per parte nostra ringraziamo chi ha cercato di trovare una soluzione o cercato con il proprio pensiero di trasmettere, anche senza necessariamente schierarsi, il concetto che un presunto diritto non può affermarsi attraverso la negazione dei diritti altrui. Queste sono logiche che non ci appartengono e mai accetteremo».
PROTESTA AI CANCELLI PER 20 GIORNI. Da fine ottobre i facchini del consorzio Cgs, in gran parte stranieri, che aderiscono ai Cobas hanno avviato una protesta incentrata sulle condizioni salariali e su presunte discriminazioni in ambito sindacale.
Il blocco all'entrata dei depositi merci è ripreso il 6 novembre, impedendo l'accesso a uno dei due impianti logistici. Il 7 novembre il blocco si è allargato a entrambi.
L'azienda ha iniziato la ricerca di siti alternativi
«Stante l'impossibilità di accedere ai luoghi di lavoro in una situazione di sicurezza, i lavoratori del sito sono stati costretti a tornare alle proprie abitazioni», ha rilevato in una nota Ikea Italia, che ha spiegato di «aver appreso con disappunto dell'interruzione delle trattative che avrebbero permesso alla piattaforma logistica Ikea a Le Mose di ritornare alla normale attività di movimentazione delle merci, destinate ai venti punti vendita Ikea italiani, a due in Svizzera e a quelli del Mediterraneo orientale. La progressiva riduzione dell'attività della piattaforma logistica di Piacenza», ha sottolineato Ikea Italia, «è valutata con estrema attenzione dalla Casa madre dove si stanno predisponendo ipotesi di scenari alternativi nel sistema di approvvigionamento delle merci».
INCONTRO CON I SINDACATI L'8 NOVEMBRE. A questo proposito Ikea ha chiesto e ottenuto per l'8 novembre, per discutere degli impatti della situazione per i propri lavoratori, un incontro con Filt-Cgil, Fisascat-Cisl e Uilt-Uil: «Il perdurare di uno stato di turbolenza o addirittura l'impossibilità di continuare ad utilizzare questo Polo metterebbe a repentaglio un progetto occupazionale e di sviluppo che aveva fino ad ora offerto una eccellente alternativa alla perdurante crisi».
«L'OPERATO DEL CONSORZIO È CORRETTO». Ikea ha sottolineato di aver verificato «la correttezza dell'operato del Consorzio Cgs e non sono risultate irregolarità o discriminazioni, come confermato anche dalle istituzioni pubbliche».
L'azienda, infine, ha reso noto che la riduzione dei volumi è stata «una misura temporanea a causa dell'impossibilità di accesso e di uscita dei mezzi di trasporto al polo logistico, così come dei lavoratori delle cooperative. Una situazione», ha sottolineato Ikea, «che permarrà con il permanere del blocco agli accessi e terminerà al cessare del blocco».
IL CORTEO A PIACENZA. Nel pomeriggio del 7 novembre è partito il corteo di 300 facchini che, come ha sottolineato il segretario nazionale del SìCobas Aldo Milani hanno rivendicato «il diritto a non essere discriminati o buttati fuori solo per aver esercitato il diritto all'attività sindacale. La minaccia di lasciare a casa altri 107 lavoratori», ha aggiunto, «è una boutade, non possono farlo e lo sanno benissimo».
TAVOLO TRA I SINDACATI. Come ha comunicato l'assessore provinciale al Lavoro Andrea Paparo, «Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil Trasporti stanno lavorando per presentare alle cooperative consorziate che lavorano nello stabilimento logistico dell'Ikea a Piacenza una proposta di accordo aziendale che, sulla base del principio della gestione trasparente dei rapporti di lavoro, costituisca uno strumento per la tutela e valorizzazione del lavoro e dei lavoratori».

Mercoledì, 07 Novembre 2012

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