da http://www.huffingtonpost.it/2012/12/26/lavoro-allarme-della-cgil-precari_n_2364248.html?utm_hp_ref=italy
Precari, l'allarme della Cgil: "Centinaia di migliaia di contratti in scadenza"
Precari, l'allarme della Cgil: "Centinaia di migliaia di contratti in scadenza"
"Si presume che centinaia di migliaia di contratti di collaborazione scadano con la fine dell'anno - ha spiegato all'Agi il segretario generale del Nidil Cgil, Filomena Trizio - e che quindi vadano in vigore le norme della legge Fornero. E' auspicabile che queste norme siano applicate con una contrattazione di merito tra organizzazioni sindacali e impresa senza la quale è alto il rischio che le aziende preferiscano la non attivazione di nuovi contratti o la loro trasformazione in tipologie ancora meno tutelanti", come partite Iva e voucher.
Trizio ha ricordato che la legge che porta il nome del ministro Fornero prevede che i nuovi contratti di collaborazione debbano "rispondere a progetti veri, con retribuzioni non inferiori ai minimi contrattuali, che determinino un risultato finale di modifica della situazione aziendale" e che possano "essere attivati solo su mansioni non ripetitive e non esecutive".
Al Nidil si stanno rivolgendo decine e decine di lavoratori: segnalano che con la scusa dell'entrata in vigore della legge Fornero i loro contratti sono a rischio. Molte aziende, infatti, denuncia il sindacato, "non stanno rinnovando i contratti o in alcuni casi, anziché trasformare le collaborazioni a progetto o le associazioni in partecipazione in lavoro dipendente, aggirano le norme utilizzando tipologie ancora peggiori (partite Iva, occasionali, voucher)".
Secondo l'Istat, nel terzo trimestre dell'anno erano 430 mila i collaboratori (co.pro o co.co.co). I dati Inps aggiornati al 2011 parlano di 1.464.950 collaboratori totali (fra concorrenti ed esclusivi), ossia le persone che nell'arco dell'anno hanno avuto anche un solo contratto di collaborazione.
I lavoratori con contratti di collaborazione sono quelli che rischiano di più in quanto non rientrano nemmeno nella proroga di sei mesi prevista dalla Legge di stabilità in base alla quale i precari della pubblica amministrazione con un contratto a tempo determinato in scadenza a dicembre che ha superato il limite di 36 mesi potranno restare al lavoro fino al prossimo 31 luglio
3 commenti:
SONO BRUNACCIO.
Io continuo a pensare che la 'madre' di questa deriva sia stata la legge 30 che la Cgil ha firmato.
Se si mette in mano al padrone un'arma simile è normale che il lavoro perde diritti.
Poi noi sappiamo che tutto dipende dalla ristrutturazione del capitale italiano, e dal passaggio dalla società dei produttori a quella dei consumatori, per cui la difesa del lavoro non ha più importanza, così come sappiamo che il capitale finanziario ha oggi bisogno di depredare il depredabile: settore pubblico e diritto al lavoro.
Ma stiano tutti tranquilli: presto ci daranno il contentino del reddito minimo, così, dopo averci depredato dei diritti, potremo ancora spendere qualcosa incrementando il loro profitto.
E in tutto questo, oggi la Cgil si accorge del problema dei contratti in scadenza...o finora ha dormito o ha fatto finta di dormire.
Io dico la risposta 2 !
..meglio tardi che mai
Secondo me questa campagna di informazione lanciata dal NIDIL, la categoria della CGIL che si occupa delle nuove forme lavorative, è un po' fuori tempo nonchè fuoriluogo.
Il 28 dicembre ci si accorge di ciò che la riforma fornero, firmata in primis dal PD, comporterà per migliaia di lavoratori atipici? ma nn prendiamoci in giro...
Penso sia il momento, al di là delle trovate ecclatanti, di cominciare a dialogare con le migliaia di precari e lavoratori atipici, di tentare cammini comuni, di uscire dall'isolamento in cui i sindacati, confederali e non, spesso si trovano.
SONO BRUNACCIO.
D'accordissimo con il commento sopra.
La Cgil ha ancora un certo ruolo nelle vertenze singole, nei pochi contratti omogenei, nella burocrazia.
Ma un progetto politico di uscita da questa deriva (che peraltro per me non può darsi se non con un piano di uscita dal capitalismo come tale, perlomeno come meta ultima di cui tenere conto, in riferimento a quanto detto nel post di ieri) non può in alcun modo essere nelle mani della Cgil, perchè non ha la capacità politica di affrontare un'analisi del genere.
Il sindacato ha ancora l'ottica novecentesca: la difesa del reddito e dunque della dignità esistenziale delle classi subalterne, per la Cgil rimane la mera difesa del posto di lavoro di chi rischia di perderlo, anche dove sia un contratto capestro.
E' ovvio che con un'ottica simile superata dalla Storia (e, ripeto, questo atto di superamento deriva dalla legge 30 che anche la Cgil ha accettato anche spinta dalla retorica patriottarda che fa di Biaggi una sorta di martire della democrazia), un Monti apparirà sempre, per assurdo, un innovatore ed un progressista...
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