
Non lo so, ma sono i miei.
(Pablo Neruda)
Quando mi sveglio,
non sapendo in quale
presente
vivo e sopravvivo,
la prima cosa che penso,
mentre il tempo
mi è sconosciuto
nel suo presente,
disse Tawako,
a voce alta in mezzo
alla strada affollata
e di deserto distratta
il solito bambino biondo
nella stalla giace.
A noi bambini poveri
ci accomuna la distanza.
Le pagine dell’anima
Scrivo le pagine del corpo.
Onde di rosso e chiare folate.
Vele ancorate al vento tra i tetti.
Nel mare di luce l’arsa radura.
Pulsa a pezzetti affollati
il girovita delle rimembranze.
Il poeta
Il poeta è una ferita suppurata.
Il poeta è un isola sovraffollata.
Il poeta è l’unica verità.
Il poeta è il mondo assoggettato.
Il poeta è la falsità spogliata.
Il poeta è il cieco che vede tutto.
Il poeta è la voce afona dell’universo.
Il poeta è dio fatto carne.
Il poeta è l’anima animale dei primordi.
Il poeta è il musico delle parole.
Il poeta è l’ultimo degli schiavi.
Il poeta è la miseria umana
ricchezza mai appezzata,
materia modellata col fango,
pensieri in metamorfosi.
Vita al sole che scalda.
E alla pioggia che sovente ride.
Vita ai bambini orfani.
E al freddo nelle ossa.
Vita a chi non c'è.
E piange di nascosto nostalgia.
Vita al papa che calza scarpe griffate. E grazia il cameriere.
(Transit)
10 commenti:
Quando mi sveglio,
non sapendo in quale
presente
vivo e sopravvivo,
la prima cosa che penso,
mentre il tempo
mi è sconosciuto
nel suo presente,
disse Tawako,
a voce alta in mezzo
alla strada affollata
e di deserto distratta
il solito bambino biondo
nella stalla giace.
A noi bambini poveri
ci accomuna la distanza.
Buon Natale a te che non hai gli occhi. E a te che stai morendo.
Buon Natale al sole che riscalda.
E alla pioggia che ride sovente.
Buon Natale ai bambini orfani.
E la freddo nelle ossa.
Buon Natale a quell'uomo ragazzo.
Alla ricerca disperata dell'amore.
Buon Natale a chi deve affacciarsi e aspettare. E sperare la bontà.
Buon Natale a chi a Natale non c'è.
E piange di nascosto nostalgia.
Buon Natale a chi nascendo è perso.
E dimenticato, perché invisibile.
Buon Natale a me così disperato.
E a chi non mi ha mai conosciuto.
Ciao. Arrivederci. Addio.
E buon Natale.
SONO BRUNACCIO.
Ciao Transit.
Ti dico subito che la tua seconda non verrà messa nell'aggiornamento del post, ma comparirà molto presto qua!
Per il resto, aspetto la fine della giornata o domani per pronunciarmi e selezionare, visto che puoi sempre avere in serbo delle cartucce.
Buon Natale a chi viene da lontane.
E a quelli della di terra nostra.
Buona Natale ai non credenti o atei.
E a quelli che non commentano mai.
Buon Natale a chi si lascia cadere mani, dita e silenzio in grembo.
Buon Natale ai poeti vecchi e nuovi. E a quelli sparsi nell'universo.
Buon Natale al poeta Alda Merini.
E a quelle che non sanno di esserlo.
Buon Natale alle parole degli ultimi.
E a quelli che non aspettano.
Buon Natale alle frasi d'amore mai dette. E quelle sconfinate di luce.
Buon Natale alla voce dimenticati.
E a carezze, sospiri e voli ai ceppi.
Buon Natale agli amori degli occhi.
E a quelli di fuoco, lava e lapilli.
Le pagine dell’anima
Scrivo le pagine del corpo.
Onde di rosso e chiare folate.
Vele ancorate al vento tra i tetti.
Nel mare di luce l’arsa radura.
Pulsa a pezzetti affollati
il girovita delle rimembranze.
Il poeta
Il poeta è una ferita suppurata.
Il poeta è un isola sovraffollata.
Il poeta è l’unica verità.
Il poeta è il mondo assoggettato.
Il poeta è la falsità spogliata.
Il poeta è il cieco che vede tutto.
Il poeta è la voce afona dell’universo.
Il poeta è dio fatto carne.
Il poeta è l’anima animale dei primordi.
Il poeta è il musico delle parole.
Il poeta è l’ultimo degli schiavi.
Il poeta è la miseria umana
ricchezza mai appezzata,
materia modellata col fango,
pensieri in metamorfosi.
SONO BRUNACCIO.
Transit eccomi qua.
Lasciamo da parte la serie sul Natale...
Le altre le pubblico tutte: sono ispiratissime, coerenti, toccanti...insomma non la faccio lunga perchè poi non voglio scivolare sull'arruffianata! ;-)
Sempre Brunaccio
Aggiungo che, se devo proprio sceglierne una, metto quella sul poeta: legendola a mezza voce ha una fonetica splendida.
Brunaccio,
alla serie sul Natale, Togli le due parole iniziali e mettine almeno ... una che colpisca non tanto al bersaglio grosso ... ma sottopelle; provo a mettere vita, per cui avremo:
Vita al sole che scalda.
E alla pioggia che sovente ride.
Vita ai bambini orfani.
E al freddo nelle ossa.
Vita a chi non c'è.
E piange di nascosto nostalgia.
Vita al papa che calza scarpe griffate. E grazia il cameriere.
Eccetera ...
Transit, sono Bru.
Metto queste poche righe con 'vita' perchè sono bellissime e diverse da quelle del Natale.
Vedrai che ho un motivo per fare questo: tempo al tempo, uomo di poca fede! ;-)
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