Testo

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martedì 1 gennaio 2013

NEW YEAR MAGAZINE

GUCCINI- CANZONE DEI DODICI MESI

Viene Gennaio silenzioso e lieve, un fiume addormentato
fra le cui rive giace come neve il mio corpo malato, il mio corpo malato...
Sono distese lungo la pianura bianche file di campi,
son come amanti dopo l'avventura neri alberi stanchi, neri alberi stanchi...
Viene Febbraio, e il mondo è a capo chino, ma nei convitti e in piazza
lascia i dolori e vesti da Arlecchino, il carnevale impazza, il carnevale impazza...
L'inverno è lungo ancora, ma nel cuore appare la speranza
nei primi giorni di malato sole la primavera danza, la primavera danza..

Cantando Marzo porta le sue piogge, la nebbia squarcia il velo,
porta la neve sciolta nelle rogge il riso del disgelo, il riso del disgelo...
Riempi il bicchiere, e con l'inverno butta la penitenza vana,
l'ala del tempo batte troppo in fretta, la guardi, è già lontana, la guardi, è già lontana...
O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare.
Con giorni lunghi al sonno dedicati il dolce Aprile viene,
quali segreti scoprì in te il poeta che ti chiamò crudele, che ti chiamò crudele...
Ma nei tuoi giorni è bello addormentarsi dopo fatto l'amore,
come la terra dorme nella notte dopo un giorno di sole, dopo un giorno di sole...
Ben venga Maggio e il gonfalone amico, ben venga primavera,
il nuovo amore getti via l'antico nell' ombra della sera, nell' ombra della sera...
Ben venga Maggio, ben venga la rosa che è dei poeti il fiore,
mentre la canto con la mia chitarra brindo a Cenne e a Folgore, brindo a Cenne e a Folgore...
Giugno, che sei maturità dell'anno, di te ringrazio Dio:
in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io...
E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,
con le tue spighe doni all'uomo il pane, alle femmine l' oro, alle femmine l' oro...
O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare...
Con giorni lunghi di colori chiari ecco Luglio, il leone,
riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione, come in una visione...
Non si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose ore
mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore...
Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull' età,
dopo l' estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità...
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,
come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità...
Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande bellezza:
nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza...
Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze,
lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse...
O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni, e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare...
Cala Novembre e le inquietanti nebbie gravi coprono gli orti,
lungo i giardini consacrati al pianto si festeggiano i morti, si festeggiano i morti...
Cade la pioggia ed il tuo viso bagna di gocce di rugiada
te pure, un giorno, cambierà la sorte in fango della strada, in fango della strada...
E mi addormento come in un letargo, Dicembre, alle tue porte,
lungo i tuoi giorni con la mente spargo tristi semi di morte, tristi semi di morte...
Uomini e cose lasciano per terra esili ombre pigre,
ma nei tuoi giorni dai profeti detti nasce Cristo la tigre, nasce Cristo la tigre...
O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare
che non sai mai giocare, che non sai mai giocare
che non sai mai giocare, che non sai mai giocare...

http://www.youtube.com/watch?v=MEX-ZXkM9A0

DALLA- L'ANNO CHE VERRA'

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po'

e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.

Da quando sei partito c'è una grossa novità,

l'anno vecchio è finito ormai

ma qualcosa ancora qui non va.




Si esce poco la sera compreso quando è festa

e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,

e si sta senza parlare per intere settimane,

e a quelli che hanno niente da dire

del tempo ne rimane.




Ma la televisione ha detto che il nuovo anno

porterà una trasformazione

e tutti quanti stiamo già aspettando

sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,

ogni Cristo scenderà dalla croce

anche gli uccelli faranno ritorno.




Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno,

anche i muti potranno parlare

mentre i sordi già lo fanno.




E si farà l'amore ognuno come gli va,

anche i preti potranno sposarsi

ma soltanto a una certa età,

e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,

saranno forse i troppo furbi

e i cretini di ogni età.




Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico

e come sono contento

di essere qui in questo momento,

vedi, vedi, vedi, vedi,

vedi caro amico cosa si deve inventare

per poterci ridere sopra,

per continuare a sperare.




E se quest'anno poi passasse in un istante,

vedi amico mio

come diventa importante

che in questo istante ci sia anch'io.




L'anno che sta arrivando tra un anno passerà

io mi sto preparando è questa la novità







http://www.youtube.com/watch?v=rJlKYTSuFgU
















BERTOLI- BIGLIETTO D'AUGURI











Quando è arrivato dicembre viene Natale è l'anno vecchio è marcio e degradato, mi sembra a volte che sia giunto il giorno e che il prossimo sarà il più fortunato.


Auguri Caterina buone feste, dimenticati i giorni alla risaia e di a tua figlia che l'amore è bello ma di orfani ne abbiamo a centinaia.


Mi scopro in mente tutte le avventure di quando mi nutrivo di illusioni pensavo a tutti gli uomini normali perfino in uniforme con i galloni.


Auguri Margherita buone feste,vorrei vederti sempre più sicura guardare gli altri dritto dentro agli occhi, la vita è tanto bella quanto dura.


Ci fu una sera dentro ad un fienile ,prestatoci dal nonno di Teresa ,che dopo quattro balli e poco vino per riscaldarci andammo tutti in chiesa.


Auguri Carlo e Alberto buone feste vorrei saperci un giorno tutti uguali che tutti quanti avessimo diritti e specie dentro i carceri speciali


Quella volta verso mezzanotte trovammo aperto il bar della stazione cosi coi camerieri sulla piazza giocammo fino all'alba ad un pallone.


Auguri vecchi amici Buone Feste , vi ho sempre amato molto e non lo dissi vorrei vedere un mondo senza ladri politicanti preti e pregiudizi.


Cosi Natale è il tempo degli auguri, e l'anno vecchio va buttato via. Speriamo che sarà la volta buona , che avremo il più bell'anno che ci sia










http://www.youtube.com/watch?v=CFrauM13xLI






CONTRIBUTO DI TRANSIT

Nonostante che per molti non ci sia nulla da festeggiare un bel niente se non la vita tra rotondità asperità angoli smussi e scomposti ma non per questo con occhi di falco e di aquila e di nibbio e di ippopotamo e rinoceronte e cardellino canterino e scarpe sfondate e scalcagnate le mani screpolate dal ghiacciato della vita a cavalcioni un bacio una carezza il cuore in tumulto le pagine mai lette della vita orale di un interesse da voltare la strada sottosopra innanzitutto buon anno a te donna bambino che sei nato nel suo grembo giovane amore di signora d'ogni età o uomo sul viso e negli occhi gli orizzonti scoscesi il sole abbacinante lungo le braccia della vita nova.

Dint'a luce d'o sole abbacinante
'o core curre ‘ncopp’a ll’onna
d’o mare.

Attuorno ‘e bracce e dint’e mmane
‘e sta vita nova arrepezzata sempe
‘e cchiù pe' chi sta 'nsotto.

E si ‘a vita d’e ccriature è 'o futuro ‘e ll’umanità, facimmo ca ‘o munno se scete bbuono cu l'anno nuovo:

nisciuno criaturo adda murì
p’o friddo, p’a sete e p’a famm’.
Fino a quanno esiste ‘a morte d’e

ccriature pe’ sti ccose, nun po’
mai esistere ‘o paraviso: né ‘n cielo
né ‘n terra né dinto ‘e luoghi addò

si dice ca se prega ‘o Pataterno
ca cunosce, vede e sap' a vita
d'o criaturo cchiù disgraziato

e senz'ammore e pazzielle.


Traduzione:

Nella luce del sole abbacinante
il cuore corre sopra le onde
del mare.

Attorno alle braccia e tra le mani
di questa vita nuova rattoppata sempre
di più per chi sta sotto.

E se la vita dei bambini è il futuro
dell'umanità, facciamo che il mondo si svegli bene con l'anno nuovo:

insomma, nessun bambino dovrà morire
per il freddo, per la sete e la fame.
Fino a che esiste la morte

dei bambini per queste cose, non può
mai esistere il paradiso: né in cielo
né in terra né nei luoghi dove

si dice che si prega Dio(dio)
che conosce, vede e sa la vita
del bambino più disgraziato

e senz'amore e giocattoli.

5 commenti:

Transit ha detto...

Nonostante che per molti non ci sia nulla da festeggiare un bel niente se non la vita tra rotondità asperità angoli smussi e scomposti ma non per questo con occhi di falco e di aquila e di nibbio e di ippopotamo e rinoceronte e cardellino canterino e scarpe sfondate e scalcagnate le mani screpolate dal ghiacciato della vita a cavalcioni un bacio una carezza il cuore in tumulto le pagine mai lette della vita orale di un interesse da voltare la strada sottosopra innanzitutto buon anno a te donna bambino che sei nato nel suo grembo giovane amore di signora d'ogni età o uomo sul viso e negli occhi gli orizzonti scoscesi il sole abbacinante lungo le vraccia della vita nova.

Transit ha detto...

Dint'a luce d'o sole abbacinante
'o core curre ‘ncopp’a ll’onna
d’o mare.

Attuorno ‘e bracce e dint’e mmane
‘e sta vita nova arrepezzata sempe
‘e cchiù pe' chi sta 'nsotto.

E si ‘a vita d’e ccriature è 'o futuro ‘e ll’umanità, facimmo ca ‘o munno se scete bbuono cu l'anno nuovo:

nisciuno criaturo adda murì
p’o friddo, p’a sete e p’a famm’.
Fino a quanno esiste ‘a morte d’e

ccriature pe’ sti ccose, nun po’
mai esistere ‘o paraviso: né ‘n cielo
né ‘n terra né dinto ‘e luoghi addò

si dice ca se prega ‘o Pataterno
ca cunosce, vede e sap' a vita
d'o criaturo cchiù disgraziato

e senz'ammore e pazzielle.


Traduzione:

Nella luce del sole abbacinante
il cuore corre sopra le onde
del mare.

Attorno alle braccia e tra le mani
di questa vita nuova rattoppata sempre
di più per chi sta sotto.

E se la vita dei bambini è il futuro
dell'umanità, facciamo che il mondo si svegli bene con l'anno nuovo:

insomma, nessun bambino dovrà morire
per il freddo, per la sete e la fame.
Fino a che esiste la morte

dei bambini per queste cose, non può
mai esistere il paradiso: né in cielo
né in terra né nei luoghi dove

si dice che si prega Dio(dio)
che conosce, vede e sa la vita
del bambino più disgraziato

e senz'amore e giocattoli.

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO

Scusate ma sono fuori casa e scrivo da una tastiera un po' problematica.
Per cui per ora auguri di buon anno a tutte e tutti e ci sentiamo domani per i commenti.
Auguri ancora!

Anonimo ha detto...

ho sentito brunaccio, ha internet fuori uso..saluti a tutti, djordji

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO.

Eccomi qua, problema risolto.
Grande Transit, tra il registro popolare e la riflessione teologica!
Ora aggiorno.