Con i primi giorni del nuovo anno, gli ultimi 40 lavoratori della BVB (azienda metalmeccanica del Gruppo Marcegalia) di San Lorenzo in Campo (PU) vedranno la loro esistenza precarizzarsi e i loro redditi affidarsi ad un sempre più malandato welfare statale.
L’azienda era stata già interessata nel, recente passato, da una dolorosa ristrutturazione che aveva portato alla cessione della proprietà da parte di imprenditori locali alla multinazionale del metallo Marcegalia. In questa fase l’azienda ha subito drastica riduzione del personale, per lo più mediante un utilizzo spinto d i strumenti come il prepensionamento
L’azienda era stata già interessata nel, recente passato, da una dolorosa ristrutturazione che aveva portato alla cessione della proprietà da parte di imprenditori locali alla multinazionale del metallo Marcegalia. In questa fase l’azienda ha subito drastica riduzione del personale, per lo più mediante un utilizzo spinto d i strumenti come il prepensionamento
Nell’economia del Gruppo Marcegaglia, alla BVB, era affidata la produzione di componenti per frigoriferi. La crisi che ha colpito il settore ha spinto la dirigenza alla focalizzazione delle attività nei settori più tradizionali (lamierati, tubi, impiantistica meccanica)
All’azienda laurentina è toccato il più drastico dei provvedimenti di “razionalizzazione” del Gruppo guidato dalla ex presidente di Confindustria:, la chiusura.
Pesanti ripercussioni occupazionali previste anche per l’azienda gemella della BVB, la IMET di Fontanafredda (PN) e in altri stabilimenti nel bolognese.
Le classiche trattative di rito con i sindacati, associazioni imprenditoriali e istituzioni, hanno partorito il classico topolino.
Impegni peri tempi rapidi per l’entrata in funzione degli obsoleti ammortizzatori sociali e vaghe promesse i di interessamento per una sola parte della linea produttiva. Sembra che una azienda mediorientale abbia espresso interesse per il segmento di produzione di filtri in rame che impiegherebbe, a seconda degli intervistati dai 4 ai 9 lavoratori). L’esperienze passate ci indicano come l’interesse di queste aziende è limitato ai macchinari e quel minimo di conoscenza tecnologica per avviare le produzioni in Turchia o Marocco.
Tra i lavoratori, sfibrati da precedenti crisi che avevano visto drastici ridimensionamenti di personale e un cambio di proprietà, lo scoramento impera.
Lo Spazio Pubblico Autogestito Squola ha realizzato una video intervista con un lavoratore della BV proprio per informare e riportare l’attenzione su questa problematica, cosi drammaticamente attuale.. La nostra proposta è una “presa in carico” della crisi da parte di tutti i soggetti attivi del territorio, per evitare che questo dramma venga vissuto solo negli ambiti familiari e produca conseguenze drammatiche.
Quello che chiediamo è un interessamento da parte di tutto il mondo sociale e sindacale della vallata, di quello istituzionale e anche di quello vituperatissimo della politica. Una assemblea in emergano problematiche ma anche le proposte. Da moratorie su oneri e utenze comunali per i colpiti dalla crisi (tassa rifiuti, rette per asili e trasporti studenti etc) a una moratoria su mutui e prestiti i da parte dei principali istituti di credito locali. Che di politica non si parli solo in prossimità dei carnevali elettorali!
Da sempre lontani dalla retorica e aderenti al Sociale. Anzi al proprio al Centro.
All’azienda laurentina è toccato il più drastico dei provvedimenti di “razionalizzazione” del Gruppo guidato dalla ex presidente di Confindustria:, la chiusura.
Pesanti ripercussioni occupazionali previste anche per l’azienda gemella della BVB, la IMET di Fontanafredda (PN) e in altri stabilimenti nel bolognese.
Le classiche trattative di rito con i sindacati, associazioni imprenditoriali e istituzioni, hanno partorito il classico topolino.
Impegni peri tempi rapidi per l’entrata in funzione degli obsoleti ammortizzatori sociali e vaghe promesse i di interessamento per una sola parte della linea produttiva. Sembra che una azienda mediorientale abbia espresso interesse per il segmento di produzione di filtri in rame che impiegherebbe, a seconda degli intervistati dai 4 ai 9 lavoratori). L’esperienze passate ci indicano come l’interesse di queste aziende è limitato ai macchinari e quel minimo di conoscenza tecnologica per avviare le produzioni in Turchia o Marocco.
Tra i lavoratori, sfibrati da precedenti crisi che avevano visto drastici ridimensionamenti di personale e un cambio di proprietà, lo scoramento impera.
Lo Spazio Pubblico Autogestito Squola ha realizzato una video intervista con un lavoratore della BV proprio per informare e riportare l’attenzione su questa problematica, cosi drammaticamente attuale.. La nostra proposta è una “presa in carico” della crisi da parte di tutti i soggetti attivi del territorio, per evitare che questo dramma venga vissuto solo negli ambiti familiari e produca conseguenze drammatiche.
Quello che chiediamo è un interessamento da parte di tutto il mondo sociale e sindacale della vallata, di quello istituzionale e anche di quello vituperatissimo della politica. Una assemblea in emergano problematiche ma anche le proposte. Da moratorie su oneri e utenze comunali per i colpiti dalla crisi (tassa rifiuti, rette per asili e trasporti studenti etc) a una moratoria su mutui e prestiti i da parte dei principali istituti di credito locali. Che di politica non si parli solo in prossimità dei carnevali elettorali!
Da sempre lontani dalla retorica e aderenti al Sociale. Anzi al proprio al Centro.
2 commenti:
SONO BRUNACCIO
Un tentativo di lotta autonoma e di contropotere dal basso, come sembra delinearsi questa, in totale sintonia, almeno a quel che ho letto, con quanto dal nostro collettivo è stato sin ora elaborato, non può e non deve essere lasciato solo.
Per ora solidarietà virtuale, presto, appena ci saremo visti in riunione, vedremo di trasformare il virtuale in reale.
innanzi tutto la totale solidarietà ai lavoratori della BVB, solidarietà che, come più volte abbiamo avuto modo di ribadire, deve necessariamente esprimersi in pratiche di auto-organizzazione e lotta dal basso.
Purtroppo storie come quella della BVB non stupiscono più e sembrano ripercorrere scenari già visti..tuttavia è ora di provare ad invertire l'esito finale di tali vicende.
Da tempo ormai stiamo ragionando su come poter incidere nelle varie vertenze così come su sistemi di welfare sostitutivi a quelli statali, oramai ridotti a puro assistenzialismo (dove e se presenti..).
Appare evidente come sia necessario, innanzi tutto, socializzare tali vicende e formulare delle proposte non solo a livello comunale.
Auspico che ci si possa quanto prima confrontare su tali tematiche per arrivare a delle pratiche comuni.
massimino
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