Testo

Tel. 3319034020 - mail: precariunited@gmail.com

domenica 20 gennaio 2013

SUNDAY MAGAZINE


IL GELSOMINO NOTTURNO
E s'aprono i fiori notturni,
nell'ora che penso a' miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.
Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento . . .
È l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

(Giovanni Pascoli)
CONTRIBUTI DI TRANSIT

Vittoria Isabella detta, Adesso me ne vado.

Mi sono annoiata. Per ogni cosa che si rompe, è colpa mia.

E perciò, Adesso me ne vado.

Se scompare una pentola, è colpa mia.
Quando finisce il pane, è colpa mia.

E perciò, Adesso me ne vado.

Se non c’è il latte, è colpa mia.
Quando cade nonno Papele, è colpa mia.

E perciò, Adesso me ne vado.

Se nonna Peppina si fa sotto, è colpa mia. Quando il piccolo piange per fame, è colpa mia.

E perciò, Adesso me ne vado.

Adesso però guardate,
la Regina del Silenzio non c’è più.

Ah, ma chi è la Riggina del Silenzio? Era la bambola di questo basso; lei, era la mia amica.

La mattina, quando a casa nun c’era nessuno,io e la Regina del Silenzio parlavamo silenziosamente.

Lei, aveva capelli e occhi neri neri. E labbra piene di rossetto. E stava in mezzo al letto.

Adesso c’è chi dice che l’hanno rubata.E chi dice che lei non parlava mai.

La verità, invece, io la conosco.
Lei, senza fiatare, si è mossa prima di me.

E senza chiacchiere, te ne sei andata via, veramente.

Ma nel vicolo, le altre bambole, dicono:Isabella se ne andata,

per ridere, piangere e sognare,
di nascosto.


La bicicletta

Ecco, d'improvviso ricordo. Come quando cade la neve. Eppure da piccolo non ho mai visto cadere la neve che è una strada di pensieri che salgono e scendono e con cui ti metti a parlare. Ricordo. Un po’ come quando esce il sole si spalanca lo spazio del cielo che si pitta le ali di azzurro e celestino e ti dice sorridendo: Ja, mettimmece a vulà ‘nzieme i passerotti, i merli, i cardellini, i colombi e le palomme dai mille colori. – Per me le palommelle erano insieme cavalli imbizzarriti e poeti ebbri che caracollavano scrivendo nell’aria polvere d’ali il viaggio d’armonia a zig zag. 

Ricordo che il desiderio di una bicicletta tutta per me infuocava e raffreddava le mie carni. Ricordo che guardavo nei sogni i particolari del manubrio, delle ruote con il cerchio di legno, il sellino, il fanalino catarifrangente e quello davanti con la piccola luce che si accendeva nel buio della sera. Ricordo che avrei fatto qualsiasi cosa per averne una: sapevo che se avessi avuto una bici, sapevo per certo, così mi fece capire la Voce, potevo volare andare in tutte le strade del cielo … Passarono i giorni, i mesi e gli anni, ma la bici era nascosto in una grotta.

Un bel giorno mamma Colomba disse: – Forse c’è un signore dell’ufficio che potrebbe regalartela. Mi ha detto di avere un po’ di pazienza, deve prima scendere nella grotta a cercarla. –

Ricordo che a sera nel letto prima pensavo alla bicicletta e poi, durante la notte, mentre a volte deliravo, sognavo la bici … perché io già conoscevo lei e lei già conosceva me … Eravamo in attesa di fare il nostro incontro. Avvenne in un pomeriggio ancora pieno di luce. Brillava anche lei, di aura e mito.

7 commenti:

Transit ha detto...

La vita la poesia l'utopia

Come si può tagliare le ali di un uccello e dire: – La poesia non vola più. -

Come si può togliere il pane dalla bocca dei bambini e dire: – Il grano no cresce più. -

Come si può distruggere l’umanità
e dire: – La vita è morta per sempre. -

Come si può ingannare il cuore frastornato e dire: – L’amore non nasce più. -

Come si può far piangere il mondo intero e dire: – Le lacrime sono scomparse. -

Come si può uccidere un poeta di terrene utopie dire: – La poesia è morta. -

Anonimo ha detto...

sono roberta

una delle mie poesie preferite...
non amo molto la poesia di Pascoli, ma questa e alcune altre le trovo bellissime...
buona domenica a tutti !

Transit ha detto...

Vittoria Isabella detta, Adesso me ne vado.

Mi sono annoiata. Per ogni cosa che si rompe, è colpa mia.

E perciò, Adesso me ne vado.

Se scompare una pentola, è colpa mia.
Quando finisce il pane, è colpa mia.

E perciò, Adesso me ne vado.

Se non c’è il latte, è colpa mia.
Quando cade nonno Papele, è colpa mia.

E perciò, Adesso me ne vado.

Se nonna Peppina si fa sotto, è colpa mia. Quando il piccolo piange per fame, è colpa mia.

E perciò, Adesso me ne vado.

Adesso però guardate,
la Regina del Silenzio non c’è più.

Ah, ma chi è la Riggina del Silenzio? Era la bambola di questo basso; lei, era la mia amica.

La mattina, quando a casa nun c’era nessuno,io e la Regina del Silenzio parlavamo silenziosamente.

Lei, aveva capelli e occhi neri neri. E labbra piene di rossetto. E stava in mezzo al letto.

Adesso c’è chi dice che l’hanno rubata.E chi dice che lei non parlava mai.

La verità, invece, io la conosco.
Lei, senza fiatare, si è mossa prima di me.

E senza chiacchiere, te ne sei andata via, veramente.

Ma nel vicolo, le altre bambole, dicono:Isabella se ne andata,

per ridere, piangere e sognare,
di nascosto.

.

Transit ha detto...


La bicicletta

Ecco, d'improvviso ricordo. Come quando cade la neve. Eppure da piccolo non ho mai visto cadere la neve che è una strada di pensieri che salgono e scendono e con cui ti metti a parlare. Ricordo. Un po’ come quando esce il sole si spalanca lo spazio del cielo che si pitta le ali di azzurro e celestino e ti dice sorridendo: Ja, mettimmece a vulà ‘nzieme i passerotti, i merli, i cardellini, i colombi e le palomme dai mille colori. – Per me le palommelle erano insieme cavalli imbizzarriti e poeti ebbri che caracollavano scrivendo nell’aria polvere d’ali il viaggio d’armonia a zig zag.

Ricordo che il desiderio di una bicicletta tutta per me infuocava e raffreddava le mie carni. Ricordo che guardavo nei sogni i particolari del manubrio, delle ruote con il cerchio di legno, il sellino, il fanalino catarifrangente e quello davanti con la piccola luce che si accendeva nel buio della sera. Ricordo che avrei fatto qualsiasi cosa per averne una: sapevo che se avessi avuto una bici, sapevo per certo, così mi fece capire la Voce, potevo volare andare in tutte le strade del cielo … Passarono i giorni, i mesi e gli anni, ma la bici era nascosto in una grotta.

Un bel giorno mamma Colomba disse: – Forse c’è un signore dell’ufficio che potrebbe regalartela. Mi ha detto di avere un po’ di pazienza, deve prima scendere nella grotta a cercarla. –

Ricordo che a sera nel letto prima pensavo alla bicicletta e poi, durante la notte, mentre a volte deliravo, sognavo la bici … perché io già conoscevo lei e lei già conosceva me … Eravamo in attesa di fare il nostro incontro. Avvenne in un pomeriggio ancora pieno di luce. Brillava anche lei, di aura e mito.

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO

Rispondo a Roberta e le opere di Transit, al solito, le commenterò domani.

A me questa poesia piace tantissimo per il fatto che sottende un immaginario molto inquietante, come e più delle altre poesie dell'universo mentale di Pascoli.
E' lì la sua bellezza, in quello stato d'animo un po' morboso espresso attraverso metafore animali o di campagna e attraverso un linguaggio spesso da 'fanicullino'.
E' questo il Pascoli che mi piace (e che, non avesse avuto i grossi problemi della personalità, non sarebbe stato il poeta che è), non certo quello vate che spesso ci propinavano alle elementari.

Vabbè, buona domenica, ci sentiamopiù tardi o domani!

brunaccio ha detto...

Era 'fanciullino' ovviamente...il neologismo da me coniato, però, devo dire che non è male. A suivre! Brunaccio ;-)

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO.

Transit.
Voto la seconda poesia, che è molto onirica e ironica assieme, e la prosa sulla bicicletta, anche se quest'ultima credo che abbia ancora molto da dire, nel senso che si sente che non è conclusa e potresti benissimo continuarla.

Ora aggiorno.