da http://www.senzasoste.it/internazionale/ucraina-il-vero-problema-e-la-nato
Devono sventare il referendum convocato per l’11 maggio nelle città della regione orientale del Donbass sull’indipendenza dall’Ucraina, per riaffermare l’autorità di Kiev con la forza dei tank e confermare a ogni costo, contro i «terroristi», la data delle elezioni centrali ucraine del 25 maggio. Fatto singolare, la seconda data richiama quella delle elezioni europee nelle quali, ahimé, l’argomento della pace non ha il benché minimo ascolto. Così la repressione non s’arresta. È più organizzata e perfino peggiore di quella del corrotto Yanukovitch contro i rivoltosi di Majdan, ma è sostenuta da tutto l’Occidente e continua ad essere praticata con il concorso dell’estrema destra che, a Odessa, ha assaltato il presidio dei filorussi, bruciando poi l’edificio dei Sindacati dov’erano riparati in fuga e dove hanno trovato la morte almeno 40 persone.
Un massacro che non ferma la repressione. Anche se a praticarla sono gli stessi che si sono legittimati per quattro mesi denunciando, in un coro greco di media, la repressione di piazza Majdan.
È voluta dal nuovo potere autoproclamato a Kiev, dove è operativo, ha comunicato Obama, John Brennan il capo della Cia esperto in «guerre coperte» (e sotto inchiesta negli Usa per avere ostacolato il lavoro della Commissione del Senato sulle torture). Ma quando mai i carri armati possono convincere una parte consistente del popolo ad andare a votare per obiettivi che considera ostili? E del resto chi, con la politica, li ha convinti del contrario?Eppure sembra troppo tardi. Nonostante i rivoltosi filorussi abbiano liberato gli osservatori dell’Osce sequestrati. Fatto che sottolinea due elementi: che la pressione di Putin sui filorussi ha potuto di più dell’offensiva militare ucraina, perché la Russia altrimenti rischia di essere, nolente, coinvolta direttamente più che in Crimea; e che l’Osce ha storiche ambiguità. Basta ricordare la missione Osce in Kosovo, decisa nell’ottobre 1998 dall’Onu per monitorare il conflitto tra la repressione di Milosevic e le milizie dell’Uck: il capo della missione, l’americano William Walker, inventò di sana pianta la strage di Racak attribuendola a Belgrado e dando così il via ai bombardamenti «umanitari» della Nato.
Ora in Ucraina il dado purtroppo sembra tratto. Se appena al di là c’è la Russia messa nell’angolo dei suoi confini, a Kiev in campo c’è tutto l’Occidente reale: vale a dire gli Stati uniti e la Nato; l’Unione europea subalterna parla solo con la voce ambigua — per interessi, geo-strategia e storia — della Germania. Qui, nell’est ucraino naturalmente, i «terroristi» non vanno sostenuti e armati dall’Occidente com’è accaduto nel 1999 in Kosovo, e poi in Libia e oggi in Siria. Qui invece vanno sanguinosamente schiacciati. Le immagini parlano chiaro: ad Andrijvka, un paese sulla strada delle truppe ucraine, i contadini sono scesi in piazza per fermare con le mani alzate i carri armati di Kiev, che non si sono arrestati schiacciandoli, nonostante in molti avessero cominciato a parlare con i soldati salendo sui carri armati. Scene proposte da Euronews che, a memoria contrapposta, ci hanno ricordato Praga invasa dai carri armati del Patto di Varsavia nel ’68.
Il fatto è che su quei tank stavolta è salito Obama e gli Stati europei a controllo Nato. Infatti più avanzavano le truppe di Kiev, più è arrivata forte da Washington la sola minaccia che «la Russia deve fermarsi». Insomma, il massacro non si deve fermare e guai al soccorso militare russo. Quel che c’è sotto lo comincia a scrivere qualche commentatore filo-atlantico: l’obiettivo è minacciare la Russia – che, riannessa la Crimea, fino a prova contraria difende la sua sicurezza e vuole una Ucraina neutrale — di fare di Putin un altro Milosevic.
Di sicuro è attivato il meccanismo per una Euromajdan anche nella capitale russa, eterodiretta da John Brennan che ci sta lavorando. Dunque Barack Obama conclude il suo mandato affidandosi all’ideologia del «militarismo umanitario» — tanto cara alla «candidata» Hillary Clinton che pure ancora tace sul disastro americano in Libia (a Bengasi) - schierando i risultati della strategia dell’allargamento della Nato a est.Ma la Nato non è la soluzione, è il problema. Glielo ricordano gli ex segretari di Stato Kissinger e Brzezinski e perfino il suo ex capo del Pentagono e della Cia Robert Gates che ha scritto «L’allargamento così rapido della Nato a est è un errore e serve solo ad umiliare la Russia», fino a provocare una guerra. Senza l’ingresso di tutti i paesi dell’ex Patto di Varsavia nell’Alleanza atlantica — con basi militari, intelligence, bilanci militari, truppe, missioni di guerre alleate, sistemi d’arma, ogive nucleari schierate, scudi spaziali — non ci troveremmo infatti sull’orlo di una nuova guerra europea che fa impallidire i Balcani e la Georgia di soli sei anni fa.
Non ci sarebbe stata la tracotanza di una leadership di oligarchi insoddisfatti che ha destabilizzato l’Ucraina con un colpo di mano e la violenza della piazza «buona» perché sedicente filoeuropea, e che ora cavalca la repressione sanguinosa della piazza «cattiva». Esisterebbe una politica estera dell’Unione europea, che invece è surrogata dall’Alleanza atlantica. «Vedete — ammonisce l’attuale capo del Pentagono Chuck Hagel — ce n’è anche per gli europei: imparino a non ridimensionare la spesa militare (v. gli F35)». Proprio come ha fatto il presidente della repubblica Giorgio Napolitano che, in dispregio dell’articolo 11 della Costituzione, ha tuonato recentemente addirittura contro «l’anacronistico antimilitarismo».
Ma visti i tempi che corrono, con l’emergere sincronico della guerra che insanguina i continenti e «non risolve le crisi internazionali», chi è davvero anacronistico?
tratto da http://www.infoaut.org
Pubblichiamo questo interessante articolo tratto da Il Manifesto, in cui si analizza il ruolo di Stati Uniti e Unione Europea nella crisi ucraina. Nonostante gli interessi economici e geopolitici non rappresentino una novità per la situazione ucraina, rilevante è la posizione di Obama e Ue a favore dei tank di Majdan, il tutto a controllo Nato. Ma ancora una volta, la Nato non è la soluzione, e come chiaramente si spiega, è più un problema.
L'offensiva sanguinosa dell’esercito di Kiev non si ferma. Corre sul bordo sottile non solo della guerra civile, perché la portata dell’azione militare rischia l’intervento militare russo. Siamo sul baratro d’una guerra europea. Vanno in fretta i carri armati del governo di Majdan.Devono sventare il referendum convocato per l’11 maggio nelle città della regione orientale del Donbass sull’indipendenza dall’Ucraina, per riaffermare l’autorità di Kiev con la forza dei tank e confermare a ogni costo, contro i «terroristi», la data delle elezioni centrali ucraine del 25 maggio. Fatto singolare, la seconda data richiama quella delle elezioni europee nelle quali, ahimé, l’argomento della pace non ha il benché minimo ascolto. Così la repressione non s’arresta. È più organizzata e perfino peggiore di quella del corrotto Yanukovitch contro i rivoltosi di Majdan, ma è sostenuta da tutto l’Occidente e continua ad essere praticata con il concorso dell’estrema destra che, a Odessa, ha assaltato il presidio dei filorussi, bruciando poi l’edificio dei Sindacati dov’erano riparati in fuga e dove hanno trovato la morte almeno 40 persone.
Un massacro che non ferma la repressione. Anche se a praticarla sono gli stessi che si sono legittimati per quattro mesi denunciando, in un coro greco di media, la repressione di piazza Majdan.
È voluta dal nuovo potere autoproclamato a Kiev, dove è operativo, ha comunicato Obama, John Brennan il capo della Cia esperto in «guerre coperte» (e sotto inchiesta negli Usa per avere ostacolato il lavoro della Commissione del Senato sulle torture). Ma quando mai i carri armati possono convincere una parte consistente del popolo ad andare a votare per obiettivi che considera ostili? E del resto chi, con la politica, li ha convinti del contrario?Eppure sembra troppo tardi. Nonostante i rivoltosi filorussi abbiano liberato gli osservatori dell’Osce sequestrati. Fatto che sottolinea due elementi: che la pressione di Putin sui filorussi ha potuto di più dell’offensiva militare ucraina, perché la Russia altrimenti rischia di essere, nolente, coinvolta direttamente più che in Crimea; e che l’Osce ha storiche ambiguità. Basta ricordare la missione Osce in Kosovo, decisa nell’ottobre 1998 dall’Onu per monitorare il conflitto tra la repressione di Milosevic e le milizie dell’Uck: il capo della missione, l’americano William Walker, inventò di sana pianta la strage di Racak attribuendola a Belgrado e dando così il via ai bombardamenti «umanitari» della Nato.
Ora in Ucraina il dado purtroppo sembra tratto. Se appena al di là c’è la Russia messa nell’angolo dei suoi confini, a Kiev in campo c’è tutto l’Occidente reale: vale a dire gli Stati uniti e la Nato; l’Unione europea subalterna parla solo con la voce ambigua — per interessi, geo-strategia e storia — della Germania. Qui, nell’est ucraino naturalmente, i «terroristi» non vanno sostenuti e armati dall’Occidente com’è accaduto nel 1999 in Kosovo, e poi in Libia e oggi in Siria. Qui invece vanno sanguinosamente schiacciati. Le immagini parlano chiaro: ad Andrijvka, un paese sulla strada delle truppe ucraine, i contadini sono scesi in piazza per fermare con le mani alzate i carri armati di Kiev, che non si sono arrestati schiacciandoli, nonostante in molti avessero cominciato a parlare con i soldati salendo sui carri armati. Scene proposte da Euronews che, a memoria contrapposta, ci hanno ricordato Praga invasa dai carri armati del Patto di Varsavia nel ’68.
Il fatto è che su quei tank stavolta è salito Obama e gli Stati europei a controllo Nato. Infatti più avanzavano le truppe di Kiev, più è arrivata forte da Washington la sola minaccia che «la Russia deve fermarsi». Insomma, il massacro non si deve fermare e guai al soccorso militare russo. Quel che c’è sotto lo comincia a scrivere qualche commentatore filo-atlantico: l’obiettivo è minacciare la Russia – che, riannessa la Crimea, fino a prova contraria difende la sua sicurezza e vuole una Ucraina neutrale — di fare di Putin un altro Milosevic.
Di sicuro è attivato il meccanismo per una Euromajdan anche nella capitale russa, eterodiretta da John Brennan che ci sta lavorando. Dunque Barack Obama conclude il suo mandato affidandosi all’ideologia del «militarismo umanitario» — tanto cara alla «candidata» Hillary Clinton che pure ancora tace sul disastro americano in Libia (a Bengasi) - schierando i risultati della strategia dell’allargamento della Nato a est.Ma la Nato non è la soluzione, è il problema. Glielo ricordano gli ex segretari di Stato Kissinger e Brzezinski e perfino il suo ex capo del Pentagono e della Cia Robert Gates che ha scritto «L’allargamento così rapido della Nato a est è un errore e serve solo ad umiliare la Russia», fino a provocare una guerra. Senza l’ingresso di tutti i paesi dell’ex Patto di Varsavia nell’Alleanza atlantica — con basi militari, intelligence, bilanci militari, truppe, missioni di guerre alleate, sistemi d’arma, ogive nucleari schierate, scudi spaziali — non ci troveremmo infatti sull’orlo di una nuova guerra europea che fa impallidire i Balcani e la Georgia di soli sei anni fa.
Non ci sarebbe stata la tracotanza di una leadership di oligarchi insoddisfatti che ha destabilizzato l’Ucraina con un colpo di mano e la violenza della piazza «buona» perché sedicente filoeuropea, e che ora cavalca la repressione sanguinosa della piazza «cattiva». Esisterebbe una politica estera dell’Unione europea, che invece è surrogata dall’Alleanza atlantica. «Vedete — ammonisce l’attuale capo del Pentagono Chuck Hagel — ce n’è anche per gli europei: imparino a non ridimensionare la spesa militare (v. gli F35)». Proprio come ha fatto il presidente della repubblica Giorgio Napolitano che, in dispregio dell’articolo 11 della Costituzione, ha tuonato recentemente addirittura contro «l’anacronistico antimilitarismo».
Ma visti i tempi che corrono, con l’emergere sincronico della guerra che insanguina i continenti e «non risolve le crisi internazionali», chi è davvero anacronistico?
tratto da http://www.infoaut.org
21 commenti:
RIPORTO DA FB UNA INTERESSANTE CONVERSAZIONE
in Crimea il problema reale lo stanno avendo i Tatari ed il resto dei Crimeani stretti fra due oligarchie:quella dei filoamericani nazistoidi Yushenko e Tymoshenko e quella di Putin e Yanukovich(altrettanto nazistoide)
Roberto
Bah, insomma, anche il livello con cui vengono massacrati i filorussi non mi sembra un problema minimo. Sul concetto di nazistoide: io sto ai termini storici...i nazisti lì sono Pravy Sector&co. Gli altri saranno autoritari, liberticidi, corrotti ma nazisti sono gli attuali governanti ucraini. Poi giusto il tuo discorso sulle altre minoranze, ma dire che il problema lo stiano avendo solo loro mi pare un po' miope come concetto. Basta vedere quel che succede.
Brunaccio
la Crimea non ne russofona ne ucraina,ma dei Crimeani e delle loro etnie di riferimento,i Russi da bravi "nazisti"stanno facendo esattamente quello che fanno gli Americani ad Ovest dell'Ucraina(dpve esiste per l'appunto una forte minoranza Rutena).Bruno non c'è bisogno di tutto il corollario per definirsi nazisti.
Roberto
Ascolta: esiste gente che combatte per non finire in mano a Pravy Sector e all'UE. Io sto con quelli. Sulla Russia: gli americani arrivano a bombardare dalle altre parti del globo, la Russia sta reagendo alla destabilizzazione USA e UE che si sta esercitando in mille modi, dalle pressioni sulla Siria, all'Ucraina, alle basi NATO in Polonia...i paragoni mio sembrano davvero impropri, visto che gli unici a disseminare il mondo di basi sono gli USA. Sul fascismo, come sai amo precisione e criteri di discontinuità. Per me gli USA sono molto più pericolosi ad oggi di ogni altra potenza concorrente (e mi pare abbastanza evidente vedendo il mondo), eppure non ho mai definito nazisti o fascisti gli americani, ma imperialisti. Per cui non vedo perchè dovrei definire nazisti i russi, che per me non sono (e i motivi te li ho spiegati) propriamente definibili come imperialisti nella sua definizione stretta.
Brunaccio
guarda quello che combinano in Cecenia,Dagestan,Ossezia,Inguscezia o nelle Repubbliche Turcofone-Turaniche(Baschria,Udmurtia,Komi,etc.)non è dissimile da quello che combinano gli stars and stripes.Non è che la Russia è bella,buona&brava solo perchè si oppone all'imperialismo a stelle e strisce,stanno solo cercando di imporre un altro bel regime oligarchico,nessuno fa nulla per nulla,figuriamoci Putin
Roberto
No, no. Tu m i parli di bella e buona io parlo in termini tecnici. La Russia ha tanti difetti, Putin di sicuro non è un buono, ma appropriarsi del valore e delle infratrutture costruite da altri popoli con la forza e il saccheggio lo fanno solo gli USA. Basta vedere il numero di conflitti da loro messi in atto dalla fine della guerra, il piano condor,.le aggressioni a Iraq, Jugoslavia, libia con l'aiuto UE. A me pare che sia tu ad essere pregiudizialmente convinto di un equiparazione, che a livello di scienza politica non si da. Per il resto, quando analizzo la fase mi rimane difficile usare concetti come 'bello' e 'buono'. Io so che oggi il principale pericolo per il mondo sono gli USA con il loro modello di sviluppo e l'UE che gli si accoda. I giudizi etici non mi interessano.
Brunaccio
O meglio, lo fanno solo gli USA a livello sistematico ed intrinseco e consustanziale al loro modello ipersviluppista. Quando domani sarà diverso, no problem per me nel dirlo. Oggi però i fatti sono questi, e non vedo perchè non dovrei supportare chi combatte Pray Sector, fosse solo la gente comune, fosse Putin o fosse Pincopallo. Mica è un contratto di matrimonio
Finisco. Spesso tu ce l'hai con l'ipersinistra. Beh, per me un certo limite dell'ipersinistra è non guardare nella politica estera le reali forze in campo e tenere quasi una posizione morale (nè con quello nè con quell'altro). Noi pragmatici dovremmo sempre partire dal mondo reale che abbiamo Poi se Putin viene abbattuto da sinistra ben venga, se la Russia viene attaccata commercialmente dagli USA il nè nè a me pare poco pragmatico.
Brunaccio
Bruno io posso anche crederti,ma prova a dire questo a un Ceceno,Osseto(sarebbe meglio dire Alano),Dagestano,Talysh,Tuvano,Buriato,Evenchi,Mari,insomma a uno dei tanti popoli di ceppo Turco,Mongolo,Paleo-Siberiano,Caucasico che i Russi prima con i Soviet poi con i petrorubli di Eltsin e Putin hanno bellamente sfruttato e impoverito(non è imperialismo nazista questo?),scommettiamo che non la prenderebbe bene e avrebbe la stessa considerazione ch abbiamo noi della Casa Bianca?Va bene combattere Pray Sector ma non mi si venga a dire che la Crimea è russa,forse lo è l'Ucraina ad est di Kiev(li nasce il cuore della civiltà Russa)ma non lo è nemmeno l'Ovest dell'Ucraina.
Roberto
Io non ho mai scritto che la Crimea è russa, ho scritto che c'è gente che combatte i nazisti e che dietro questo c'è un tentativo USA di destabilizzare un'area in espansione. Poi tu mi dici di chiedere in giro: purtroppo l'analisi storica va diversamente dal reportage giornalistico...magari un abitante di Dresda dei tempi del bombardamento ti direbbe che gli Alleati erano peggio dei nazi. Umanamente comprensibile, ma le parti in causa non sono adatte a ragionare in termini storici; altro dire che lo storico deve tenere del giornalismo con le loro testimonianze.
Poi, chi combatte è definito filorusso o russofono. Io non so neanche se la cosa sia così netta, non mi interessa neppure la questione nazionale, ma uso la distinzione perchè così viene quasi universalmente riportata nelle fonti. Ma che la 'rivoluzione' ucraina sia un golpe di destabilizzazione pare chiaro come il sole. Uno dei tanti da dopo il '45...
Brunaccio
il succo del ragionamento è uno solo,in Ucraina si affrontano due generi di imperialismi(non li chiamiamo nazismi) è l'effetto sarà il medesimo della pillola rossa o pillola blu in Matrix.La questione gira attorno alla Crimea perchè da lì e dal Mar Nero passano gli oleodotti che tanto fanno gola a Russia e Usa(bisognerà poi vedere a chi sarà più opportuno rivolgersi per poterne usufruire,converrà più Putin o Obama?A noi di sicuro non conviene perchè sarà salato il dazio da pagare)e di Lugansk e Donetsk se ne fregano tanto gli Americani quanto i Russi.Fosse per me darei la parte est russofona direttamente alla Russia e lascerei la parte Ovest ad Americani ed Europei(ovviamente le minoranze etniche:Crimea,Rutenia,indipendenti tanto dalla Russia,quanto da Usa e Ue).P.S.Per me sono da combattere Tymoshenko e isuoi"cari"ammaestrati da George Soros.
Roberto
Io sono d'accordo con questa conclusione, al 90%. Io farei decidere comunque agli ucraini visto che per ora il governo nazista non è nemmeno eletto. Ora, certo che la Russia difende i suoi interessi, ma non vedo chi non proteggerebbe la propria flotta e le proprie ricchezza da un autonominato governo nazista che era partito con la proposta di legge di eliminare il bilinguismo, che produce incendi dei sindacati, fucilazioni sommarie e aggressioni alle minoranze. ecco, è proprio tutto questo a farmi prendere posizione. Sull'imperialismo: non mi risulta che le aree di intervento della Russia che tu dici avessero economie pre esistenti conquistate con la guerra (la formazione dell'URSS la conosco discretamente e parlare di imperialismo in quel contesto mi pare un po' sommario, visto che era necessario incorporare materie prime per difendersi dall'attacco concentrico di tutto il mondo capitalista già dal '18, mentre l'imperialismo parte sempre in attacco) e dunque manca un requisito per la definizione scientifica di imperialismo, nè che il capitale finanziario abbia distrutto mercati in aree totalmente lontane per appropiarsi del valore già prodotto là, ma sono aree contigue, che è altro presupposto mancante della definizione di imperialismo. Se poi chiamiamo imperialismo la semplice politica di potenza -condannabile ed esecrabile, ma che è altra cosa- rischiamo di non capire più niente. Da definizioni larghe non nascono mai analisi strette.
Brunaccio
Bruno un'economia che non corrisponde a canoni capitalisti,corporativi o bolscevichi non vuol dire che non esista,altrimenti dovremmo ignorare le economie degli stati del Regno Delle Due Sicilie,della Serenissima,dell'Impero Asburgico o di nazioni come l'Etiopia del Negus Hailè Selassiè,Dei Nativi Americani,degli Amerindi,dell'Afgnaistan di Zahir Shah,del Regno Champa in Cocincina,degli Eschimesi(prima della Glaciazione dell'anno mille esisteva persino un Nunzio Apostolico per la Groenlandia e Vinland)tutti popoli che oltre ad avere relazioni con il Mondo Occidentale avevano sviluppato anche una loro politica socio- economica.Parlo di imperialismo da parte dei Sovietici perchè hanno colonizzato popoli e nazioni libere avulse a qualsiasi capitalismo(mi chiedo come sia possibile assimilare civiltà nomadiche come Alash,Cosacchi o Tuaregh al Capitalismo)e li hanno sovietizzati forzatamente.E una cosa che giù in Meridione sappiamo bene dato che siamo stati"piemontesizzati"forzatamente(ad opera anche del massone proto-marxista Garibaldo,che poi si pentì del Risorgimento,dato che lui stesso era stato usato e strumentalizzato)
Roberto
Attenzione: appunto, il Piemonte ha distrutto tessuti sociali pre esistenti e fatto proprio il valore prodotto dal sud, vedi le industrie tessili del napoletano, per cui lì, nonostante la contiguità, l'imperialismo c'è eccome, così come c'è sempre quando si tolgono terre ai contadini locali rendendoli manodopera sostanzialmente schiava. In URSS va detto che il mercato comune socialista permetteva a tutti i popoli di comperare a prezzi irrisori rispetto ai prezzi atlantici (e la stessa cosa avviene in Russia). Per cui, verissimo che esiste sempre un'economia, ma è proprio il livello di distruzione della stessa e di appropriazione totale e continua del valore prodotto a dare la misura dell'imperialismo. Che poi, l'URSS sia stata lontana dall'autodeterminazione dei popoli è verissimo, ma per rispettare il principio bisogna essere in due. Davanti ad un capitalismo occidentale che voleva distruggere l'URSS fregandosene dell'autodeterminazione dei popoli, rispettarla da parte dell'URSS voleva dire la conquista da parte del Capitalismo e il crollo della rivoluzione, e ogni rivoluzione ha avuto questi problemi. Poi dagli anni '60 le cose sono andate nel senso in cui dici tu, ma i popoli attaccati dall'imperialismo finiscono alla fame, l'URSS ha comunque alzato notevolmente il livello di vita e istruzione delle popolazioni locali. insomma, la classica propaganda del colonialismo ottocentesco, con la differenza che il colonialismo ottocentesco non ha mai diffuso istruzione ed elettricità ma la cancellava. Dunque, diamo i demeriti che si devono dare onestamente, ma non chiediamo all'URSS più di quel che era possibile fare.
Il land grabbing, praticato dai cinesi, è una forma protoimperialista. Non è ancora imperialismo, perchè i contadini di lì non finiscono alla fame, ma almeno in Africa stanno meno peggio di quando arrivavano gli inglesi o le multinazionali occidentale.
Brunaccio
Insomma, sull'URSS, noi non possiamo fare la Storia coi se e i ma, ma abbiamo una certezza: nessuna rivoluzione fu attaccata così direttamente e concentricamente da subito nonostante il trattato di Brest Litovsk che era segno di volontà di pace. Gli errori dell'URSS non si possono mai leggere senza tenere conto di questo. Ovvio che parlo fino al '45.
Brunaccio
Bruno non avevano bisogno del mercato comune sovietico,avevavno le loro civiltà ed i loro costumi,usanze,stili di vita,ti pare che gli Inca o gli Irocchesi avessero bisogno della nostra cilviltà,progresso o istruzione(celo dimostrano oggigiorno gli Amish in Nord America,o alcune popolazioni Polinesiane o Melanesiane),se l'Urss avesse rispettato quei popoli li avrebbe lasciati liberi,come lo sono stati per millenni,non l'ha fatto perchè gli serviva un bacino umano e naturale a cui attingere(questo si chiama imperialismo).Se sentissi i Risorgimentalisti loro ti direbbero che le condizioni del Meridione dopo il 1860 sono migliorate(peccato che i fatti dicano i tutt'altro)se sentissi i Padanisti o i Leghisti ti direbbero che le fabbriche del Nord hanno migliorato le condizioni di vita dei Meridionali immigrati(e anche questa è una gran bella balla,perchè molti non hanno potuto mettere da parte nemmeno lo stretto necessario per compare la casa).Purtroppo il Bolscevismo ha fatto lo stesso errore del Risorgimento,ha creato una nazione artificiale e si è imposto a spese dei popoli non Russofoni depredandoli di tutto.
Roberto
Non si chiama imperialismo, perchè senza quella mancanza di autodeterminazione (peraltro la costituzione URSS prevedeva il diritto alla secessione unilaterale che è stato usato poi quando si è sfaldato il sistema) garantiva la necessità di sopravvivere, l'imperialismo fa aumentare il plusvalore del grande Capitale. Per cui, io dividerei la responsabilità politica e morale con l'aggressività del Capitale verso l'URSS, anzi ne attribuirei per prima all'occidente. Se l'URSS fosse stata lasciata sviluppare pacificamente forse sarebbe andato tutto in modo molto diverso. Ma è lì che sta l'essenza dell'imperialismo: attaccare il nemico economico e politico ad ogni costo e ad ogni livello, e l'imperialista è sempre chi attacca per primo un sistema diverso.
Brunaccio
gli errori pre-45 furono i più gravi(pensiamo alle purghe staliniane o all'invasione della Polonia benedetta da Molotov e Von Ribbnetrop,senza contare gli Italiani morti tra gli anni 20 e 30 nei gulag perchè accustai di essere spie fasciste quando invece erano lì per avere un posto nel paradiso sovietico.).Tra gli errori post-45 si possono annoverare la farsa della guerra fredda(Usa e Urss collaboravano insieme sin dai bei tempi del Canale di Suez e molti dittatori erano finanziati tanto dall'una quanto dall'altra parte:Menghistù,Siad Barrè.Assad padre etc.)
Roberto
Bruno ti rispondo con una domanda l'Urss ha lasciato sviluppare autonomamente e pacificamente Afghanistan,Polonia(moti del'53,Danzica'70 etc.),Ungheria(fatti del'56)o Cecoslovacchia(Primavera di Praga).Se non è imperialismo questo.Anche nella costituzione Usa c'è il diritto alla secessione ma se gli yankees lo rispettassero Confederati,Afro-Americani,Latinos,Newyorkesi,Nativi,Californiani ed altri popoli avrebbero l'indipendenza.
Roberto
Wolkogonow, Getty, Fitzpatrick, Davies, Wheatcroft, tutti storici universitari di livello, e gli anglofoni non comunisti, individuano, sulla base dei nuovi archivi URSS, il Patto come ciò che ha garantito la difesa sovietica: solo csoì è stato possibile costruire armi su armi e fabbriche di armi su rotaie da spostare con le rotaie. Senza quel Patto, l'URSS sarebbe stata attaccata subito dal nazismo ad ovest e dal Giappone ad est e sarbbe caduta subito. E il Patto arrviò dopo che l'Inghilterra impose alla Francia l'embargo sull'URSS, bocciò due piani di sicurezza collettivi, e favorì l'espansionismo nazista ad est col Patto di Monaco. Sulla mancata democrazia staliniana: studiare questo senza la polarizzazione della società sovietica (vedi il documento La vertigine del successo) e senza capire che di spie ce ne erano davvero (basti pensare alle testimonianze dell'ambasciatore USA durante i processi staliniani), rende l'idea di una follia totale, che invece aveva le sue cause. L'errore del dopo '45 fu implementare una poltica di potenza, che, dopo aver avuto l'atomica, non aveva più senso di essere, e che fu l'errore degli errori: fare proprio il paradigma capitalista.
Brunaccio
runo,quella delle spie era una bella,tanto che Krusciov ha riabilitato tutti.Stalin era un pazzo sanguinario,poi nell'Urss ci furono alcuni aspetti positivi concerne lo stato sociale,l'istruzione,la cultura,il tempo libero,ma se dovessimo cercare il pelo nell'uovo sono gli stessi risultati conseguiti dall'Italia Fascista(che a Lenin e Stalin piaceva tanto,vedere il discorso che fece il primo all'Internazionale Socialista del'22 alla delegazione Italiana del Pci:"in Italia tre personaggi possono fare la rivoluzione Mussolini,Marinetti e d'Annunzio.";Stalin era un grande ammiratore di Bombacci e Mussolini per come avevano gestito lo Stato Italiano).Bruno anche Polonia,Ungheria,Cecoslovacchia e Germania Est(moti del'53)furono errori e li si sono rivoltati i popoli non la scuola di Chicago.(c'è anche da dire che gli Usa a differenza dell'Afghanistan di quei popoli se ne fregavano visto che non avevano ingenti risorse economiche).Continuiamo domani perchè adesso devo andare.
Roberto
L'Italia fascista ha partecipato ad una guerra di aggressione distruggendo prima le organizzazioni del lavoro, e dunque non è assolutamente paragonabile. Su Mussolini: la politica, errata, di opposizione al socialfascismo, ha portato a sbagliare inizialmente sul fascismo, ma tutti i documenti della Terza Internazionale e tutte le corrispondenze di Stalin mostrano come avesse capito come a fondo il pericolo fosse il nazismo, e arruffianarsi il nemico per tenerlo buono è arte tipicamente orientale. Stalin non era pazzo, era ferocissimo, ma se si analizzano le concezioni dell'industrializzazione, del rapporto con l'esercito, della gestione dell'esportazione della rivoluzione, nessun dirigente bolscevico sarebbe stato capace di mettere in campo la strategia che ha portato la vittoria. Su Stalin, ripeto, esiste molto materiale, fondato su nuovi materiali d'archivio, in lingua inglese e proveniente da Harvard, che sta valutando quel periodo con maggiore obiettività storica, che non vuol dire assolvere o ragionare in termini morali, ma basarsi sui dati reali della situazione, un approccio pragmatico anzichè idealista, come dovrebbe piacerci. Ti consiglio un aggiornamento sull'epoca di Stalin, visto che l'inglese lo sai bene, perchè ripetere il lavoro di Conquest, che, per quanto pregevole, è superato nei dati e nelle valutazioni, mi pare un po' inutile.
Dal '53 in poi...accettare il socialismo dal volto umano davanti ad un capitalismo disumano avrebbe voluto dire rischiare seriamente di lì a poco le basi NATO ad un passo da casa. A questo nessuno mai ci pensa.
Il rapporto Kruscev esprime semplicemente le tensioni di una parte della burocrazia contro il potere centrale, e infatti è atto ridicolo e mistificante, che appunto la Storia odierna sta mostrando. Basarsi su un documento così di parte è stato un grosso errore storico...era una lotta tra fazioni, e la fazione egemone, soprattutto quando gli altri sono morti, non è depositaria di verità storica.
Brunaccio
Posta un commento