Testo

Tel. 3319034020 - mail: precariunited@gmail.com

lunedì 26 marzo 2012

REPRESSIONE A SENIGALLIA. LEGALITA' E GIUSTIZIA

VISTA LA GRAVITA' DEL FATTO HO DECISO DI PUBBLICARE IL POST GIA' OGGI, NONOSTANTE CE NE SIA UNO USCITO IN GIORNATA.
DOPO IL GRANDE SUCCESSO POLITICO DELL'ARVULTURA (http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Senigallia-Dalloccupazione-alle-case-popolari/11135) , CHE VEDE, IN CONFORMITA' ALLE SUE RICHIESTE IN SEDE DI TRATTATIVA, VENDUTA ALL'EDILIZIA PUBBLICA LA CASA OCCUPATA INIZIALMENTE, ORA LA SCURE DELLA REPRESSIONE SI ABBATTE SU UNO DI NOI.
LEGGERE LE MOTIVAZIONI E' ALLUCINANTE: IL SISTEMA GIUDIZIARIO, FETICCIO DI TANTO ANTIBERLUSCONISMO, CONTINUA A MOSTRARE IL SUO LATO BRUTALE DI BRACCIO SECOLARE DEL DOGMA DEL MERCATO.
QUANDO LEGALITA' E GIUSTIZIA DIVERGONO NOI SCEGLIAMO LA GIUSTIZIA!
(BRUNACCIO).
COMUNICATO DEI CENTRI SOCIALI MARCHE
Potendosi desumere dalla recidività delle sue condotte orientate finalisticamente alla consumazione di delitti pluriaggravati contro il patrimonio e dalla violazione delle norme che regolano l’ordine pubblico, ciò che gli permette di vivere, almeno in parte, con i proventi di attività delittuose, dalle quali si deve ritenere che tragga i mezzi di sussistenza considerando che il prevenendo risulta nelle banche dati econometriche avere comunicato nominalmente un reddito imponibile irrisorio.”
Questa è la tesi che la Questura d’Ancona utilizza per giustificare i provvedimenti giudiziari notificati nella mattina di sabato 24 marzo a un militante dello “Spazio Comune Autogestito Arvultùra” di Senigallia.
Nello specifico si tratta della notifica del foglio di via obbligatorio dalla città di Ancona per la durata di tre anni e della comunicazione d’avvio del procedimento volto all’irrogazione delle misure di prevenzione connesse alla pericolosità sociale.
Riteniamo questi provvedimenti un fatto gravissimo non solo perché ledono la libera iniziativa politica e la libertà di movimento personale, ma soprattutto perché questi provvedimenti si fondano sul teorema che vuole l’attività politica come una copertura per svolgere condotte illegali al fine di trarne un profitto privato, dedotto dal reddito irrisorio dichiarato. Il problema è proprio questo: il nostro compagno lavora con un contratto a progetto e questo suo essere precario, che è comune ad una fetta crescente della popolazione italiana, lo rende potenzialmente un delinquente.
A questo si deve aggiungere che tali conclusioni non sono sostenute da un impianto accusatorio coerente poiché non vengono contestati reati dai quali è possibile trarre proventi. Che proventi si possono trarre da reati penalmente minori come resistenza a pubblico ufficiale, occupazione o manifestazione non autorizzata? Nessuno, appunto! Senza considerare il fatto, che non ci troviamo di fronte a nessuna condanna definitiva.
La realtà è che all’aggravarsi della crisi economica corrisponde sempre di più una crescita del dissenso, che viene gestito dal governo presunto tecnico come un mero problema di ordine pubblico, che si traduce in un uso tutto politico del codice penale e delle misure di prevenzione.
In ultimo, non è un caso che questi provvedimenti giudiziari arrivino dopo la settimana di mobilitazione nazionale in difesa della Val di Susa. Settimana che ha visto anche nella città di Ancona delle azioni in solidarietà ai No Tav, una delle quali avvenuta il primo marzo 2012 che ha visto la polizia caricare brutalmente i manifestanti davanti alla stazione di Ancona.

Dalla Val di Susa alle Marche, la paura non è di casa. Tutti a Milano il 31 marzo!

8 commenti:

Anonimo ha detto...

precario = delinquente...ma li mortacci loro!!!!!

hasta siempre!!!

massimino

Anonimo ha detto...

la spirale è sempre più stretta...
Roberta

precari united ha detto...

SONO BRUNACCIO.

Il compagno in questione è un caro amico e una persona che stimo moltissimo.

Innanzitutto c'è un discorso, nel teorema accusatorio, che sembra quasi rimandarci all'Inghilterra di Dickens: la persona con basso reddito come potenziale criminale.
Ma la cosa più bella è il discorso che è pensabile che tragga un reddito dalle sue attività illecite, quando il compagno ha sempre ricevuto denunce legate alla politica e mai per attività criminali come truffa, spaccio e via così...per cui non si vede quali introiti produca un blocco stradale, una resistenza a pubblico ufficiale, un'occupazione di stabili in disuso, e, anche fosse, per dire, un esproprio simbolico in un supermercato (che, ovviamente, per la pochezza della 'refurtiva', non implica arricchimento ma solo un gesto politico).

Il salto di qualità è evidente: da una parte si fa di tutto per reprimere le lotte no tav (per gli interessi economici dei soliti che ci sono dietro), dall'altra si comincia a vedere in chi non ha un reddito (ma può, ad esempio, essere aiutato dai suoi familiari) un potenziale criminale.

Come si fa poi a dire che l'apparato repressivo non è il braccio secolare delle leggi imposte dal mercato?

Anonimo ha detto...

MAX SO0LIDARIETà AL COMPAGNO CHE OLTRETUTTO C'HA RIMEDIATO ANCHE DUE BERNOCCOLI...QUI LA QUESTURA HA ESAGERATO, L'ACCUSA MI SEMBRA TANTO GRAVE QUANTO RIDICOLA, DAVVERO SIAMO TUTTI POTENZIALI DELINQUENTI, COMPRESA LA VECCHIETTA PENSIONATA MINIMA CHE RUBA IL TOZZO DI PANE ALLA CONAD OPPURE CHI HA SCRITTO QUEL PASSAGGIO NELL'IMPIANTO ACCUSATORIO è UN TARATO MENTALE. HASTA SIEMPRE

Anonimo ha detto...

ho appreso ieri sera la notizia del compagno colpito da questo insulso provvedimento, motivazioni a dir poco ignobili soprattutto per aver accostato un precario a basso reddito ad un criminale facinoroso ceh si procura da vivere con attività illecite, la maggior parte di noi leggendo tali motivazioni è stata presa da sbigottimento e perplessità.
Il vero danno di questa società sono le leggi che hanno portato migliaia di persone sopratutto giovani in una condizione di instabilità economica del tutto anticostituzionale.
Cosa porterà questa accusa? l'intimidazione preventiva? decine centinaia di persone che manifestano verranno arrestate o allontanate?
le vostre dichiarazioni di guerra poste ad intimorirci non avranno nessun riscontro, anzi porteranno soltanto ad un alzamneto di voce per farci ancor più sentire saremo il vostro tarlo, la lotta la fraternità il bene comune ci UNISCE le vostre leggi non digregeranno mai la nostra unione e passione.
EDOARDO

brunaccio ha detto...

Dici bene, Edoardo: siamo di fronte ad un golpe bianco del capitale finanziario privato ai danni di quel poco che resta del pubblico e del comune, golpe bianco che agisce senza sovvertire l'ordine vigente ma mantenendo formalmente lo stesso e operando attraverso canali ordinari, e magari cambiandoli 'democraticamente', come se dovesse passare l'inserimento nella costituzione dell'obbligo di pareggio.
Va da sè che la stessa (limitata da sempre, visto il patto atlantico e la guerra fredda) sovranità nazionale deve essere ridimensionata ulteriormente.
Credo che queste manovre si spieghino in modo semplicissimo: mettere paura e reprimere il dissenso.
Lo possono fare perchè il governo Monti ha goduto sinora di una pace sociale garantitagli dai sindacati e dal Pd, ma la gente -e non solo in Valsusa che ne è l'avanguardia cosciente- comincia a capire l'imbroglio, e se da una minoranza il dissenso comincia ad essere maggioritario le misure puramente repressive cominciano ad avere vita dura.

brunaccio ha detto...

http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6908/

Massimo Campus ha detto...

Di che vi lamentate? Chi alza la testa e protesta può verificare da se stesso se la sua azione è incisiva o meno.
Se non lo considera nessuno, se nessuno gli perquisisce la casa, se non riceve comunicazioni giudiziarie, multe, inchieste, vuol dire che la sua azione è stata messa nel conto, che non è pericoloso. Se invece finisce come il compagno in questione, allora significa che davvero sta incidendo nel profondo.
Lasciatevelo dire da uno che se ne intende per esperienza personale.
Oggi chi si mette di traverso è un criminale e come tale va punito.
E questo nel silenzio generale. Quei pochi che capiscono si sono persi dietro alle REGOLE DELLA DEMOCRAZIA. Persi dietro i Colombo, Ciotti, Rodotà, Caselli. Che campano rimbecillendo la gente, convincendola che bisogna combattere non per affrancarsi dalla schiavitù e dallo sfruttamento, ma "per le regole". Che sono quelle dello stato borghese, che più le rispetti più ti massacra.
Sarò fuori dai tempi ma sono sempre più stalinista.