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giovedì 19 aprile 2012

...COME UN PACCO POSTALE...

da http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/7118/

Un filmaker italiano, è riuscito a "rubare" questa foto su un volo Roma-Tunisi di Alitalia. Si vede un ragazzo tunisino espulso dall'Italia. Con la bocca tappata. La polizia: "sputava sangue, pericoloso per la salute" 
Nastro marrone per i pacchi sulla bocca. Fascette bianche ai polsi. "Si allontani e torni al suo posto, è una normale operazione di polizia". Così si è sentito rispondere sul volo Alitalia Roma-Tunisi delle 9,20 di ieri il film maker italiano Francesco Sperandeo. Quando ha visto due ragazzi tunisini portati a bordo aereo, con la bocca fasciata dal nastro per pacchi marrone, le fascette bianche ai polsi, ha protestato, chiedendo che venissero utilizzati modi più umani: "Torni al suo posto".
Sperandeo è riuscito a scattare una fotografia con il suo cellulare e ora l'ha diffusa su Facebook. Nella foto si vede chiaramente la faccia di uno dei tunisini con la bocca tappata dal nastro adesivo marrone. Accanto a lui un uomo con una felpa, forse un poliziotto in borghese.
Il film maker italiano ha immediatamente rilanciato la foto ai suoi contatti di Facebook: "Questa è la civiltà e la democrazia europea. Ma la cosa più grave è stata che tutto è accaduto nella totale indifferenza dei passeggeri - scrive nel post - e alla mia accesa richiesta di trattare in modo umano i due mi è stato intimato in modo arrogante di tornare al mio posto perché si trattava di una normale operazione di polizia... Normale??? Sono riuscito comunque a rubate una foto! Fate girare e denunciate!".
L'esortazione del filmaker è diventata realtà: quella immagine ha fatto il giro dei Social network e dei siti idi informazione. E' diventata un caso. Tutti si sono accorti di quello ceh accade da anni: le espulsioni - non solo in Italia - si fanno utilizzando metodi coercitivi. Tanto che in passato (era il 1998, in Belgio) una donna ha perso la vita. Si chiamava Semira Adamu ed era una ragazza di 20 anni nigeriana.
Ora, però, tutti si dicono sconcertati. Il presidnete della Camera Gianfranco Fini ha raccolto l'invito di numerosi deputati e ha chimato "il governo a riferire urgentemente". Il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi non è sceso nei particolari e si è limitato a dire che "le persone andrebbero sempre trattate bene". Sì, ma come ha detto la polizia quella era una "normale operazione, un'operazione "di routine"...
Intanto il Dipartimento di Pubblica sicurezza ha diramato una sua versione: i due ragazzi - probabilmente algerini - erano atterrati per uno scalo tecnico a Fiumicino, avevano un volo prenotato per instanbul ma si sono rifiutati di partire. Per due volte li hanno invitati a tornare in tunisia o a proseguire per Istanbul, e per due volte hanno rifiutato. Finché è stato deciso l'accompagnamento verso il paese di provenienza, cioè la Tunsia. I due uomini però si sono opposti, morsi e sputi, poi hanno cominciato (tutti e due?) a perdere sangue dalla bocca. Per questo è stata usata la mascherina sanitaria, che si vede penzolare sul petto dell'uomo. E dello scotch "per fissarla". Che poi sarebbe stato tolto una volta decollato l'aereo.
Il Capo della polizia Manganelli ha chiesto una "relazione dettagliata".

4 commenti:

brunaccio ha detto...

Come nella canzone 'ma come fanno i marinai', con la differenza che i marinai non subivano umiliazioni del genere.

La questione dei clandestini ha di fatto reso il nostro sistema giuridico una sorta di diritto romano, che si applicava solo per i cittadini romani mentre per gli altri vigeva la legge della sottomissione. Probabilmente però prendere la cittadinanza romana era più facile...

Non dico che la magistratura sia mandante di situazioni allucinanti come questa -e di cui credo ce ne siano di analoghe in ogni struttura detentiva e per qualunque nazionalità, visto che nelle detenzioni di qualsiasi tipo il diritto conta poco e conta soprattutto la rete di relazioni che si hanno all'esterno come tutela di soprusi- e penso che la responsibilità sia della polizia, ma certamente è al corrente (o non vuole esserlo) e l'opinione pubblica di fatto si disinteressa.

Ma penso che questa deriva sia figlia diretta dello status del reato di clandestinità, concetto assurdo e che segrega, così come le tutele nelle detenzioni siano percepite meno gravi proprio per lo status ghettizzante ed infamante del recluso, ancor più dimenticato ove psichiatrico.

Due situazioni paradossali che tendono ad annullare tutte le tutele giuridiche, per quel poco che già valgono...

brunaccio ha detto...

CORREZIONE

Nella terzultima riga è 'le mancate tutele', e sarebbe meglio dire 'le violenze'.

Massimo Campus ha detto...

No, peggio di un pacco postale.
Nel caso specifico gli sbirri hanno affermato che non si trattava di rimpatrio forzato perchè clandestini ma di respingimento alle frontiere....Voglio proprio vedere se avrebbero usato il medesimo metodo con un cittadino americano indesiderato...
Ma insomma, non prendiamoci in giro e non facciamo gli ipocriti: i più si scandalizzano quasi scoprissero ora di vivere in un regime mediatico e parafascista.
Il marcio sta all'origine: i CIE. Dai quali si viene rimandati a casa impacchettati come salami. Il metodo usato è sempre stato questo, non è una novità. La novità è l'indifferenza dimostrata dai passeggeri di quel volo aereo. Cosa impensabile non troppi anni orsono. Il che significa che il lavoro di smembramento del tessuto connettivo della società italiana è ormai compiuto. Un tessuto, passatemi il termine, persino interclassista che avrebbe impedito solo pochi anni fa, a quell'aereo persino di decollare. Non sono tanto preoccupato dalla violenza gratuita degli sgherri di regime ma piuttosto del silenzio degli onesti. Di coloro che su quell'aereo hanno girato la testa, di coloro che non si sono sentiti ribollire il sangue di fronte ad un simile spettacolo.
Di coloro che passando davanti ad un carcere, ad un centro di espulsione, continuano indifferenti a pensare ai fatti loro, non passandogli nemmeno per la mente che dietro quelle mura c'è umanità, storie, vita, affetti, desideri, speranze infrante, sofferenza, lacrime ed a volte morte.

E se ci fossimo noi rinchiusi la dentro? O su quell'aereo?

brunaccio ha detto...

Parole sante, Ilic, così come azzeccatissimo è il riferimento a Luther King ('il silenzio degli onesti') che ci sta a pennello.
Nella società odierna, inondata dalla versione all'amatriciana del mito americano e involgarita dal berlusconismo, i diritti sono tantopiù tutelati quantopiù si ha buona reputazione sociale, la quale peraltro si basa su convenzioni spesso anche immorali.
Visto che si parla di un immigrato e fatte le debite proporzioni, il silenzio degli onesti è spiegabilissimo, ma fa paura perchè è proprio sul silenzio degli onesti che si sono costruiti i più sanguinari regimi fascisti e razzisti.