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martedì 18 settembre 2012

SABRA E SHATILA. PER NON DIMENTICARE





                                          

2 commenti:

Transit ha detto...

Tu hai visto.
Il tempo è sempre più lontano.

Tu hai sentito.
Il terreno sotto i corpi, umido.

Tu hai dimenticato.
Il freddo era glaciale, dentro.

Tu hai memoria.
Il lampo bruciò lo sparo, polvere.

Tu hai ricordi(chi ricorda chi).
La terra del nemico, terra del'amore.

Come i figli dei desaparesido, vani
delle nuove case e la fede, odio alieno.

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO.

Mi accorgo, man mano che la mia età si fa più adulta, che di episodi come questo, che ricalcano l'eliminazione fisica di un campo di concentramento e che Israele lasciò fare visto che controllava dall'alto il campo, sono sempre meno conosciuti e discussi e si parla di soli trent'anni fa. L'omicidio di Gemayel non ha assolutamente valore difensivo davanti ad una cosa del genere
Ricordare sempre ciò che accadde non è mero esercizio di museo, ma modo di conoscere la Storia per capire le tensioni del presente e capire i torti e le ragioni, visto che chi non sa scrivere la propria storia è destinato a farsela riscrivere da altri.
Dopo la splendida testimonianza poetica di Transit, io che non ho i suoi doni, linko una testimonianza storica, apparentemente discorsiva ma altrettanto forte.
Con Vittorio Arrigoni nel cuore.

http://www.misteriditalia.com/terrorismo-internazionale/libano/SabraeChatila(benAlofs).pdf