Testo

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domenica 16 settembre 2012

SUNDAY MAGAZINE





ALL ARE EQUAL FOR THE LAW
Fratelli di
Giorgiana Masi
Fabrizio Ceruso Walter Rossi
Figli della stessa madre
Figli della stessa rabbia
Testo trovato su http://www.testitradotti.it

Fumo nero copertone brucia
fumo nero copri le città
lo stesso fumo nel tempo
i cani in blu corrono sempre
otto ore di lavoro a Chiacago volevamo
il fumo colpiva il cielo
sei morti ci hanno dato
Wouned-knee, segnale nel cielo
l'abbiamo visto sporco di sangue
abbiamo visto bestie feroci
portare via i fratelli Rossi
Quanti polsi hanno stretto
le catene a stelle e strisce
turbe di cani feroci
scatenarsi contro i deboli
Fino a Hegueras lottiamo
con il "Che" ci hanno ammazzato
Sciacalli!
che paura che vi fanno i morti
Strade di Londra! Harlem! Soweto!
Siamo noi a San Salvador
abbiamo occupato l'Hotel Sheraton
adelante companroes
cosciencia y fucil, Venceremos!
Ancora fumo in Palestina
Pietre volano contro Israele
l'occupazione finirà!
Sventoliamo le nostre bandiere
il piombo assasino non ci fermerà!
1916, Londra assasina
bombarderà a Dublino l'esercito d'eroi
onore a chi lotta per la propria terra
esercito inglese i terroristi siete voi
Corri uomo corri
i cani inglesi inseguono la tua libertà
corri uomo corri
sopra le barricate, Irlanda libera!
All are equal for the law!
Toodos eguales frente la ley!
Tutti uguali per la legge!
Nero acre il fumo sale ancora:
all are equal for the law
"Tutti uguali", pensava Huey P. Newton
giudicato da una giuria di bianchi
Londra, Harlem, Belfast,
Soweto, Maranagua, Bilbao, Rivolte!
Per il tuo telegiornale
è un bel giuoco da vedere
Questa volta sale dalle scale
dalla porta non dal televisore
È un fumo forte
gridalo forte!
Sentirsi uguali
gridalo forte!
Pugni neri, bianchi, rossi o sporchi
dalle miniere della Thatcher
Pugni si levano!
Catene spezzano!
Fratelli nella lotta
Figli della stessa madre.
http://www.youtube.com/watch?v=oq4zAGzYa5s


FIGLI DELLA STESSA RABBIA
Forte il pugno che
colpirà
in ogni paese in ogni città
Chi cammina sopra ai corpi
violenta le culture cancella i ricordi
Forte il braccio che alzerà
la bandiera rossa della libertà
Come chi combatte sui monti
Testo trovato su http://www.testitradotti.it

con le scarpe rotte quando fischia il vento
Come Augusto Cesar Sandino
Montezuma y Camilo Torres
Come chi combatte col cuore
la causa dei poveri contro l'oppressore
Come Steven Biko, Hochimin
la comandante Clelia, Samora Machel
come el Che, Farabundo Martì
Figli della stessa rabbia
Come i Sioux e i Cheyenne,
Tupac Amaru e Simon Bolivàr
Come el Che, Farabundo Martì
Figli della stessa rabbia
http://www.youtube.com/watch?v=Xi7uMXQi5BQ
(Banda Bassotti)







CONTRIBUTO DI TRANSIT

Soltanto il tempo
Dell’anestesia.

Infiammato di freddo.

E nella solitudine
Dello spazio a gomito,

Tra una scena e l’altra,
Il tempo sobillerà il vento.

E le pendule foglie.
Definirsi eterno divenire.

E il tempo sorriderà.
Appena l’adesso.

L’amore non ha tempo.
E brucerà la volta celeste.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO.

Ovviamente questo post, che indica la lotta antimperialista organizzata dalla coscienza politica degli ultimi anni, nasce in occasione degli eventi occorsi per la rabbia e la furia delle masse islamiche.

Da più parti ho sentito i consueti strali alle religioni monoteiste, viste come causa e motore di violenze e sopraffazioni.
Io credo che la Storia abbia ormai visto come superato questo clichè illuminista, adatto fino all'800.
Se vediamo il '900, notiamo che le due più allucinanti e violente carneficine del secolo, ovvero le due guerre mondiali (la seconda comprensiva di lager, bomba atomica e terrorismo sui civili) sono state scatenate in seno alla civilissima Europa senza alcuna motivazione, nemmeno di tipo sovrastrutturale, di tipo religioso.
Credo che sia tempo di abbandonare visioni di tipo idealista e ricordarsi sempre che ogni ideologia, religione compresa, prende le forme e i modi dei rapporti socioeconomici in cui si sviluppa.
L'antireligiosità di tipo illuminista, si badi bene, è l'ideologia attraverso cui la borghesia in ascesa vuole eliminare le strutture feudali e tradizionaliste, basate sul cristianesimo, che la ostacolano, ma stiamo attenti a non farne un dogma.
E lo stesso Marx, nel famoso passo della 'religione oppio dei popoli', mostra un discorso molto più acuto dell'antireligiosità illuminista prima e dall'illuminismo ereditata dal fenomeno positivista.
L'alienazione religiosa sta nel fatto che trasferisce la soluzione allo sfruttamento nell'aldilà alienando le lotte concrete, ma la motivazione di fondo non è negativa ('La religione è il sospiro della creatura oppressa, è l'anima di un mondo senza cuore, di un mondo che è lo spirito di una condizione senza spirito') e soprattutto il modello ideologico di riferimento è il cristianesimo, visto che altre religioni hanno presupposti diversi.
Certo, un'umanità razionale e sviluppata saprà un giorno forse liberarsi delle forme religiose più terrene e superstiziose, ma invito a fare attenzione a non cadere nella trappola: il motore delle guerre e della violenza è il capitalismo e la ricerca di nuovi mercati da aprire, di risorse da prosciugare e di mano d'opera a basso costo da sfruttare.
Il resto è sovrastruutura.

Anonimo ha detto...

e dai tempi delle Twin Tower che sento semrpe lo stesso mantra, scontro di civiltà, fanatismo religioso, tolleranza ecc. e spesso ci si abbocca e si finisce nel triste gioco dei buoni e cattivi (difficile non farlo se una - due generazioni intera crescono con questo tipo d'informazione)
Poi cn l'andare del tempo t'imbatti sempre in persone o documenti vari che ti fanno capire come funziona il gioco
Vero che giustamente si posso criticare degli aspetti della cultura mussulmana salvo poi "piangere" e fare grandi comiati quando muore Giovanni Paolo II il papa della trasformazione della dipolomazia, quello che diceva (in Africa) che il preservativo non va usato (africa continente devastato dal'aids)e successivamente le redini del gradne circo vaticano vengono consegnate a Ratzinger (celebre il suo discorso a Ratisbona).
Che tipo di sviluppo ci dovrà essere per far si che l'umanità tutta si liberodel giogo molte volte opprimente della religione?
EDOARDO

Anonimo ha detto...

SEMPRE BRUNACCIO

Edoardo, sono d'accordissimo col tuo commento.
L'ultima domanda vale un milione di dollari.
Io credo che la religione vada combattuta, nei modi e nelle forme consoni alla sensibilità di chi le subisce, quando si mostra ostile all'uguaglianza e ai diritti ( e sappiamo bene come i monoteismi abramitici siano stati autori di massacri verso i diversi, cattolicesimo tra i primissimi) ma non è un problema immediato e importante la fine della religione ora e subito.
L'estinzione naturale delle religioni nelle loro forme di dominazione sociale si potrà avere solo con un'umanità libera dal bisogno (e dunque dalle reazioni di arroccamento tradizionalista), capace di studiare scienza, filosofia, letteratura e tutti quei saperi che coltivano il dubbio, anticorpo fortissimo verso il dogmatismo, che è il cuore pulsante dei monoteismi, e la conoscenza della diversità umana farà un bel lavoro contro i tradizionalismi.
Credo che, mutatis mutandis, ciò possa valere un po' per tutte le religioni organizzate.
Ma, vista la situazione, se ciò avverrà, avverrà tra qualche millennio, per cui credo che sia meglio rivedere le priorità: non fine della religione ma implementazione, ove vi siano le condizioni socioeconomiche, della laicità...e nei Paesi del Terzo e del Quarto mondo come precondizione fondamentale, la possibilità di gestire le proprie risorse attraverso un'istruzione di massa. ma gli unici che potrebbero avere i prerequisiti per fare questo nel Terzo e Quarto mondo, cioè i comunisti, sono stati già massacrati proprio da quei regimi (Gheddafi, Khomeini e tanti altri) che gli americani stessi hanno giudicato meno pericolosi dei comunisti. Si è però già visto come il cpitalismo non riesca sempre a controllare i suoi fenomeni (appunto, Iran, ma lo stesso fondamentalismo saudita wahabita, nonchè l'arrocamento tradizionalista in Afghanistan nella lotta contro l'URSS), per cui bisogna sempre prima puntare al cambio di condizioni economiche e politiche.
Certo, noi qua possiamo far ben poco: ma mantenere alto il livello di guardia contro le parole d'ordine fittizie che giustificano il dominio capitalista (ovvero categorie come 'democrazia, usata dal capitale come variabile dipendente dal mercato, versus dittatura..sirena per privatizzare le risorse; fanatismo religioso come indice di basso sviluppo economico, cosa non vera, come si è detto ieri visto che gli USA sono la capitale dei fondamentalismi cristiani protestanti)e dunque stare informati e sul pezzo, non può che farci bene, non fosse altro come categoria utile ad interpretare la 'guerra del capitale contro l'umanità' che ormai il capitale finanziario di origine statunitense (e che trova in Monti il suo missus dominicus) ha portato anche qua da noi.

Transit ha detto...

Ombre



Il potere materialista dell’ombra.
E delle gambe in marcia nemmeno l’ombra.
Ombra su ombra si staglia il mondo delle ombre.

L’uomo è l’ombra di se stesso.
Ne è segretamente cosciente; e, tace, nell’ombra.
Certo, l’ombra ha fatta strada. Nel marcio il paese marcio,

l’ombra è viva. Opulenta. Amicale. Danarosa. E, sarcastica:
persino coraggiosa, molto. Si veste e si riveste e poi parte.
L’ombra che ammalia, dispensa, ti colma con briciole di potere.

L’elenco dei bisogni e delle necessità:

La base.
E i mattoni.
Le stanze dei bambini.

La cucina abitabile
La sacra famiglia disunita, ma impareggiabile.
I mezzi di trasporto costosi, ma per le masse delle periferie.

La scuola, tu, il primo della classe.
I vestiti, le scarpe e l’ombrello.
Centodieci e lode, senza colpo ferire.

L’amore, la bulimia, l’anoressia.
Il lavoro, la carriera, sgomitare, scavalcare.
Vada a farsi fottere la critica allo stato delle cose presenti.

(ma tu ‘o tieni ll’urdemo aiphone e ‘e sorde e tieni ‘e sorde assai?)

Devi passare ‘nu guaio niro, ma niro comm’a cchè.
Ah, non dimenticare di andare a messa, confessarti e pregare.
Le ombre non vivono di solo pane, companatico e un bianchetto.

Transit ha detto...

Soltanto il tempo
Dell’anestesia.

Infiammato di freddo.

E nella solitudine
Dello spazio a gomito,

Tra una scena e l’altra,
Il tempo sobillerà il vento.

E le pendule foglie.
Definirsi eterno divenire.

E il tempo sorriderà.
Appena l’adesso.

L’amore non ha tempo.
E brucerà la volta celeste.

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO.

Grande Transit, number one!!!
Questa seconda poesia mette i brividi, metterla stasera o domani sul post, sarà un piacere ed un onore.
Vi devo salutare per un po', a rileggerci.