Venerdì 19 Ottobre la Corte d'Appello di Roma ha respinto il ricorso della Fiat e disposto un piano di reintegro “immediatamente esecutivo” per 145 operai dello stabilimento di Pomigliano d'Arco iscritti alla Fiom.
Il ricorso dell'azienda torinese si riferiva alla condanna per comportamento discriminatorio disposta dal Tribunale di Roma il 21 Giugno scorso. A tale data, infatti, su 2.093 assunti da Fabbrica Italia Pomigliano nessuno risultava iscritto alla Fiom. Si tratta della seconda bocciatura per Fiat che già il 13 Agosto aveva visto respinto il suo ricorso per sospendere l'esecutività della sentenza.
Adesso, dei 145 lavoratori da riassumere, 19 dovranno essere reintegrati entro 40 giorni poiché l'azienda non aveva sollevato nessuna riserva sulla loro idoneità, mentre per gli altri 126 ha tempo 180 giorni, selezionandoli sulla base dell'elenco che sarà fornito dalla Fiom.
Tra le motivazioni alla base della sentenza la Corte si sofferma sul fatto che il “principio di non discriminazione” e la “libertà della iniziativa economica” invocata dalla Fiat non possono essere messe in contrapposizione perché il diritto a non essere discriminati per le proprie convinzioni personali, tra le quali la libertà di scegliere liberamente il sindacato a cui aderire, è posto a presidio della dignità umana anche nel rapporto di lavoro.
E se da un lato Fiat annuncia l'ennesimo ricorso in Cassazione, dall'altro la Fiom chiede di procedere adesso con le riassunzioni degli altri 2500 operai che, anche secondo l'accordo sottoscritto nel Dicembre 2010 tra Fabbrica Italia Pomigliano e le organizzazioni sindacali ad eccezione di Slai Cobas e della stessa Fiom, dovrebbero essere riassorbiti entro Luglio 2013, quando si esaurirà anche la cassa integrazione.
Il ricorso dell'azienda torinese si riferiva alla condanna per comportamento discriminatorio disposta dal Tribunale di Roma il 21 Giugno scorso. A tale data, infatti, su 2.093 assunti da Fabbrica Italia Pomigliano nessuno risultava iscritto alla Fiom. Si tratta della seconda bocciatura per Fiat che già il 13 Agosto aveva visto respinto il suo ricorso per sospendere l'esecutività della sentenza.
Adesso, dei 145 lavoratori da riassumere, 19 dovranno essere reintegrati entro 40 giorni poiché l'azienda non aveva sollevato nessuna riserva sulla loro idoneità, mentre per gli altri 126 ha tempo 180 giorni, selezionandoli sulla base dell'elenco che sarà fornito dalla Fiom.
Tra le motivazioni alla base della sentenza la Corte si sofferma sul fatto che il “principio di non discriminazione” e la “libertà della iniziativa economica” invocata dalla Fiat non possono essere messe in contrapposizione perché il diritto a non essere discriminati per le proprie convinzioni personali, tra le quali la libertà di scegliere liberamente il sindacato a cui aderire, è posto a presidio della dignità umana anche nel rapporto di lavoro.
E se da un lato Fiat annuncia l'ennesimo ricorso in Cassazione, dall'altro la Fiom chiede di procedere adesso con le riassunzioni degli altri 2500 operai che, anche secondo l'accordo sottoscritto nel Dicembre 2010 tra Fabbrica Italia Pomigliano e le organizzazioni sindacali ad eccezione di Slai Cobas e della stessa Fiom, dovrebbero essere riassorbiti entro Luglio 2013, quando si esaurirà anche la cassa integrazione.
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