da http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/13/blocco-lavoratori-coop-presidente-fine-settimana-rischiamo-scaffali-vuoti/412053/
Blocco lavoratori Coop. Il presidente: “Fine settimana rischiamo gli scaffali vuoti”
Lo sciopero a oltranza di Sincobas e Cisl mette in difficoltà il colosso della distribuzione alimentare. E' scontro interno tra i sindacati sul nuovo contratto imposto da Coop in accordo con Cgil. La protesta va avanti, ma tra due giorni la coop subentrante chiederà di accettare di diventare soci: "Chi non darà il consenso non sarà assunto"
Per la distribuzione di Coop Adriatica è il blocco totale. Dalle prime luci dell’alba di lunedì si stanno accumulando decine di tir di fronte al magazzino centrale del colosso cooperativo bolognese, un fatturato di due miliardi di euro e quasi 10mila dipendenti. Una situazione nata dall’iniziativa spettacolare e di forza dei SiCobas, che hanno picchettato gli ingressi dell’enorme deposito di Anzola nell’Emilia, in una sorta di replica di quanto già visto a Piacenza davanti ai cancelli Ikea.
“Iniziamo a risentire in modo consistente di questo blocco – spiega Adriano Turrini, presidente di Coop Adriatica – Rischiamo di arrivare a fine settimana senza prodotti nei centri commerciali. Domani, il 14 novembre, ci sarà sciopero e questo ci metterà ancora più in difficoltà. Se non si sbloccherà la situazione dovremmo cercare di utilizzare qualche altro magazzino, ma non in Emilia-Romagna, e con tutti i problema che può dare in questi casi la distanza”. Turrini, parlando dei tir fermi nel piazzale, parla di “imbottigliamento” e di camion che trasportano surgelati, “e questo già oggi inizia a diventare un problema”. Nel piazzale gli scioperanti parlano di milioni di danni per Coop, numeri che il numero uno di Coop Adriatica non conferma né smentisce, “ma certamente di danni ce ne sono”.
Una protesta, quella dei SiCobas, che ha scoperchiato il vaso di Pandora del magazzino centraledi Coop Adriatica. Non solo picchetti per bloccare l’entrata e l’uscita delle merci, e non solo “persone venute da fuori che hanno preso in ostaggio il magazzino”, come hanno spiegato i vertici Coop riferendosi alla protesta dei sindacati di base. Adesso ad Anzola è sciopero a oltranza, e per giunta proclamato dalla Fiscat-Cisl. “Avevamo già scioperato l’8 e il 9 novembre. Adesso abbiamo deciso per un nuovo sciopero. Chi ha firmato l’accordo per il cambio di appalto sappia che lo ha fatto senza rappresentare nessuno”. A Parlare è Malgara Cappelli, segretaria bolognese della Fiscat-Cisl. Un fulmine a ciel sereno visto che i suoi colleghi della Fit-Cgil hanno parlato di “proteste strumentali da parte dei Cobas”, e chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Soprattutto: una spaccatura clamorosa e inedita all’interno dello stesso sindacato, con due categorie che si fanno la guerra tra loro. Mentre una decide lo sciopero ad oltranza, l’altra chiede l’intervento dei Carabinieri. “Coop Adriatica ha giocato sporco – continua Cappelli – Ci ha escluso dalle trattative, ha firmato un accordo sotto banco solo con la Cgil, e con quello ha deciso di cambiare il contratto di riferimento per chi lavora nel suo magazzino”. Con tutta una serie di conseguenze, tra cui il passaggio di 150 lavoratori da dipendenti a soci lavoratori, “il venire meno delle garanzie date dal tempo indeterminato, e l’obbligo di corrispondere alla coop subentrante 2500 euro”.
Dopo una lunga giornata di trattative il voto in assemblea. Dentro i cancelli di Coop Centrale Adriatica una cinquantina di lavoratori. Fuori altrettanti, per continuare col picchetto. Al momento del voto la maggioranza dei votanti si esprime per il sì, ma ai lavoratori all’esterno non viene autorizzato l’ingresso per votare. “Questioni di ordine pubblico”, spiega a caldo Oriano Campini di Coop Centrale Adriatica. Tra venerdì e lunedì prossimo la coop subentrante chiederà ai lavoratori di aderire e accettare di diventare soci. “Chi non darà il consenso non sarà assunto“, spiegano le rsa della Fisascat-Cisl, per poi annunciare che la loro categoria ha già presentato diffida verso Centrale Adriatica ed è pronta a ricorrere al giudice per condotta antisindacale. I lavoratori annunciano di voler continuare con sciopero e picchetti. Ad essere contestato è il nuovo contratto, e “un periodo di prova di sei mesi introdotto di soppiatto nel testo finale”.
Blocco lavoratori Coop. Il presidente: “Fine settimana rischiamo gli scaffali vuoti”
Lo sciopero a oltranza di Sincobas e Cisl mette in difficoltà il colosso della distribuzione alimentare. E' scontro interno tra i sindacati sul nuovo contratto imposto da Coop in accordo con Cgil. La protesta va avanti, ma tra due giorni la coop subentrante chiederà di accettare di diventare soci: "Chi non darà il consenso non sarà assunto"

Per la distribuzione di Coop Adriatica è il blocco totale. Dalle prime luci dell’alba di lunedì si stanno accumulando decine di tir di fronte al magazzino centrale del colosso cooperativo bolognese, un fatturato di due miliardi di euro e quasi 10mila dipendenti. Una situazione nata dall’iniziativa spettacolare e di forza dei SiCobas, che hanno picchettato gli ingressi dell’enorme deposito di Anzola nell’Emilia, in una sorta di replica di quanto già visto a Piacenza davanti ai cancelli Ikea.
“Iniziamo a risentire in modo consistente di questo blocco – spiega Adriano Turrini, presidente di Coop Adriatica – Rischiamo di arrivare a fine settimana senza prodotti nei centri commerciali. Domani, il 14 novembre, ci sarà sciopero e questo ci metterà ancora più in difficoltà. Se non si sbloccherà la situazione dovremmo cercare di utilizzare qualche altro magazzino, ma non in Emilia-Romagna, e con tutti i problema che può dare in questi casi la distanza”. Turrini, parlando dei tir fermi nel piazzale, parla di “imbottigliamento” e di camion che trasportano surgelati, “e questo già oggi inizia a diventare un problema”. Nel piazzale gli scioperanti parlano di milioni di danni per Coop, numeri che il numero uno di Coop Adriatica non conferma né smentisce, “ma certamente di danni ce ne sono”.
Una protesta, quella dei SiCobas, che ha scoperchiato il vaso di Pandora del magazzino centraledi Coop Adriatica. Non solo picchetti per bloccare l’entrata e l’uscita delle merci, e non solo “persone venute da fuori che hanno preso in ostaggio il magazzino”, come hanno spiegato i vertici Coop riferendosi alla protesta dei sindacati di base. Adesso ad Anzola è sciopero a oltranza, e per giunta proclamato dalla Fiscat-Cisl. “Avevamo già scioperato l’8 e il 9 novembre. Adesso abbiamo deciso per un nuovo sciopero. Chi ha firmato l’accordo per il cambio di appalto sappia che lo ha fatto senza rappresentare nessuno”. A Parlare è Malgara Cappelli, segretaria bolognese della Fiscat-Cisl. Un fulmine a ciel sereno visto che i suoi colleghi della Fit-Cgil hanno parlato di “proteste strumentali da parte dei Cobas”, e chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Soprattutto: una spaccatura clamorosa e inedita all’interno dello stesso sindacato, con due categorie che si fanno la guerra tra loro. Mentre una decide lo sciopero ad oltranza, l’altra chiede l’intervento dei Carabinieri. “Coop Adriatica ha giocato sporco – continua Cappelli – Ci ha escluso dalle trattative, ha firmato un accordo sotto banco solo con la Cgil, e con quello ha deciso di cambiare il contratto di riferimento per chi lavora nel suo magazzino”. Con tutta una serie di conseguenze, tra cui il passaggio di 150 lavoratori da dipendenti a soci lavoratori, “il venire meno delle garanzie date dal tempo indeterminato, e l’obbligo di corrispondere alla coop subentrante 2500 euro”.
Dopo una lunga giornata di trattative il voto in assemblea. Dentro i cancelli di Coop Centrale Adriatica una cinquantina di lavoratori. Fuori altrettanti, per continuare col picchetto. Al momento del voto la maggioranza dei votanti si esprime per il sì, ma ai lavoratori all’esterno non viene autorizzato l’ingresso per votare. “Questioni di ordine pubblico”, spiega a caldo Oriano Campini di Coop Centrale Adriatica. Tra venerdì e lunedì prossimo la coop subentrante chiederà ai lavoratori di aderire e accettare di diventare soci. “Chi non darà il consenso non sarà assunto“, spiegano le rsa della Fisascat-Cisl, per poi annunciare che la loro categoria ha già presentato diffida verso Centrale Adriatica ed è pronta a ricorrere al giudice per condotta antisindacale. I lavoratori annunciano di voler continuare con sciopero e picchetti. Ad essere contestato è il nuovo contratto, e “un periodo di prova di sei mesi introdotto di soppiatto nel testo finale”.
3 commenti:
da contropiano.org
Picchetti da quattro giorni alla Coop Adriatica di Anzola nell'Emilia. I lavoratori si sdraiano sotto le ruote dei camion che volevano entrare, la polizia risponde identificando i manifestanti e riattivando il transito dei tir.
Un facchino portato in Questura, molti spintoni e una decina di persone in stato di fermo, poi rilasciate. “Li stiamo identificando, sono violenti”, ha detto la polizia. Loro, i facchini fermati, hanno raccontato di essere stati strattonati e poi trascinati via per i piedi mentre con un sit-in cercavano di fermare i tir che entravano da un accesso secondario. Sul posto è arrivata anche un’ambulanza per medicare alcune escoriazioni riportate da un paio di lavoratori.
Ad Anzola, sede del più grande magazzino di Coop Centrale Adriatica, il flusso merci è dunque ripreso parzialmente, mentre l’ingresso principale resta bloccato dal picchetto iniziato lunedì. Se i camion arrivano e ripartono, le attività del magazzino Coop restano paralizzate. Sarebbero circa 30 i lavoratori che oggi hanno timbrato il cartellino, su un organico complessivo di 180 persone. Fallita anche la trattativa tra SiCobas e azienda. “Non si sono smossi di una virgola”, hanno spiegato due sindacalisti. Confermato lo sciopero a oltranza indetto dalla Fisascat-Cisl: “Coop gioca sporco, ci esclude dalla trattativa e ora ci troviamo un contratto che prevede 6 mesi di prova durante i quali i facchini saranno licenziabili senza spiegazioni”.
Polizia e carabinieri sono arrivati alle sei di questa mattina al magazzino di Coop Centrale Adriatica, ad Anzola dell’Emilia , pochi chilometri da Bologna. “Dobbiamo liberare l’accesso ai camion, andatevene o vi denunciamo tutti”, ha spiegato un ufficiale in borghese. Di fronte a lui una sessantina di facchini del magazzino di Coop centrale Adriatica, che con il picchetto e lo sciopero paralizano da quattro giorni la distribuzione del gigante della cooperazione bolognese. A pochi metri dal picchetto due camionette di carabinieri in assetto anti sommossa, e tre di polizia. I facchini protestano, supportati da Fisascat-Cisl e Sicobas, contro il cambio di appalto e di contratto. “Abbiamo anni di esperienza e col cambio azienda ci chiedono sei mesi di prova in cui saremo licenziabili – spiegano – col nuovo contratto si abbasserà lo stipendio e dovremo dare alla nuova coop 2500 euro. Abbiamo paura di essere mandati a casa per motivi medici o per le nostre scelte sindacali“.
Mezz’ora dopo l’inizio della trattativa la polizia ha cercato di disperdere i manifestanti per dar modo ai camion della Coop di entrare e caricare la merce, visto che ormai i supermercati sono vuoti. Ma i manifestanti a quel punto si sono sdraiati sotto le ruote dei mezzi e hanno bloccato il primo tentativo.
Intanto, nonostante la parziale ripresa del traffico dei tir, la situazione inizia a farsi critica nei centri commerciali serviti dal magazzino di Anzola, il più grande d’Italia per Coop Adriatica. “I prodotti freschi li stiamo facendo arrivare da Cesena, già domani o dopodomani potrebbero mancare farina e alcuni tipi di pasta, ma nel caso li sostituiremo con prodotti di altri marchi”, spiega il responsabile della Coop del Centro Minganti, a Bologna. L’ufficio stampa della cooperativa racconta che molte merci stanno arrivando nel bolognese direttamente da San Vito sul Tagliamento e da Cesena, ma che “la situazione è molto seria”. Ai supermercati per il momento gli scaffali restano pieni, ma si stanno svuotando le scorte dei punti vendita, e ci sono grosse difficoltà nel reintegro dei prodotti venduti. Martedì 200 dipendenti di Coop Centrale Adriatica sono stati mandati a casa, perché in sede non c’era più niente da fare. Se anche i rifornimenti coop riprendessero appieno in giornata, gli effetti del blocco si vedrebbero solo sabato o lunedì. “Si chiama coda lunga della logistica, il magazzino è in tilt”, spiegano i camionisti che lentamente entrano nel parcheggio Coop.
SONO BRUNACCIO
Capisco che la cosa è tragica, ma vedere la CGIL che fa il sindacato giallo e la CISL quello di lotta in alleanza coi COBAS è veramente grottesco!
Siamo a livelli di contraddizione -o meglio di consociativismo col PD, vero partito della borghesia in ascesa- lampanti.
http://www.infoaut.org/index.php/blog/precariato-sociale/item/6096-facchini-coop-come-prosegue-la-lotta-intervista
Sabato pomeriggio ad Anzola dell'Emilia nel piazzale antistante al mastodontico magazzino di Centrale Adriatica i “facchini Coop” e i loro rappresentanti sindacali si sono riuniti in assembea per decidere come proseguire nella lotta.
La protesta dei facchini svoltasi con 4 giorni di sciopero e picchetti diretti ad impedire il blocco della circolazione delle merci era iniziata in seguito alla decisione di Coop Adriatica, in concerto con i sindacati confederali, di proseguire nell'ennesmo cambio d'appalto in favore di Aster Coop, cooperatva che si troverà a gestire il lavoro dei facchini, a condizioni fortemente peggiorative per gli stessi.
La scelta dei lavoratori di firmare o meno l'accordo è stata condizionata dal solito infame ricatto del “chi non firma è fuori” .
Consapevoli di lottare contro il gigante delle Cooperative emiliane ma determinati a proseguire i lavoratori hanno deciso di rientrare al lavoro per non perdere la loro garanzia occupazionale, riorganizzando la lotta dall'interno del loro luogo di lavoro.
da: http://www.infoaut.org
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