Testo

Tel. 3319034020 - mail: precariunited@gmail.com

giovedì 15 novembre 2012

SOLDATO BLU. DI ILIC.

"Polizia, chi stai difendendo? Chi è colui che colpisci a terra? Un ragazzo, uno studente, un operaio? E' quello il tuo compito? Ne sei certo? Non ti ho mai visto colpire un politico corrotto, un mafioso, un colluso con la stessa violenza. Ti ho visto invece scortare al supermercato una senatrice o sfrecciare in moto affiancato ad auto blu nel traffico, a protezione di condannati in giacca e cravatta, di cosiddetti onorevoli, dei responsabili dello sfascio sociale che invece di occuparsi dello Stato si trastullano con la nuova legge elettorale per salvarsi il culo e passano le serate nei talk show. Di improbabili leader a cui non affideresti neppure la gestione di un condominio che partecipano a grotteschi confronti televisivi per le primarie. Loro "non tengono" vergogna, tu forse sì. Lo spero. Soldato blu, tu hai il dovere di proteggere i cittadini, non il Potere. Non puoi farlo a qualunque costo, non scagliando il manganello sulla testa di un ragazzino o di un padre di famiglia. Non con fumogeni ad altezza d'uomo. Chi ti paga è colui che protesta, e paga anche coloro che ti ordinano di caricarlo. Paga per tutti, animale da macello che nessuno considera e la cui protesta, ultimo atto di disobbedienza civile, scatena una repressione esagerata. Soldato blu, ci hanno messi uno contro l'altro, non lo capisci? I nostri ragazzi non hanno più alcuna speranza, dovranno emigrare o fare i polli di allevamento in un call center. Tu che hai spesso la loro età e difendi la tua posizione sotto pagata dovresti saperlo. E' una guerra, non ancora dichiarata, tra le giovani generazioni, una in divisa e una in maglietta, mentre i responsabili stanno a guardare sorseggiando il tè, carichi di mega pensioni, prebende, gettoni di presenza, benefit. Soldato blu non ti senti preso per i fondelli a difendere l'indifendibile, a non schierarti con i cittadini? Togliti il casco e abbraccia chi protesta, cammina al suo fianco. E' un italiano, un'italiana come te, è tuo fratello. è tua sorella, qualche volta, come ieri per gli operai del Sulcis, un padre che ha sputato sangue per farti studiare. Sarà un atto rivoluzionario."
Non è farina del mio sacco, naturalmente. L'avrei scritta diversamente, magari ci avrei fatto un pò di analisi di classe, un pò di sofismi sugli sbirri al servizio del capitale. L'ha scritta Beppe Grillo invece, il nuovo nemico, l'antipolitico, quello al servizio delle destre. Sarà, ma perchè a dirlo dev'essere solo lui? Sapete perchè non vinciamo più? Perchè la cosiddetta sinistra si occupa di primarie, di regole, di rispetto della legalità, e simili puttanate. E queste cose non le dice più.E così ci pensano i soldati blu a difendere la legalità, quella delle leggi come l'ultima sul lavoro e sulle pensioni. A massacrare il futuro di milioni di esseri umani
Io sto con chi prende le botte, sempre, per principio.
E ricordo però, a chi storce la bocca sull'invito di Grillo ai poliziotti (schieratevi dalla nostra parte) che Lenin descrisse precisamente le tre condizioni affinchè potesse verificarsi una rivoluzione: Il progressivo ridursi degli spazi di democrazia, una crescente forbice tra le condizioni di vita delle classi più abbienti e quelle popolari, ed infine (la più importante) l'esercito e le forze dell'ordine dalla propria parte....
Sulle prime due siamo tutti d'accordo.... sulla terza? Che Grillo sia diventato leninista? Non mi pare, siamo noi che non lo siamo più.
Io a votare non ci vado, sto diventando anarchico, ma certo non posso biasimare chi farà la scelta di rottura come quella di Grillo. Muoia sansone con tutti i filistei.

(Ilic)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO.

Riflessione interessantissima, che apre un ventaglio di spunti potenzialmente infinito.

Inizierei dal discorso della terza condizione di Lenin, che poi alla fine è quello che ci interessa maggiormente.
E' verissimo che senza le polizie e gli eserciti non si fanno le rivoluzioni ma si finisce morti ammazzati (dalle polizie e dagli eserciti stessi...), ma va aggiunto che solitamente il passaggio di questi corpi dello Stato verso i rivoluzionari avviene attraverso il passaggio delle classi proletarie e successivamente a questo.
Quando tu egemonizzi il proletariato -comunque lo si chiami oggi- c'è un fenomeno di diffusione sociale 'contagiosa' che può arrivare agli sbirri, mai il contrario visto che, affinchè gli sbirri prendano coscienza di essere proletari, deve esserci, appunto, prima un proletariato rivoluzionario cosciente.
E' dunque uno il nodo mancante: l'assenza nei movimenti del proletariato organizzato.
Per cui, in questo preciso momento, la presa di coscienza della polizia la vedo molto lontana, e aggiungo che, analizzandola da marxisti e non da grillini, il problema cruciale rimane sempre lo stesso: l'assenza delle classi subalterne legate al lavoro materiale e fisico.
Sull'esercito, con la fine del militare di leva e l'inizio di quello professionista, la cosa è anche più complessa, ma non aggiungo nulla di più per motivi di brevità e perchè penso che ognuno possa trarre facilmente le conseguenze di questa premessa.

Su Grillo.
Qua si è già detto molto spesso, e giustamente, che la forza di Grillo è direttamente proporzionale alla vergognosa assenza della sinistra.
E, facendo miei i pensieri di un compagno ieri, dico che mentre Grillo andava con queste affermazioni, Vendola si lamentava della 'violenza' che 'opacizza una giornata straordinaria.
Ecco, penso che non ci sia altro da aggiungere...

Concluderei con due considerazioni.

Una sulle violenze poliziesche di Roma.
L'attacco del Capitale transazionale ci sta rendendo un Paese da terzo mondo ed è meccanico il fatto che anche la polizia si adegui adottando metodi da terzo mondo.
Per cui, detto francamente, io credo che sia da aspettarsi un progressivo innalzamento della violenza poliziesca, in Italia come in tutti i PIGS (lascio fuori la I dell'Irlanda perchè in quel Paese la situazione, vista anche la dominazione coloniale inglese tuttora vigente al Nord, la situazione è leggermente diversa).

L'altra sulla presenza di tanti giovanissimi, in Ancona ieri come ovunque.
I ragazzini di 15 o 16 anni hanno genitori sui 45....beh sono le fasce che probabilmente hanno accusato maggiormente la crisi: un 45enne licenziato o in cassa integrazione è molto più debole di un adulto o di un anziano che ha accumulato qualcosina nell'epoca pre-crisi.
Va da sè che spesso i ragazzini subiscono immediatamente gli effetti della contrazione nella loro quotidianità, e che dunque si accorgono in modo percepibile e diretto del problema, anche prima di avere gli strumenti per analizzarlo.
Peccato che, a muovere il passaggio dalla percezione all'analisi, non ci sia una forza organizzata realmente antagonista che non siano i movimenti, che, proprio perchè movimenti, non sono un'organizzazione strutturata di classe.
Ma tanto c'è Vendola...

Massimo Campus ha detto...

Suggerisco rapidissimamente un paio di questioni su cui occorrerebbe ragionare:
- Lenin affermò le cose che ho detto ma la rivoluzione bolscevica fu fatta in un paese che era preminentemente agricolo, che aveva da poco abolito il servaggio della gleba e che aveva un'industria quasi inesistente. Come abbia fatto Stalin, nei decenni seguenti, a costruire tutta l'impalcatura sul proletariato che prende il potere è un mistero....
In nessuna parte del mondo è MAI stata fatta una rivoluzione comunista in uno stato a borghesia avanzata ed industrialmente evoluto.
-Le praterie del pensiero marxista, cari ragazzi, sono ancora tutte da percorrere, come si vede.
- Pasolini su Valle Giulia parteggiò per i poliziotti, perchè avevano davanti figli della borghesia e loro erano proletari.
Oggi da che parte starebbe Pasolini? Ricordo che il Pci fu sempre dalla parte dei poliziotti, e che tutte le botte che abbiamo preso le abbiamo prese dalla "polizia democratica" e dai servizi d'ordine della CGIL.

A presto.

Anonimo ha detto...

Questa notte ho visto immagini in tv e titoli della stampa, ovviamente (apprte due tre testate " il Manifesto", "il Fatto Quotidiano e "Pubblico") i giudizi erano unanimi sui violenti e le violenze guarda caso SEMPRE e SOLO da una parte, per non parlare poi della testa locale più importante "il Corriere Adriatico" che tende a gettare fango su una grandiosa giornata LOCALE di movimento
Il risultato è una comunicazione forviante con la tattica della demolizione che dall'alto tende a contagiare le masse, si proprio quelle masse che da noi fungerebbero da motore rivoluzionario, il risultato è garantito Movimento sminuito additato a "FANCAZZISTI VIOLENTI", mentre l'aspetto più importante di ciò che è accaduto ieri in tutta europa il quale è scarsamente accennato è un dato partecipativo e sociologico non sottovalutabile è una rabbia generale generato da un costante attacco del capitale (sempre più finanziario) su ogni singola individualità e ieri il RISE UP è stato generalizzato EUROPEO ED EUROPEISTA.
A mio giudizio ieri chiunque è andato in piazza e poi a visto le immagini in tv SI SIA SENTITO PER LA PRIMA VOLTA EUROPEO anche se in tasca no teneva nemmeno un centesimo.
La Tonnara di Roma è stata poi mascherata dagli scontri avvenuti nella capitale e in giro per il NOSTRO TERRITORIO, coprendo così un altra DIAZ questo giro a cielo aperto (dove sono i così tanto biasimati diritti civili??)
Concludo questo pour-pourri di suggestioni personali e retoriche con una mia considerazione
E' vero probabilmente la rivoluzione mai la faremo e mai avverrà nel nostro sistema economico mondiale ma sta a noi gettare le basi per anche un micro cambiamento locale, il processo sarà lungo faticoso e probabilmente ricco di contraddizioni interne ma la base posta dalla giornata di mobilitazione europea è solida e noi dobbiamo potenziarla...
EDOARDO

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO.

Pure io mi riservo di intervenire nuovamente a fondo, penso domani chè oggi ho un po' da fare, in quanto le questioni sono molto interessanti.

Lascio solo un paio di spunti.

Ha ragionissima Ilic sulle mancate rivoluzioni nei Paesi a capitalismo avanzato, e a ragionare sui perchè possiamo starci, anzi dovremmo starci, un sacco.
Per il momento domando: la polizia e l'esercito della Russia pre rivoluzione di ottobre, erano paragonabili a quelli odierni?

Fece bene Pasolini a prendere le parti dei poliziotti? Non stona -questo è sempre stato il mio dubbio- tutto ciò col concetto di 'esercito di riserva', e col discorso marxiano per cui è il ruolo nella catena produttiva, e non meramente i soldi che si hanno in tasca, a determinare per buona parte il ruolo sociale?


Concordo sul PCI degli anni '70 e dei sindacati, ma anche questo sarebbe meritevole di una riflessione lunga e in qualche modo collegata al discorso delle mancate rivoluzione nei paesi a capitalismo avanzato.

Sperando in nuovi spunti di Ilic o di altre compagne e compagni, ci sentiamo presto, penso domani che avrò più tempo.