postiamo quest'articolo come primo post dell'anno, un riconoscimento ai compagni del comitato disoccupati e precari di Livorno e un promemoria per tutte le strane vicende, da qualche tempo sempre più frequenti, legate al mondo coop..rimaniamo sintonizzati e buon anno a tutti..
Capodanno di solidarietà e lotta per il comitato Livornese disoccupati e precari
oggi 31 dicembre 2012 il comitato disoccupati e precari ha svolto un'azione di solidarietà nei confronti dei dipendenti Coop in sciopero.
Verso le 16 una trentina di componenti del comitato si è presentato all'interno del supermercato a Porta a terra e dopo aver riempito i carrelli della spesa una volta alle casse hanno messo in scena una protesta pacifica bloccando simbolicamente il normale lavoro delle cassiere. La manifestazione si è protratta per circa un ora contemporaneamente in tutte le casse provocando la chiusura di alcune di esse e diverse code.
Dopo alcuni minuti è intervenuta la sicurezza e lo stesso direttore del supermercato visibilmente contrariato. Alcuni manifestanti sono stati minacciati. Anche la Polizia non è voluta mancare all'appuntamento nonostante non vi siano stati momenti di tensione.Il nostro gesto voleva essere una dimostrazione di solidarietà nei confronti di decine di lavoratori e lavoratrici che si troveranno senza lavoro a causa di una azienda che ha deciso unilateralmente di non rispettare gli accordi sindacali licenziando di fatto 40 dipendenti.
Oltretutto bisogna sottolineare come gli stessi dirigenti Ipercoop abbiano portato avanti una strategia di intimidazione nei confronti dei dipendenti cercando di obbligarli ad andare a lavorare nonostante lo sciopero.
Nessuno di loro poteva essere precettato.
Come comitato andremo avanti con le nostre battaglie e le nostre lotte per il reddito contro la precarietà e la disoccupazione. La solidarietà è un'arma fondamentale. Siamo a fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici che ogni giorno cercano di resistere e lottare per la loro vita e la loro dignità.
Comitato Livornese disoccupati e precari
Tutti i giovedì ore 18 presso l'ex Caserma Occupata in Via Adriana 16
Capodanno di solidarietà e lotta per il comitato Livornese disoccupati e precari
oggi 31 dicembre 2012 il comitato disoccupati e precari ha svolto un'azione di solidarietà nei confronti dei dipendenti Coop in sciopero.
Verso le 16 una trentina di componenti del comitato si è presentato all'interno del supermercato a Porta a terra e dopo aver riempito i carrelli della spesa una volta alle casse hanno messo in scena una protesta pacifica bloccando simbolicamente il normale lavoro delle cassiere. La manifestazione si è protratta per circa un ora contemporaneamente in tutte le casse provocando la chiusura di alcune di esse e diverse code.
Dopo alcuni minuti è intervenuta la sicurezza e lo stesso direttore del supermercato visibilmente contrariato. Alcuni manifestanti sono stati minacciati. Anche la Polizia non è voluta mancare all'appuntamento nonostante non vi siano stati momenti di tensione.Il nostro gesto voleva essere una dimostrazione di solidarietà nei confronti di decine di lavoratori e lavoratrici che si troveranno senza lavoro a causa di una azienda che ha deciso unilateralmente di non rispettare gli accordi sindacali licenziando di fatto 40 dipendenti.
Oltretutto bisogna sottolineare come gli stessi dirigenti Ipercoop abbiano portato avanti una strategia di intimidazione nei confronti dei dipendenti cercando di obbligarli ad andare a lavorare nonostante lo sciopero.
Nessuno di loro poteva essere precettato.
Come comitato andremo avanti con le nostre battaglie e le nostre lotte per il reddito contro la precarietà e la disoccupazione. La solidarietà è un'arma fondamentale. Siamo a fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici che ogni giorno cercano di resistere e lottare per la loro vita e la loro dignità.
Comitato Livornese disoccupati e precari
Tutti i giovedì ore 18 presso l'ex Caserma Occupata in Via Adriana 16
4 commenti:
SONO BRUNACCIO
Ottima azione e grande sinergia.
Complimenti ai compagni, la solidarietà è un'arma.
da senzasoste.it - 22/12/2012)
E' giusto lavorare in un'azienda per quasi 10 anni con contratti a termine e poi essere mandati a casa? Ovviamente no, ma ancora più ingiusto è il fatto che l'azienda in questione (la Coop), per giustificare il licenziamento di una ventina di precari (quasi tutte donne) dei negozi di Livorno e provincia utilizzi argomentazioni che i sindacati definiscono "false e intellettualmente disoneste". Sindacati (Cgil Cisl e Uil) che hanno indetto uno sciopero per il prossimo 31 dicembre, al quale ha aderito anche Usb.
Nel presidio/conferenza stampa che i sindacati hanno tenuto questa mattina fuori dal negozio Coop di via Settembrini a Livorno, sono stati distribuiti comunicati che inchiodano Unicoop Tirreno di fronte alle sue responsabilità. "La Direzione della Coop - si legge nel comunicato di Cgil-Cisl-Uil - ha disatteso gli accordi, negando sia la trattativa che le assunzioni, mancando alla parola data nei confronti dei lavoratori e rispondendo con atteggiamenti padronali ad una oggettiva difficoltà di mercato: taglio dei costi, del personale e del servizio."
Ancora più duro il comunicato di Usb.
"Il nostro pensiero in questi giorni va alle colleghe e ai colleghi che si troveranno a trascorrere le festività natalizie con l’angoscia di non rivedere più il proprio posto di lavoro, quello per cui hanno dato tanto in tutti questi anni. L’azienda ha deciso infatti di non rispettare gli accordi che prevedevano la loro assunzione a tempo indeterminato dal 1 gennaio 2013.
L’azienda - prosegue il sindacato di base - in un comunicato di risposta sta sostenendo che si era dichiarata disponibile a valutare il problema delle stabilizzazioni nei prossimi mesi, ma omette alcuni aspetti fondamentali, col solo fine (ancora una volta) di difendere la propria immagine davanti ai dipendenti e all’opinione pubblica dicendo cose false e intellettualmente disoneste.
CONTINUA
La prima cosa che l’azienda NON dice nel comunicato è che c’erano accordi già firmati che la impegnavano sulle stabilizzazioni. Un’omissione non proprio di poco conto.
La seconda cosa che l’azienda omette è che questi lavoratori e lavoratrici hanno già da tempo oltrepassato il limite di legge per l’assunzione obbligatoria (36 mesi). E non di poco, visto che ci sono numerosi casi di lavoratrici che hanno superato i 50-55 mesi di lavoro (!) con contratti a termine, con anzianità di servizio anche di 8-9 anni. Non male per una Cooperativa che non perde mai occasione per definirsi “rispettosa” dei diritti dei lavoratori e delle leggi.
La terza omissione riguarda un aspetto che forse non molti sanno, ossia i tempi legati al cosiddetto “Collegato Lavoro”.
In pratica, con le nuove norme, un lavoratore che vuole impugnare un contratto ha solo 60 giorni di tempo. Quindi quando l’azienda dice che avrebbe valutato le stabilizzazioni nei prossimi mesi, sa già che a quel punto i precari non sarebbero più in tempo per chiedere l’assunzione di legge davanti ad un giudice, e dunque sarebbero fuori per sempre. Un giochino che fra l’altro hanno già fatto in passato con altri precari."
Cgil-Cisl-Uil rincarano la dose, giudicando il comportamento di Unicoop Tirreno come "inaccettabile da parte del sindacato e dei lavoratori poiché la questione è legata da impegni sottoscritti dalla Cooperativa stessa e supportata da diritti di legge già esigibili." E ancora Usb conclude: "Nel comunicato aziendale la Cooperativa si definisce, loro parole testuali, “un’impresa solida e ben capitalizzata” (infatti apriranno un nuovo punto vendita a Livorno nel corso del 2013). Un’impresa solida non può cacciare in questo modo dipendenti che, per la Cooperativa, hanno dato l’anima in tanti anni di lavoro."
Periodo difficile dunque per la Coop nel rapporto con i propri lavoratori, visto anche che nelle settimane scorse aveva dovuto rispondere alle polemiche provocate da una lettera scritta da alcune dipendenti Coop del Lazio a Luciana Littizzetto, testimonial dello slogan "La Coop sei tu", con la quale denunciavano le loro pessime condizioni di lavoro. Risposte con cui la Coop indossa sempre la maschera dell'azienda perfetta e immacolata, ma che stridono con una realtà dei fatti che parla di un mondo fatto di precariato infinito, condanne per condotte antisindacali (come quella emessa qui a Livorno nel 2008), condanne dei tribunali sul lavoro a termine, licenziamenti dopo la cessione di punti vendita ad altri operatori (come avvenuto di recente in Campania), e altri comportamenti che di "cooperativo" hanno ben poco.
Incredibile ma vero. Unicoop Tirreno ha deciso di precettare alcune categorie di lavoratori per lo sciopero di lunedì 31 dicembre, nonostante nel commercio non esista l'istituto della precettazione (presente solo in alcuni precisi casi nei servizi pubblici essenziali). Immediata è arrivata la reazione indignata del sindacato Usb, che ha diramato il seguente comunicato stampa.
Lavoratori precettati per lo sciopero del 31 dicembre. Gravissima condotta antisindacale di Unicoop Tirreno
Questa mattina i nostri delegati Rsu dell’Ipercoop di Livorno hanno ricevuto dalla Direzione aziendale una comunicazione scritta in cui figurano i nomi di dipendenti “comandati” (quindi obbligati a presentarsi al lavoro) per lo sciopero del 31 dicembre. Abbiamo notizia che la stessa cosa sta accadendo anche negli altri negozi, e sul quotidiano Il Tirreno di oggi (sabato 29 dicembre) compare una posizione ufficiale dell’azienda in cui si parla espressamente di “lavoratori comandati”.
Come Coordinamento Usb Unicoop Tirreno Livorno siamo increduli e indignati per una decisione che si pone fuori dalla legge e viola il costituzionale diritto di sciopero.
Ricordiamo infatti che nel settore del commercio, non rientrando tra i servizi pubblici essenziali, non esiste l’istituto della precettazione. E che comunque in quei settori (ma, lo ribadiamo, non nel nostro) le procedure per la precettazione prevedono tutta una serie di passaggi precedenti e non possono certo concretizzarsi con una comunicazione unilaterale dell’azienda.
Come articolazione provinciale di Usb Livorno ci siamo attivati immediatamente con i nostri legali per studiare la fattibilità di un ricorso ex articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori per condotta antisindacale da parte della Coop.
Nel frattempo, vogliamo tranquillizzare i lavoratori e le lavoratrici: tutti possono aderire allo sciopero e nessuno rischia niente.
Articolo 28 Statuto dei Lavoratori – Condotta antisindacale
"Qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale nonché del diritto di sciopero, su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, il pretore del luogo ove è posto in essere il comportamento antisindacale, nei 2 giorni successivi, convocate le parti ed assunte sommarie informazioni, qualora ritenga sussistente la violazione di cui al presente comma, ordina al datore di lavoro, con decreto motivato e immediatamente esecutivo, la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti.
Il datore di lavoro che non ottempera al decreto di cui al 1 comma o alla sentenza pronunciata nel giudizio di opposizione, è punito ai sensi dell’art. 650 del codice penale.”
Sabato 29 dicembre 2012 - Coordinamento Usb Unicoop Tirreno Livorno
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