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domenica 9 marzo 2014

SUNDAY MAGAZINE

GLI UOMINI CHE SI VOLTANO
Probabilmente
non sei più chi sei stata
ed è giusto che cosí sia.
Hai raschiato a dovere la carta a vetro
e su noi ogni linea si assottiglia.
Pure qualcosa fu scritto
sui fogli della nostra vita.
Metterli controluce è ingigantire quel segno,
formare un geroglifico più grande del diadema
che ti abbagliava.
Non apparirai più dal portello
dell'aliscafo o da fondali d'alghe,
sommozzatrice di fangose rapide
per dare un senso al nulla. Scenderai
sulle scale automatiche dei templi di Mercurio
tra cadaveri in maschera,
tu la sola vivente,
e non ti chiederai
se fu inganno, fu scelta, fu comunicazione
e chi di noi fosse il centro
a cui si tira con l'arco dal baraccone.
Non me lo chiedo neanch'io. Sono colui
che ha veduto un istante e tanto basta
a chi cammina incolonnato
come ora avviene a noi se siamo ancora in vita
o era un inganno crederlo. Si slitta.
(Eugenio Montale)

Grazie a Claudia per averla divulgata






Pose le mani nel grumo. E intrecciò le dita chiuse in fuga dalla vita. 

Nella scia vagò il mare dei ricordi. E a nuoto sottopelle i polpastrelli. 

L'eco a squarciare ferite di sempre. E con la saliva liberare i sogni.

Montagne i sospiri mandati a fondo.E peso grande il rosso delle fragole. 

La vita è un mare d'olio e setaccio. E il cielo un discorso di cent'anni.

(Transit)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Gli uomini che si mettono in fila sulle scale mobili insieme a tutti gli altri morti viventi. Che hanno conosciuto cosa è la vita ma poi si sono voltati. Che non si fanno domande e si accontentano di averla conosciuta la felicità, per pochi attimi e si voltano rimettendosi in fila con gli altri, incolonnati.

Non c'è molto da dire, sono scelte.

E questa poesia è bellissima nella sua tristezza. La scelta è stata fatta, nessuno si chiede più niente e si slitta.

Mi viene in mente il testo "La giacca" di Claudio Lolli come concezione opposta, ti ricordi Bruno, l'avevamo accennato un giorno.

Andare fino in fondo o restare a galla? Vivere o voltarsi? Credo che l'importante sia non dover mai pentirsi delle proprie scelte, qualunque esse siano, lavoro,impegno politico, sentimenti.

Essere in pace con se' stessi.

E che il prezzo da pagare non sia troppo alto in monete di rimpianti.

In fondo la tranquillità di una vita lineare e negli schemi non è neanche disprezzabile. La questione credo sia nel come ci sia arriva a quel tipo di vita; se è un'imposizione che si fa a se' stessi o una personale attitudine.

Poi come dice Socrate nell'Apologia: "io vado a morire, voi a vivere. Chi di noi avrà sorte migliore, nascosto è a ognuno, tranne che agli dei."

Claudiabalena



Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO

E' migliore il rimpianto o il rimorso?
E' sempre secondo me una domanda malposta.
L'affermazione è che non si può non scegliere ed in ogni caso si è scelto, anche quando si è scelto di non scegliere, per cui l'unica cosa è sempre guardare avanti.
Davanti a questa bellissima poesia, è quasi ingiusto rispondere con una morale così spicciola, ma spesso è da morali spicciole che sono condotte le scelte quotidiane.
Buon proseguimento di giornata

Transit ha detto...




Pose le mani nel grumo. E intrecciò le dita chiuse in fuga dalla vita.

Nella scia vagò il mare dei ricordi. E a nuoto sottopelle i polpastrelli.

L'eco a squarciare ferite di sempre. E con la saliva liberare i sogni.

Montagne i sospiri mandati a fondo.E peso grande il rosso delle fragole.

La vita è un mare d'olio e setaccio. E il cielo un discorso di cent'anni.

precari united ha detto...

SONO BRUNACCIO

Ben trovato, Transit. Una simmetria poetica perfetta.
Ora aggiorno