Il secondo obiettivo delle misure vessatorie contenute nella nuova normativa britannica (beffardamente denominata Help to work) è la riduzione della spesa sociale. Sottoponendo a condizioni umilianti l’accesso ai benefici assistenziali si suppone di riuscire a scoraggiare i più dal domandarli. Fatto sta che la finzione del lavoro, o quella della formazione, sono ben più onerose della concessione di un sussidio o di un reddito universale senza contropartite. Comportano consumi di materiali e di energia, nonché pletorici apparati di controllo. Ragion per cui diversi economisti si sono espressi contro questo programma che, oltre alle scarse possibilità di ricondurre un numero significativo di inoccupati nel mondo del lavoro, non comporterebbe neanche alcun risparmio. Ma ilworkfare non risponde ad alcuna razionalità economica, il suo significato, ideologico e politico, consiste esclusivamente nel ribadire la rigidità delle gerarchie sociali e l’accentramento in poche mani del potere di modulare a proprio piacimento i flussi della redistribuzione, per potersene servire a fini di ricatto.
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venerdì 2 maggio 2014
L'INGHILTERRA TORNA AL LAVORO COATTO
Il secondo obiettivo delle misure vessatorie contenute nella nuova normativa britannica (beffardamente denominata Help to work) è la riduzione della spesa sociale. Sottoponendo a condizioni umilianti l’accesso ai benefici assistenziali si suppone di riuscire a scoraggiare i più dal domandarli. Fatto sta che la finzione del lavoro, o quella della formazione, sono ben più onerose della concessione di un sussidio o di un reddito universale senza contropartite. Comportano consumi di materiali e di energia, nonché pletorici apparati di controllo. Ragion per cui diversi economisti si sono espressi contro questo programma che, oltre alle scarse possibilità di ricondurre un numero significativo di inoccupati nel mondo del lavoro, non comporterebbe neanche alcun risparmio. Ma ilworkfare non risponde ad alcuna razionalità economica, il suo significato, ideologico e politico, consiste esclusivamente nel ribadire la rigidità delle gerarchie sociali e l’accentramento in poche mani del potere di modulare a proprio piacimento i flussi della redistribuzione, per potersene servire a fini di ricatto.
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8 commenti:
RIPORTO DA FB UN'INTERESSANTE CONVERSAZIONE
noi siamo all'avanguardia da una vita nel lavoro coatto(chissà comeli chiamano in UK i lavori a cottimo,approvigionati etc.o forse rendono tutti l'idea con McJobs?In Germania ci sono ora con la riforma Hartz)sti albionici arrivano tardi,noi abbiamo spalancato le cosce ehm volevo dire le porte con treu,biagi,fornero buhahahahahahahahah
Roberto
Sì, ma l'Inghilterra vittoriana ha una tradizione di odio verso i poveri che è enorme. Mi dirai: cosa cambia dai Savoia? Niente, solo che i Savoia erano immersi in una società italiana anc ora agricola, là esisteva una maggiore industrializzazione. Le industrie tessili del napoletano i Savoia le hanno distrutte con leggi e balzelli, per cui no, nemmeno l'Inghilterra vittoriana, ci supera :-)
Brunaccio
mi riferivo ai tempi moderni Bruno.Dell'Inghilterra Vittoriana e della loro repressione verso popoli Britannici Allogeni(Non Inglesi)e vero altri(Due Sicilie,Africa,Asia,Oceania,Medio Oriente)ho un'opinione pessima,l'industrializzazione forzata anche nel Regno Unito ha portato allo spopolamento delle campagne e alla trasformazione dei contadini e dei pastori in sottoproletari urbani.Ad ogni modo mi riferivo ai tempi moderni.P.S.Malgrado il letame vittoriano sono sorte cmq cose interessanti come le Trade Unions(1860 con Robert Peel),la Fabian Society,Il Labour e il Radicalism che ha contribuito a migliorare la vita delle classi meno abbienti e a crearne una media(anche se gia ai tempi si cominciava a far uso di emigranti e popoli delle colonie per i lavori usuranti).Cmq preferisco altre monarchie molto più illuminate di questa o dei Saboia(Asburgo d'Este governanti dell'Austria-Ungheria,Borbone delle Due Sicilie,la Casa di Svevia,Asburgo-Lorena del Granducato di Toscana e degli altri ducati in Emilia,I Borbone-Parma tutt'ora regnanti nelle monarchie del Benelux e i monarchi Scandinavi, i Dogi Veneziani e Genovesi;infatti dove hanno governato questo genere di reami hanno prosperato il progresso socio-economico e la pace,l'Inghilterra Vittoriana spingeva i poveracci ad emigrare nelle colonie per sperare in una vita migliorare(e massacrando gli autoctoni)e i saboia oltre ad indebitare oltremodo il loro di stato con guerre d'indipendenza e sostegno a massoni,carbonari,garibaldini e mentecatti vari hanno anche costretto i Piemontesi ad emigrare sin dal 1815).
Roberto
Un solo appunto: parlavo del passato perchè l'Inghilterra vittoriana aveva il lavoro coatto, e la nascita del tradunionismo e delle lotte dipende più dalla mobilità sociale e dai rapporti di conoscenza che si creano nelle grandi fabbriche e negli slums rispetto alla società contadina tradizionale. Il passaggio alla grande città e all'industria ha generato tanto malessere e dolore, ma ha generato anche, indirettamente ed involontariamente, una presa di coscienza (un esempio nostrano sono le donne operaie nella prima guerra mondiale che hanno cambiato totalmente tempi e mentalità). Per cui, semplicemente, non ascriverei nemmeno questo come merito dell'età vittoriana ma come una dinamica quasi meccanica legata all'industrializzazione.
Brunaccio
Bruno non fraintendermi non è un merito dell'Inghilterra Vittoriana,fortunatamente c'era il parlamentarismo e questo ha potuto tenere a freno l'ingordigia di Gladstone ed altri politci,il merito va alla meccanica legata all'industrializzazione mista al parlamentarismo rappresentativo(più o meno aperto)della Gran Bretagna.Ovviamente Asburgo e Hohenzollern hanno fatto molto meglio(anche la socialità moderna ma attenta ai bisogni del popolo propria dei Regni Germanofoni:Baviera,Sassonia,Wuttemberg(la vecchia Svevia Federiciana),Renania,Prussia,Baden,Assia etc.valeva diecimila volte l'Inghilterra Vittoriana,di contro al Kaiser Guglielmo si poteva contestare il colonialismo.In quei posti cose come lo Zollverein o l'istruzione di massa,la previdenza erano contemplate gia dai tempi della KleineDeutschland(la Confederazione Tedesca Del Nord:1815)in un periodo in cui i Britannici non ci pensavano proprio.
Roberto
Hai ragione. Non a caso tutto il marxismo -Lenin in primis- sperò in una rivoluzione socialista in Germania perchè aveva tutte le condizioni di sviluppo del capitalismo maturo che si pensava dovessero esserci e che molto aveva ricevuto dal periodo ottocentesco. Non successe, ma nei primi anni del novecento ci si andò molto vicino, e poi arrivò Hitler. La caratteristica più sorprendente del nazismo è di essersi inserito, contrariamente alle tesi classiche che vorrebbero le grandi dittature funzionare su popoli poveri e arretrati, in una società civilissima ed istruita, e il suo segreto fu proprio che, anzichè il linguaggio classico della religione, usò quello della scienza, che allora era il paradigma dei popoli europei sviluppati. Una scienza che oggi sappiamo essere pseudoscienza, ma molte teorie che il nazismo riprese e riadattò erano allora considerate perfettamente scientifiche (dalla biologia razzista, allo spazio vitale, all'eugenetica nel senso in cui la intendevano loro) e che derivano dal positivismo, quello stesso positivismo che in Inghilterra divenne darwinismo sociale e che in Italia fu usato da Lombroso. Insomma, alla fine quelli di cui parliamo ce li ritroviamo tutti :-)
Brunaccio
Commento arguto Bruno,solo una piccola precisazione purtroppo la Germania di Weimar dopo un periodo di crescita legato alla borsa e al procrastinare oltre da parte delle potenze vincitrici del pagamento dei debiti di guerra(1923-1928)la crisi del 1929 bastonò notevolmente la Germania e la impoverì di brutto.Inoltre l'avvento del Nazismo significò anche la fine dell'indipendenza dei popoli Tedescofoni(anche sotto Weimar,Prussia,Baviera,Renania,avevano conservato istituzioni e prerogative socio-politico-economiche,infatti i Freikorps Bavaresi respinsero tanto il putsch di Kapp(protonazista,il "golpe della birreria di Monaco")quanto le rivoluzioni Spartachiste(che fallirono perchè non fecero presa sul popolo legato troppo alle istituzioni e alla vita del Deutsches Reich)la centralizzazione della politica e dell'economia,il ringrullimento del popolo con miti nibelungici et similia(propri della Renania e del Baden,ma perchè Anseatici,Prussiani o Sassoni avrebbero dovuto aderire?)la ricerca forsennata del nemico esterno(Ebrei,i quali banchieri però avevano provocato lo scandalo bancario del'24 da cui ne derivò l'ipersvalutazione del Marco,i Cattolici,I Socialistietc.)l'economia si riprese ma tutto andò a puttane con l'Invasione della Polonia.In conclusione i monarchi British fino al 1914 erano tutti crucchi(Orange poi espulsi oppure i Battenberg che hanno dovuto anglicizzare il cognome in Mountbatten),dopo arrivarono gli Albionici Windsor
Roberto
Sì, certo. Due furono gli elementi che scatenarono il nazismo: gli assurdi e vessatori debiti di guerra (e in particolare il ricattatorio Piano Young) e la crisi del '29. Senza queste non sarebbe bastato certamente il presupposto ideologico.
Brunaccio
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