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lunedì 7 maggio 2012

Grecia: schiaffo alla Merkel. ND-Pasok senza maggioranza

Batosta storica per i partiti esecutori della macelleria sociale imposta alla Grecia dalla troika. Emorragia di voti per Nuova Democrazia e Pasok, che si ritrovano senza maggioranza. Trionfo della Sinistra Radicale e allarmante affermazione dei nazisti di Alba Dorata.
Mentre scriviamo il conteggio definitivo delle schede non si è ancora concluso, ne mancano una manciata per avere i risultati definitivi delle elezioni parlamentari di ieri. Elezioni che i greci, e gli europei, ricorderanno a lungo. E che consegnano un parlamento completamente rivoluzionato rispetto al 2009, quando insieme i due partiti ‘storici’ della Grecia postdittatura si aggiudicarono il 78% dei voti. Oggi ne hanno, insieme, appena il 32%.
E nonostante l’assurdo premio di maggioranza concesso dalla legge elettorale ai primi arrivati – 50 seggi regalati ai conservatori di Nuova Democrazia in testa con appena il 18,88% (il 33,5% nel 2009) – i partiti che hanno applicato la macelleria sociale e politica pensata e dettata da Bruxelles e Strasburgo non hanno la maggioranza. I 108 seggi di Nuova Democrazia più i 41 dei socialisti fanno 149. Due di meno di quanti ne servono per governare. Ieri sera, quando dopo l’inizio del conteggio il ministero degli interni di Atene aveva fornito i primi dati, sembrava che la somma degli sconfitti potesse contare su 151-153 seggi. Una maggioranza risicatissima, certo, ma che poteva ovviare, per qualche tempo, alla sconfitta storica e pesantissima inferta dagli elettori ai due partiti tradizionali. Già si profilava una maggioranza ‘di unità nazionale’, magari a termine, per applicare i nuovi tagli imposti dall’UE, dalla Commissione Europea e dal FMI, un nuovo ciclo da 11 miliardi di sforbiciate e 150 mila licenziamenti nel settore pubblico. Cioè esattamente quello che i greci hanno voluto evitare voltando le spalle ai conservatori e in particolare ai socialisti, che hanno subito un tracollo impressionante: 13,2% a fronte del 43,92 di solo 3 anni fa.
E l’onta di essere ampiamente superati dai veri vincitori delle consultazioni di ieri: la coalizione della sinistra radicale Syriza che si attesta al secondo posto con il 16,76% (aveva il 4,6 nel 2009) e ben 52 deputati. La eterogenea coalizione tra ex comunisti, eurocomunisti, ecologisti e gruppi marxisti ha intercettato il voto popolare in fuga dal Pasok e stufo di sacrifici inutili e ingiusti. I sondaggi prefiguravano uno spostamento relativo di voti dai socialisti verso Sinistra Democratica, partito satellite del Pasok e dai programmi assai simili, che invece ottiene solo il 6,1%.
A destra di Nuova Democrazia, invece, sono stati i Greci Indipendenti a intercettare un buon 10,60% in fuga dal partito di Samaras, alla loro prima esperienza elettorale. Come già prefiguravano exit poll e primi risultati, il voto di ieri ha segnato una battuta d’arresto per i comunisti del KKE, che invece si aspettavano una forte ascesa. Si fermano invece all’8,47%, pochi voti in più rispetto al 7,5 di tre anni fa. Brutto risultato anche per la coalizione di gruppi ml e trozkisti di Antarsya, che passano dallo 0,36% all’1,2% ma restano abbondantemente sotto la soglia di sbarramento del 3% e quindi non entrano in Parlamento.
Non entrano nell’emiciclo di Atene neanche i Verdi (centrosinistra) e il Laos (estrema destra), tutti ad un pelo dall’agognato 3%. Neanche il centrodestra di Alleanza Democratica ce la fa, togliendo all’asse ND-Pasok un possibile partner per varare una maggioranza di governo. Alla fine i partiti che riescono ad entrare in Parlamento sono solo 7, appena 2 in più rispetto alla scorsa tornata.
Dell’altro dato rilevante avevano già parlato analizzando ieri gli exit poll. Che purtroppo non sono stati smentiti, anzi. Per la prima volta dalla fine della dittatura di estrema destra degli anni ’60 e ’70 un partito che si richiama apertamente al fascismo e addirittura al nazismo, Chrisi Avgi, non solo entra in Parlamento ma si aggiudica un vero e proprio trionfo: il 7% e 21 seggi. Una vittoria inquietante e allarmante, perché ‘Alba Dorata’ non è un ‘partito di opinione’, ma un gruppo militante che si dedica alle aggressioni e alle intimidazioni dei propri avversari politici – oltre che degli immigrati - e gode di un appoggio aperto o clandestino all’interno degli apparati di sicurezza del paese.Un altro dato da sottolineare è l’aumento consistente dell’astensione, che ieri è arrivata al 35%, alla quale occorre aggiungere un 2,36% di schede bianche e nulle. Una partecipazione scarsa al voto, che insieme alla storica sconfitta inferta a ND e Pasok la dicono lunga sul grado di opposizione dei greci rispetto non solo alla propria classe politica ma anche – o soprattutto? – all’odiato padrone tedesco

8 commenti:

Anonimo ha detto...

i dati (esiti) della tornata elettorale greca sono particolarmente inquietanti per diversi motivi: la forte crescita dell'anti-europeismo, l'ascesa nitida di una forza politica di estrema destra (7% e 21 seggi), la rottura netta con la classe politica tradizionale e una forte astensione che unita alle schede bianche sfiora quasi il 38% degli aventi diritto.
L'anti-europeismo in tempo di austerity nei paesi dell'UE in tremenda difficoltà sempre più forte e questo potrebbe essere un segnale che da via ad una disgregazione di questa unità che via via nel tempo a preso toni sempre più economici-finanziari che politici un unità formata soprattutto da BCE e FMI con un UE sempre a capo chino.
La risposta del popolo (in questo caso greco) alla troika (o diktat tedesco) a livello politico è stato forte tanto che la "nuova gosse koaltion" della sinstra radicale greca ha avuto un exploit non indifferente che sicuramente porterà sconvolgimenti a livelli borsistici. Chissà se in italia avverrà lo stesso il prossimo anno, certo che se si presentano con un programma insulso è un nome tipo "sinistra arcobaleno" le possibilità di clamorosi ribaltamenti mi sempre poco plausibile e soprattutto un cambio di facce.
Preoccupante e non da sottovalutare la clamorosa ascesa di Alba Dorata che con il Front National di Marie Le Pen da un chiaro segnale di scontento popolare (oltre che di anti-europeismo).
In tempi di crisi si sa che la gente tende ad avere una spinta conservatrice autartica, in italia bisogna tener alta la guardia i partiti simili a due sopracitati sono tre e queste due tornate europee gli daranno un morale alto per dare anima e cuore alla prossima campagna elettorale (sicuramente aiutata da gente facoltosa che sta nelle retrovie)
Se poi insieme a questa eventualità andiamo a vedere la spinta della cosidetta anti-politica cè ancor più da stare in allerta visto che gli scontenti del "2013" saranno tanti ma probabilmente da noi l'astensionismo è un fenomeno che lo si dice e non sempre lo si pratica quindi gli scontenti della lega pdl e perchè non del pd potrebbero essere accalappiati da queste forme di politica retrograda fascista.
Chiaramente in questa fase di "Tecnica-Transizione" anche in Italia il vecchio (spacciato per nuovo) bipolarismo è finito, nato morto e sicuramente le facce non cambieranno da quai a pochi mesi, quindi se gli scontenti non si faranno ammagliare da i proclami dell'estremismo nero l'astensionismo potrebbe essere alto anche ne "bel paese"
P.S.
ho parlato molto dei fasci non per tessere lodi ma perché vedo nelle forze di sinistra (quelle che si ritengono tali) una forte disgregazione e poca concretezza cosa che purtroppo i partiti neri stanno guadagnando...
EDOARDO

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO.

Molto difficile valutare il quadro greco, come ben ci fa vedere l'analisi di Edoardo giustamente preoccupata per i fascisti.
In un momento di crisi del genere purtroppo un aumento del neofascismo è quasi scontato, visto che il loro populismo prende forza nelle crisi, così come è evidente che non si guardi più con fiducia (...e ci mancherebbe!) all'UE e alle forze politiche che hanno sostenuto il quadro che oggi abbiamo di fronte.

Ma aggiungo un'anomalia al quadro dei risultati: la debacle del KKE che a quel che vedo giunge del tutto a sorpresa nonostante ci sia stata una grossissima fetta di votanti a sinistra.

Purtroppo non sono adeguatamente informato sulla situazione greca e mi piacerebbe che qualcuno sapesse leggere i perchè di questo basso risultato, almeno rispetto alle previsioni.
Nella mia ignoranza della situazione, io dico che quando un partito molto forte e rappresentativo, che si è sempre posto giustamente in discontinuità rispetto al liberismo, ottiene uno scollamento così netto dalle masse, qualcosa ha sbagliato.

Forse non ha saputo leggere bene la nuova composizione sociale e dunque ha tenuto una linea obsoleta? Forse sono emersi particolarismi rispetto all'altra coalizione? Forse un eccesso di dirigismo nella gestione della piazza e della protesta?

Non saprei rispondere, almeno per il momento.
Spero che altri sappiano aiutarmi in questo.

Anonimo ha detto...

Ovviamente quando parlo di debacle, intendo rispetto alle aspettative.

Anonimo ha detto...

..torno solo ora dal lavoro e nn sono in grado di grosse analisi, tra l'altro anche gli esiti delle elezioni italiane, che ormai sembrano definitive, sarebbero da commentare.
Ciò che mi viene da dire è che l'esperimento cui i greci sono stati sottoposti per primi ha dato i suoi esiti: contro l'austerity imposta dall'europa dei banchieri c'è stata una risposta. Quello che mi preoccupa, anche se non mi sembra non ce lo si potesse aspettare, è la crescita di quelle forze fasciste che ormai cominciano a farsi notare ovunque.
Per tornare alle vicende nostrane, mi preoccupa altrettanto il populismo dei grillini che nn riesco proprio a sopportare...

massimino

Anonimo ha detto...

a quest'ora è doveroso financo un punto sul voto italico. PDL spianato da un caterpillar, inevitabile visto ultimamente il disinteresse del boss alla politica; M5S show, prevedibile visto che si poneva come l'unica voce politicamente vergine; PD stazionario, il malato è grave ma non molla; PD+idv+sel mi pare che vanno forte, almeno in alcuni comuni; CENTRO non pervenuto, casini chiacchera ma pare che nessuno l'ascolti, per fortuna. allora, qui c'è un punto da chiarire, il PDL ha perso un pozzo di voti e Grilloman ne ha guadagnati altrettanti mentre agli altri pare che l'arrivo del M5S non abbia cambiato più di tanto...eh eh..e qualcuno pensava che Grilloman portava via voti a SX..mavalà!! piuttosto qui manca un'alternativa vera di SX..quello che in Grecia ha fatto Syriza da noi è demandato a Vendola, ma ci rendiamo conto????? buonanotte,djordj

Anonimo ha detto...

SONO BRUNACCIO.

Io mi pongo un'altra domanda: con l'inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione, e, a livello di Comuni, con il patto di stabilità, ha ancora senso credere che sia possibili una dialettica politica (posto che il blocco sociale, e dunque una dialettica solo fittizia o comunque minima, non nasce con la crisi)?

Anonimo ha detto...

SEMPRE BRUNACCIO.

Sto raccogliendo un paio di articoli, così da fare un post apposito domani sulle elezioni in Italia, così da partire da una traccia as usual.
Almeno domani potremo concentrarci meglio e a freddo sulla questione nazionale.

Senigallia ha detto...

...allora commenterò la recente tornata elettorale sul prossimo post.

Tarantino